Max Mosley attaccato dai team di F1 fissa una conferenza stampa d’urgenza per difendersi

Max Mosley attaccato dai team di F1 fissa una conferenza stampa d'urgenza per difendersi

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    Max Mosley attaccato dai team di F1 fissa una conferenza stampa d'urgenza per difendersi

    Prima BMW e McLaren. Poi anche Honda e Toyota. Sono 4, per il momento, i team che, anziché far finta di niente, alla vigilia del Gran Premio del Bahrain hanno commentato ed attaccato ferocemente il presidente della FIA dopo la pubblicazione del video scandalo che lo mostra mentre prende parte ad un orgia sadomaso a sfondo antisemita.

    Smentendo Bernie Ecclestone, le due scuderie teutoniche hanno pubblicato un comunicato congiunto nel quale affermano perentoriamente l’inscindibile nesso tra le azioni fatte a livello personale da Mosley e il ruolo pubblico che egli ricopre:“Come societa’, prendiamo fortemente le distanze da Mosley. Questo accadimento lo coinvolge sia come persona che come presidente della FIA, cioè l’organizzazione che comprende tutti gli sport motoristici a livello mondiale. Le conseguenze di ciò, quindi, non sono circoscrivibili ad un ambito limitato. Attendiamo una risposta in merito dal Consiglio della FIA”

    Max Mosley pensava che la presa di posizione di BMW e Mercedes fosse stata “dovuta” in onore al politically correct in quanto marche tedesche che facilmente possono essere ricondotte al periodo dell’ascesa al potere di Hadolf Hitler e del suo nazismo. Con l’adesione al comunicato delle case giapponesi Toyota e Honda, però, la questione è diventata innegabilmente più formale e importante.

    Per questo motivo il presidente della FIA ha indetto una riunione d’urgenza con il chiaro intento di difendersi pubblicamente dalle accuse:“Nella prima data utile - si legge nel comunicato – ci sarà un incontro planetario al quale sono stati invitati tutti i membri e nel quale sarà discussa l’invasione della privacy del Presidente. Fino a quel momento, la Federazione non farà altri commenti in merito”.

    La FIA potrà anche fermarsi qui. Il resto del mondo, giustamente, no. La linea difensiva di Mosley sembra chiara; lui ritiene di non aver fatto nulla di male ed ,anzi, si sentei la prima vittima di questa vicenda che ha visto una grave violazione della sua privacy. Difendersi attaccando, però, Dennis insegna, non porta quasi mai a grandi risultati. Converebbe scusarsi, spiegare che si trattava di un giochetto non abituale che poi è stato montato ad arte dalla stampa… come si fa sempre in questi casi. Ma che non fosse una cima, ahinoi, lo sapevamo da tempo.