McLaren Mercedes davanti alla FIA

La McLaren Mercedes sarà giudicata dalla Federazione Internazionale dell'Automobile per la violazione dell'articolo 151c del codice sportivo in occasione del Gran Premio d'Australia

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    Giornata calda a Place de la Concorde a Parigi. Nella sede della FIA sarà discussa la punizione da infliggere alla McLaren per le dichiarazioni false rilasciate da Hamilton ai commissari nel GP d’Australia. Non solo, secondo i piani, Max Mosley farà la sua sparata sulle nuove regole per la Formula 1 del futuro per mettere in crisi l’attuale unione delle scuderie.

    MCLAREN MERCEDES. Si va da chi crede che, una volta tanto, la FIA sarà molto tenera. La McLaren ha recentemente inviato una lettera a Max Mosley dove ammette l’errore e chiede clemenza. Queste cose piacciono alla Federazione e la squadra anglotedesca lo ha imparato a sue spese ai tempi della spy-story. Allora, se avesse fatto altrettanto da subito, avrebbe potuto cavarsela con molto meno. Di contro, la violazione dell’articolo 151c del codice sportivo è grave e Martin Whitmarsh, che si presenterà da solo, senza avvocati, dovrà faticare molto per limitare i danni. Normalmente arriverebbe una squalifica per qualche gara. Vista l’aggravante della spy-story, potrebbe esserci una mazzata esemplare. Considerati, però, gli interessi in ballo sia in termini di immagine che di sponsor, probabilmente sarà preferita una penalizzazione nei punti. Elemento tutt’altro che grave in un’annata tutta in salita.

    MAX MOSLEY ALL’ATTACCO. La giornata di oggi non è solo McLaren-centrica. Il presidente della FIA approfitterà dell’incontro per illustrare i suoi assurdi progetti per la Formula 1 del futuro. Tra questi spiccano il motore standard e la limitazione drastica dei budget a poco più di 30 milioni di Euro. Si tratta chiaramente di provocazioni, volute da Mosley per portare i team ad un braccio di ferro dal quale pensa di uscirne vincitore. L’unione delle scuderie di F1, però, è talmente solida che il rischio di una scissione è concreto. Lo scenario più apocalittico parla di un campionato “ufficiale”, sotto l’egida della FIA, con team pressoché sconosciuti che corrono al costo di 30 milioni all’anno dando pochissimo spazio alla ricerca ed all’innovazione e di un altro campionato “non ufficiale” nel quale sono presenti i grandi marchi. Insomma, la F1 che conosciamo adesso. In questo senso, l’ago della bilancia è rappresentato dalla Ferrari.

    INCUBO JEAN TODT. La domanda sorge spontanea: che interessa ha Mosley a mettere in crisi i grandi marchi con proposte al limite del ridicolo e interamente inaccettabili? I più attenti analisti della politica del motore ricordano che l’attuale Presidente ha sempre usato l’arma della provocazione per ottenere altro. Stavolta sul piatto della bilancia ci sarebbe la sua riconferma al timone della Federazione. Se la FOTA, infatti, si schierasse unita nel sostenere Jean Todt, sarebbe difficile per il sadomasochista restare attaccato alla poltrona.