Marco Melandri: “Ho patito talmente tanto nella mia vita”

Perchè Marcop Melandri sia stato un flop desmodromico in questa appena passata stagione è difficile a dirsi

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    Marco Melandri.

    Ossia, la grande incongnita della MotoGP 2008.

    Partito con le più grandi aspettative e aspirazioni, il pilota ravennate di fatto non è mai riuscito ad entrare in Campionato.

    Colpe? Accuse? Pregiudizi? Carattere?

    Ne abbiamo parlato tante, troppe volte, della stagione-flop di Marco Melandri, un buon talento mal sfruttato da Ducati, o un pilota medio a cavallo di un bolide?

    Gli estremi non ci piacciono e sappiamo che spesso la ragione sta nel mezzo.

    Quella di quest’anno, però, è stata una stagione “invivibile” per Marco Melandri e per coloro che, pro o contro il pilota ravennate, hanno assistito alle sue ripetute defaillances.

    Un martirio, certo, a cui Marco prova adesso a rispondere, voltando pagina.

    Chiuso il portone Ducati, Macio prova a d aprire la porta Kawasaki: una buona porta, ottima, anche se rimane il dubbio che Marco si sia giocato (male) un’ opportunità desmodromica più grossa di lui.

    Giocare con il fuoco? Non riuscire a domarlo? Soccombere alle fiamme? Toccare l’ inferno?

    Non sappiamo, ma pensiamo.

    Fa paura e sgomento la situazione di Marco quest’anno.

    Perchè non si riesce a capirla, assaporarla fino in fondo, intuirne il sapore dolce o salato, o agrodolce, o piccante o…decisamente amaro.

    L’ ultima ipotesi ci sembra la più probabile.

    E Marco, intanto, parla.

    Da domani si cambia pagina, – confida Macio a Italia 1 – e scegliere la Kawasaki per me rappresenta una sfida. Ho patito talmente tanto nella mia vita che non mi spaventa piu` niente e poi mi progetteranno una moto in base alle mie richieste e questo e` molto importante per me, perche` ad oggi non mi e` mai stato possibile farlo“.

    Rimane qualche dubbio.

    E di sicuro, pare scemato l’ interesse verso la rivincita che Marco potrà riprendersi il prossimo anno.

    Difficile a spiegarlo, ma è come se in gola fosse rimasto un gusto stranamente amaro e quella sensazione di un treno giusto preso (e perso) nel momento sbagliato.

    E c’è qualcuno che continua a sostenere che i treni buoni passino una sola volta…

    Tutto ciò che verrà dopo, saranno solo pagine di un’ altra storia.