Marco (Melandri), che stai combinando?

Marco (Melandri), che stai combinando?

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    marco melandri ducati

    Per lungo tempo abbiamo pensato che Marco fosse sfortunato.

    Del resto, nel suo periodo di gloria, Marco ci aveva abituati a duelli mozzafiato con personaggi del calibro di Valentino Rossi e, in quelle occasioni, avevamo imparato ad ammirare la sua determinazione.

    Poi una moto (forse) sbagliata, il morale che crolla, qualche lamentela di troppo e la fine di un mito che stava per nascere, almeno per noi italiani.

    Un 2007 da dimenticare, trascorso nelle fluttuazioni di un limbo che sicuramente Marco non meritava, ma da cui non è riuscito ad uscire, a tirarsi fuori. Un anno da dimenticare, con la speranza di un futuro migliore.

    A fine stagione, tra occhi bassi, voce sommessa e qualche urletto di disperazione, Marco riesce a divincolarsi dalla Honda clienti, cercando lo schiaffo morale alla casa giapponese con il passaggio in Ducati. Italiana. Vincente. Gommata Bridgestone.

    Le ha tutte la Ducati per ridisegnare il mondo dei sogni di Marco. E’ bella, è ruggente, è quello che Marco ha sempre desiderato.

    Forse.

    Un team-mate pesante come un macigno, ma che non intimorisce il ravennate.

    Forse.

    Una moto fatta per vincere, e che Marco può solo aver l’onore di sfruttare.

    Forse.

    Primi test di Sepang, poi Phillip Island. Un buon risultato per Melandri.

    O forse…

    Le parole dell’italiano, a fine sessione di prove, sono state le seguenti: “Quest’ultima giornata è stata particolarmente intensa sia per me sia per la mia squadra. Abbiamo continuato il lavoro sul bilanciamento della moto e poi ci siamo dedicati alle prove di gomme. L’anteriore è ok, mentre ho qualche difficoltà con il grip sul posteriore. Per il momento non ci sono grosse differenze di prestazione quando uso una gomma nuova rispetto ad una usata quindi in quest’area abbiamo ancora un bel margine. Nel pomeriggio ho fatto un long-run e anche se i tempi non erano velocissimi abbiamo imparato molte cose. Sappiamo cosa ci serve per progredire, a partire da un maggior grip per migliorare la velocità in percorrenza di curva. Siamo sulla direzione giusta e sono sicuro che nei prossimi test di Jerez faremo un ulteriore passo in avanti. Adesso però mi serve un po’ di relax perché queste sono state due settimane di grandissimo lavoro.

    Tutto positivo?

    Forse.

    Marco non solo non vince. Ma, a tratti, purtroppo, non convince.

    Saprà il campione italiano sfruttare la grande opportunità di Borgo Panigale?

    Noi glie lo auguriamo….