McLaren, i migliori 10 piloti che hanno corso per la scuderia di Woking

Quali sono stati i 10 piloti più grandi che hanno corso per la McLaren? Alonso torna nel team inglese, sperando in migliori fortune. Che posto occupa nella top ten? La classifica.

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    Il ritorno di Fernando Alonso in McLaren apre una nuova parentesi sportiva tra lo spagnolo e il team di Woking, dopo la pessima avventura del 2007. Ma che posto occupa Fernando nella top ten dei migliori piloti che hanno guidato per il team inglese? Quali sono i nomi storici? Unendo risultati in pista, personalità, metodologia nel lavoro, ne viene fuori una classifica piuttosto ovvia nelle posizioni al vertice, ma non alcune sorprese nelle posizioni intermedie.

    Passiamo in rassegna i 10 piloti che hanno lasciato un segno in McLaren.

    10. Bruce McLaren

    bruce mclaren

    Tutto ebbe inizio grazie a lui, Bruce McLaren. Neozelandese, inizia la carriera in Formula 1 al volante di una Cooper, vincendo anche una gara. Nel 1963, però, decide di fondare una sua scuderia, nella quale era non solo il “team principal”, ma anche ingegnere e pilota.

    Il palmares sportivo dice sì 1 successo appena, ma ben altri e più grandi sono i meriti di McLaren, morto a Goodwood mentre provava un prototipo da far correre nella serie CanAm.

    9. Jenson Button

    L’inglese arriva alla corte di Ron Dennis dopo la conquista del titolo mondiale con la Brawn GP. Il personaggio ha un suo stile, unico. Il pilota è di quelli da tenere in alta considerazione, pur non essendo certamente un campionissimo. Ha agguantato le sue vittorie mettendo sempre in evidenza una gran capacità di gestione della gara, sapendo interpretare le varie fasi e giocando azzardi il più delle volte riusciti. La convivenza con Hamilton non l’ha distrutto, anzi, ha saputo ritagliarsi i suoi momenti. In 76 gare ha ottenuto 8 vittorie.

    8. Fernando Alonso

    Non ha lasciato certo il segno nella prima avventura a Woking. Funzionerà il secondo matrimonio? I contrasti con Dennis furono ai massimi livelli e la convivenza con Hamilton impossibile. Persero un mondiale facendo praticamente tutto in casa, consegnandolo a Raikkonen, nel suo primo anno in Ferrari. Era il 2007. Epica resterà la scena in Ungheria, quando Fernando – con l’ausilio del fisioterapista Fabrizio Borra – rimase fermo in pitlane nel corso delle qualifiche per “pareggiare” quella che era percepita dal campione di Oviedo come un’ingiustizia. Solo 4 vittorie in quella stagione, prima di tornare all’ovile-Briatore, in Renault.

    7. Kimi Raikkonen

    Non vincerà il mondiale, ma ci andrà molto vicino. Nel 2003 il giovanissimo finlandese tiene testa a Schumacher fino all’ultima gara di Suzuka, ad appena 24 anni e nel primo anno al team inglese. Anche nel 2005 saprà essere protagonista per il titolo, contro Alonso, nonostante una monoposto poco affidabile. Il talento non si mette in discussione.

    6. James Hunt

    james hunt

    E’ senz’altro il personaggio-Hunt a pesare più del pilota. Anticonformista, pilota dalla vita sregolata, tombeur-de-femmes, vincerà il mondiale nel 1976, all’ultima gara al Fuji. Fu il gran premio delle polemiche, corso sotto la pioggia e con Lauda ritiratosi perché le condizioni meteo a suo dire non erano sicure. Va aggiunto che quel mondiale Hunt lo vinse recuperando il gap che aveva da Lauda grazie all’incidente del Nurburgring, che tenne il ferrarista fuori dai giochi per 42 giorni. All’annata del titolo non seguirono altri grandi acuti. Morirà ad appena 46 per un attacco cardiaco, mentre il ritiro dalla F1 avvenne già a 31 anni.

