Max Biaggi prova la Suzuki GSX-R: è spettacolo!

Max Biaggi prova la Suzuki GSX-R: è spettacolo! Ecco quanto dice Max: Visto che quest’anno correrò per la Suzuki nel mondiale Superbike forse non sono proprio la persona più adatta per dare giudizi sulla GSX-R 1000, la versione stradale della moto con la quale debutterò in prossimo 24 febbraio in Qatar

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    News direttamente da topfuel.it. Il pilota romano Max Biaggi ha provato in esclusiva per topfuel questo capolavoro giapponese e ha confidato le sue sensazioni a caldo.

    L’articolo è direttamente di Max Biaggi che, dopo una giornata in pista, racconta:

    Visto che quest’anno correrò per la Suzuki nel mondiale Superbike forse non sono proprio la persona più adatta per dare giudizi sulla GSX-R 1000, la versione stradale della moto con la quale debutterò in prossimo 24 febbraio in Qatar. O forse si? In ogni caso ho accettato di farlo soprattutto perché ero curioso. Su questa moto, in versione racing, giro infatti dalla fine dello scorso anno, ma non avevo ancora avuto la versione di guidare il prodotto di serie. Dalla strada alla pista Quando me la sono trovata davanti, a Phillip Island, pochi minuti dopo esser sceso dalla “mia”, quasi non ci credevo, a quanto le due moto fossero identiche. La linea, gli scarichi, persino la posizione di guida! Ma non solo, anche particolari tecnici come i corpi sfarfallati, che anzi la mia GSX-R da Superbike ha ereditato dalla versione stradale. Per questo, lasciata la frizione, sono entrato in pista senza avere l’impressione di aver cambiato vestito. Sulla carta i cavalli della GSX-R 1000 sono circa 185 a 12.000 e tirando le marce si sentono tutti, anche per uno abituato ad averne qualcuno di più. Il motore è bello, corposo e soprattutto dotato di una erogazione lineare e di una ottima connessione con l’acceleratore. Una autentica moto da corsa addolcita. Stabilità a prova di “traversi” La pista non è una strada, e si può tirare in un modo assolutamente impensabile (oltreché proibito!) rispetto anche ad un utilizzo sportivo, così mi sono divertito veramente a dare manciate di gas e devo dire che la seconda sorpresa, dopo quella della guidabilità, è stata scoprire che nei bruschi apri-chiudi il motore non ha quel comportamento tipico dei propulsori impiccati. Inoltre ciclisticamente la moto è solida. Non si scompone. Ovviamente la taratura delle sospensioni, anche se sportiva, è un compromesso fra la necessaria solidità e quel che serve per evitare contraccolpi troppo secchi sulle ondulazioni. Diciamo che in pista andrebbe irrigidita, ma su strada probabilmente è perfetta. Dove non ci sono modifiche da fare è nell’impianto frenante: in staccata la moto è molto sincera e ci si può prendere il lusso di metterla un po’ di traverso, senza assolutamente rischiare di perderne il controllo…ma occhio: queste non sono cose che si fanno se non si è più che esperti, e soprattutto è meglio cimentarsi in un circuito. Due cervelli sono meglio di uno Dove questa Suzuki, credo, non ha rivali è nell’elettronica che gestisce il motore. Ormai, infatti, le supersportive stradali hanno potenze incredibili ed il problema non è tanto o più divertirsi in pista, quanto riuscire anche a farlo su strada senza rischiare costantemente le coronaria. Unica moto della sua categoria la K7 ci viene incontro con un sistema che permette di cambiare “al volo” le mappature del propulsore, addolcendone la curva di erogazione della potenza. Si può farlo grazie ad un commutatore a tre posizioni posto sul semimanubrio di destra. Cambiando la selezione si modifica il carattere della belva. Una opzione utilissima qualora ci si trovi su fondi a scarsa aderenza o, peggio, a dover affrontare un improvviso acquazzone. Attualmente la Suzuki GSX-R è l’unica moto di serie ad avere questa possibilità che non è assolutamente un gadget, ma una utilissima possibilità offerta al pilota. Difetti? Sinceramente non gliene ho trovati, relativa morbidezza delle sospensioni a parte. Se proprio dovessi essere sincero la vorrei esteticamente con maggiore carattere. Magari molto presto ne uscirà una versione “Max Biaggi team Corona Replica” e non potrò più lamentarmi.