McLaren, l’appello prosegue nonostante i rischi

la mclaren dichiara appello alla fia per la decisione di penalizzare hamilton nel gran premio del belgio

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    La McLaren, per bocca del suo amministratore delegato Martin Whitmarsh, ha confermato che andrà avanti contro la decisione dei commissari del GP del Belgio. L’appello è stato depositato e la FIA ha fissato l’esame del caso non prima del 28 settembre prossimo.

    TEMPI LUNGHI. Tempi lunghi ma non lunghissimi. Tutto sommato la vicenda si chiuderà definitivamente in meno di un mese. Certo, sarebbe stato preferibile che i conti in classifica fossero definitivi già prima del GP di Singapore, ma tant’è. Non è certamente questo ritardo quello che sconvolge il team di Woking. Dennis e soci sono abitati agli appelli ed anche nel recente passato i tempi sono sempre stati in quest’ordine di grandezze se non addirittura superiori.

    RICORSO DOCUMENTATO. Se la McLaren ha deciso di fare questa mossa, è perché ha in mano carte in grado di ribaltare nuovamente la decisione dei commissari. La difesa si articola su due fronti. Il primo, portato avanti con l’aiuto delle immagini on board e dei dati delle telemetrie, vuole dimostrare in modo inconfutabile che Lewis Hamilton ha sì tagliato la chicane, ma ha poi alzato il piede ed ha dato all’avversario l’opportunità di tornare davanti. Il secondo aspetto, invece, riguarda il comportamento dei commissari stessi. Whitmarsh, infatti, spiega che al muretto non è arrivato nessun ulteriore avvertimento:“La direzione gara ci ha detto che andava bene così. Se ci avessero mandato altre segnalazioni, avremmo fatto ripassare Kimi Raikkonen. Ma questo non è avvenuto”.

    APPELLO PERICOLOSO. Se da un certo punto di vista la difesa McLaren sembra non fare una piega, dall’altra potrebbe nascondere qualche insidia. La Federazione non ama questo genere di polemiche e, per disincentivare i team a produrre dossier che spostino l’attenzione dalla pista ai tribunali, tende spesso e non riconoscere legittimi gli appelli presentati o, in certe circostanza, ad aggravare ulteriormente la pena di chi ha tentato di protestare senza averne ragione. Sarà questo anche il caso della scuderia anglotedesca?

    PENALITA’ MOTIVATA. Dal fronte della Federazione, uno degli autori della decisione è uscito allo scoperto, sostenendo la correttezza della penalità:“So che la nostra è stata una scelta impopolare ma abbiamo solo applicato il regolamento. Non vi è stata una chiara restituzione della posizione e Hamilton ha tratto vantaggio dal taglio della chicane. L’unica alternativa era se dargli 10 posizioni di penalità a Monza o 25” sull’ordine di arrivo a Spa. Abbiamo optato per la seconda perché ci sembrava quella meno pesante”.

    HAMILTON CHIUDE. Il pilota McLaren vuole dimenticare in fretta. Soprattutto dopo aver ribadito per l’ennesima volta la sua versione dei fatti:“Ho fatto passare Raikkonen e, infatti, sul traguardo lui aveva 6,7km/h in più di me. Solo dopo mi sono rimesso in scia e l’ho superato in staccata. Stavo guadagnando costantemente su di lui negli ultimi 3 giri ed era evidente che avrei potuto superarlo”. Va notato che proprio quest’ultima frase pesa come un macigno sulla condotta di gara di Hamilton a livello puramente strategico, s’intende. Vista la superiorità, infatti, non aveva nessun bisogno di ricorrere a manovre quantomeno dubbie per sbarazzarsi del rivale.