    5. Lewis Hamilton

    La McLaren è la sua seconda famiglia. Ron Dennis lo finanzierà nella sua carriera sportiva fin dai kart, per poi farlo approdare in Formula 1 nel 2007. Velocità innata, talento puro, ha mancato la possibilità di vincere il titolo nella stagione d’esordio, con alcuni errori clamorosi, come quello nel Gran premio di Cina, quando resterà troppo a lungo in pista e con gomme usurate, per poi insabbiarsi nella corsia di rientro. Il 2008 sarà l’anno del trionfo, anche qui non senza pathos: agguanta in titolo all’ultima curva dell’ultimo giro nell’ultima gara del mondiale, a spese di Felipe Massa. Nel 2012 ha la monoposto più veloce del lotto, ma anche la più fragile e inaffidabile. La scelta di abbandonare il team a fine anno sarà quella giusta, migrando in Mercedes e lasciando una McLaren che cadrà in una crisi tecnica profonda. Ventuno vittorie in 110 gare corse con il team di Woking.

    4. Mika Hakkinen

    Un signore. Mika Hakkinen è anzitutto questo, oltre che gran pilota, campione in grado di dare filo da torcere (e battere) Michael Schumacher. Ebbe sempre la monoposto migliore del lotto nelle sfide con il tedesco di Kerpen, tuttavia, le doti velocistiche non si mettono in discussione. Due volte campione del mondo piloti, resterà nella memoria il sorpasso da antologia a Spa su Schumacher, con il doppiaggio di Zonta in mezzo. La sua carriera in McLaren inizia accanto a un certo Ayrton Senna, nel 1993 – dopo l’esordio in Lotus nel 1991 – e passerà anche momenti drammatici, come il 1995, quando ad Adelaide ha un bruttissimo incidente che lo porterà in coma. Saprà rinascere e ottenere la prima vittoria nel giorno del titolo mondiale di Villeneuve a Jerez, 1997. L’addio alla McLaren e alla Formula 1 arriva nel 2001.

    3. Niki Lauda

    Formel 1: Niki Lauda und Alain Prost 1984

    Otto vittorie in 58 gran premi. Bottino non certo incredibile quello dell’austriaco in McLaren, permanenza durata 4 stagioni, dal 1982 al 1985. Eppure, basterà per conquistare il terzo titolo mondiale in carriera, nel 1984, quando correrà con la prima monoposto con telaio monoscocca in fibra di carbonio realizzato dalla scuderia inglese.

    Fa parte della scuola di piloti razionali e calcolatori, più vicino a Prost che non a un Senna, per dire. E con il francese fece coppia proprio in McLaren nell’annata del titolo. All’ultima gara avrà la meglio su Prost per appena mezzo punto, e dopo una gran rimonta in Portogallo.

    2. Alain Prost

    alain prost

    Quando si arriva a discutere di quale sia stato il miglior pilota McLaren, inevitabile restringere la lotta a Prost e Senna. E altrettanto inevitabile è scontrarsi con le fazioni pro-Alain e pro-Ayrton. Definire chi sia stato il migliore non è semplice. Facile, invece, dire chi ha emozionato maggiormente, chi fu più personaggio. La loro rivalità, fece il resto.

    Alain arriva in McLaren e si trova subito Lauda come compagno di team, al quale contende il titolo nel 1984, per poi agguantare il successo nel 1985 e bissarlo nel 1986. Con Senna si giocherà il mondiale del 1989, assegnato “a tavolino” dalla Federazione. Resta un grandissimo, capace di 30 vittorie in 107 gran premi disputati con la scuderia di Woking.

    1. Ayrton Senna

    Riprendiamo dai numeri, solo uno: 35 vittorie in 96 gare. Statisticamente, ha vinto più di Prost, a parità di titoli mondiali conquistati con la McLaren, tre per entrambi.

    Inutile dire chi fosse Senna e come riuscisse a ridefinire il limite e conquistare le folle. Anche per questo è stato il più grande: nessuno come lui ha saputo entrare nel cuore dei tifosi, di qualsiasi colore fossero. Se Schumacher era un Dio per i tifosi Ferrari, Senna lo era per tutti gli appassionati.