Marco Simoncelli spera di correre a Motegi

Marco Simoncelli,campione mondiale classe 250cc, dopo l'esclusione forzata dalla prima gara del motomondiale svoltasi in Qatar, spera di poter correre per il prossimo appuntamento previsto sul circuito di Motegi in Giappone

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    Marco Simoncelli, dopo l’infortunio allo scafoide della mano destra rimediato in allenamento con il collega ed amico Valentino Rossi, non vede l’ora di ritornare in pista per la prossima gara in programma il 26 Aprile in Giappone.

    L’attuale iridato del Motomondiale classe 250cc avrebbe voluto esserci già per la corsa di Losail ma dopo aver girato nelle prove libere si è arreso al dolore rinunciando alle ostilità.

    Il romagnolo, reduce dall’operazione al polso destro per la riduzione della frattura subita, punta dritto al GP di Motegi perchè non vuole perdere ulteriori punti rispetto alla diretta concorrenza e non vede l’ora di correre su una pista dove nel 2008 ha posto le basi per il successo iridato.

    Il campione del Team Metis Gilera è stato visitato in questi giorni dal dottor Soragni, lo stesso specialista che gli ha applicato l’innovativa vite HSC, al fine di verificare lo stato del polso infortunato in prospettiva delle prossime gare. Il 22enne romagnolo, inoltre, sarà seguito ogni giorno dai dottori della Clinica Mobile che monitoreranno i progressi della mano infortunata.

    Con tutte queste cure, il campione del mondo deve solo pensare a rientrare in pista con una condizione fisica accettabile. Ci sono ancora sedici gare in calendario e sarebbe davvero imprudente rientrare affrettando i tempi riabilitativi con il rischio di inciampare in fastidiose ricadute e compromettere il discorso mondiale.

    Infatti, da quello che si è visto durante la gara inaugurale svoltasi in Qatar, l’italiano può dormire sogni tranquilli perchè il suo rivale più pericoloso Alvaro Bautista è arrivato solo settimo al traguardo. Discorso diverso invece merita l’altro pretendente al mondiale, il vincitore di Losail Hector Barbera, che nonostante sia arrivato primo, in passato ha evidenziato la mancanza della continuità dei podi e soprattutto della concentrazione necessaria per puntare al titolo mondiale.