McLaren: alla ricerca del salto di qualità

Formula 1: la McLaren con Button e Hamilton analizza il proprio momento ammettendo il calo nelle prestazioni

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    mclaren, f1 2012, button

    C’è un pilota che manca clamorosamente all’appello dei vincitori di un Gran Premio in questa stagione 2012 di Formula 1. E’ Lewis Hamilton. Ce n’è un altro, invece, che manca all’appello punto e basta dopo che una gara – la prima dell’anno – l’ha pure vinta. E’ Jenson Button. Cosa hanno in comune i due? Facile, guidano la stessa monoposto. Con risultati ben diversi, entrambi devono affrontare lo stesso problema. La McLaren era partita alla grande, dando l’impressione di poter dominare la stagione. C’è voluto pochissimo tempo, però, per farla risucchiare dal gruppo degli inseguitori composto da nomi come Mercedes, Red Bull, Lotus e Ferrari.

    Hamilton e Button: chi ha torto?

    Le cose sono due: o Jenson Button ha disimparato a guidare una monoposto di Formula 1 a certi livelli, oppure Lewis Hamilton sta facendo delle vere magie al volante di una McLaren in evidente difficoltà. Probabilmente la verità sta nel mezzo. L’anglo-caraibico è un fenomeno, molto regolare e un po’ sfortunato. Vedi i tanti errori nei pit stop che gli hanno impedito di essere ancora al top nella classifica mondiale. Il biondo è un attimo in crisi non riuscendo ancora a capire bene come la macchina reagisca alle regolazioni. Non è l’unico tra i top driver del Circus. A questo club sono iscritti – tra i tanti – sicuramente anche Sebastian Vettel, Kimi Raikkonen e Felipe Massa. Tutti vittime dei regolamenti del 2012 , di vetture bizzose e delle gomme Pirelli. Il dato di fatto oggettivo, adesso, è che a Woking devono compiere un salto di qualità. Devono consentire ad Hamilton di vincere almeno una gara dando prova di ritrovata concretezza. Devono riportare Button a rivaleggiare con i migliori.

    McLaren: lavoro duro sullo sviluppo

    Se c’è una scuderia che ha dimostrato di poter compiere salti mostruosi in avanti anche a stagione in corso, questa è la McLaren. Stupisce, quindi, che un progetto nato bene non riesca stavolta a tenere il passo della concorrenza. Una delle cause potrebbe stare nel muso basso. La monoposto attuale è un’evoluzione di quella del 2011. Un’idea ottima per farsi trovare pronti all’avvio di stagione – non a caso è arrivata subito una vittoria – ma con meno potenziale da spremere nei mesi a seguire. “Le prime tre gare sono state buone, ero felice, ma improvvisamente nelle ultime tre è mancato il ritmo. E’ dura, ma non c’è niente che non possiamo fare. Risolveremo i problemi. Basta solo farlo in tempo”, ha dichiarato Jenson Button addossandosi parte delle colpe per gli scarsi risultati. Il suo ritardo in classifica è di 31 punti su Alonso. Hamilton è indietro di soli 13 pur avendo sperperato occasioni d’oro per errori del team. “C’è molto lavoro da fare - ha spiegato il campione del mondo 2008 – sono sempre retrocesso in gara. Sono ancora lì, ma stiamo perdendo terreno a poco a poco, è difficile per noi, ma continueremo a spingere e a combattere cercando di non perdere altri punti”.