Max Mosley alla FOTA: le trattative sono finite

La FIA comunica tramite il suo sito ufficiale che le regole del 2010 resteranno quelle già stabilite e che i team dovranno solo accettarle senza più trattare

da , il

    La stretta finale nella guerra tra FIA e FOTA pare essere arrivata ad un punto decisivo. In vista del prossimo 19 giugno, Max Mosley fa sapere la sua: le trattative sono saltate, pertanto sono confermate le regole del 2010 già pubblicate. Vale a dire: o budget cap o arrivederci.

    MAX MOSLEY. “Come concordato nella riunione dell’11 giugno – si legge nel comunicato ufficiale della Federazione – gli esperti finanziari della Fia hanno ncontrato gli esperti designati dalla Fota. Purtroppo i rappresentanti Fota hanno annunciato di non avere il mandato per discutere il regolamento economico della Fia per il 2010. Infatti, non erano affatto disposti a discutere il regolamento. Di conseguenza – prosegue la nota di Max Mosley - non è stato possibile raggiungere il fine della riunione, che era quello di confrontare le regole Fia con le proposte della Fota per trovare una posizione comune”. Ciò significa, parlando il linguaggio di Mad Max, che senza accordo non vi è altra via che confermare le regole da lui dettate per il 2010. Regole che mettono un limite di spesa di 45 milioni di Euro e che continueranno a mandare in bestia i costruttori della FOTA.

    MONTEZEMOLO. La replica del Presidente Ferrari, già chiamato indirettamente in causa da Mosley ieri dichiarando che c’è qualcuno che fa di tutto per mandare a monte le trattative, è arrivata puntuale. Secondo Montezemolo la FOTA non ha alcuna responsabilità in merito ai fatti contestati poiché la sua posizione è rimasta invariata sin dalla prima riunione di oltre un mese fa.“Ognuno prenderà le sue decisioni. Molto spesso – ha concluso polemico il primo rappresentante dell’Associazione dei Team - non capiamo neppure noi perché si voglia rovinare così questa Formula 1″.

    MURO CONTRO MURO. Le dichiarazioni di Mosley e Montezemolo paiono speculari. Entrambi hanno un progetto ben chiaro in mente ed entrambi non vogliono smuoversi di un centimetro. Entrambi, inoltre, si accusano a vicenda di fare il male di questo sport e di non voler in alcun modo lavorare in modo costruttivo. Che salti fuori una categoria alternativa, sembra ad oggi l’unica via.