McLaren, qualcuno teme l’addio di Alonso

McLaren, qualcuno teme la mancanza di Alonso per lo svilupo della vettura

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    McLaren, qualcuno teme la mancanza di Alonso

    Non dimentichiamoci che è stato con l’arrivo di Fernando Alonso a Woking che la McLaren ha fatto un deciso salto di qualità. Non c’è da stupirsi, allora, che qualcuno all’interno del team decida di restare anonimo ma ammetta che l’assenza dello spagnolo potrebbe essere molto grave per le prestazioni della squadra.

    La domanda alla quale non avremo mai risposta è se sia stata solo una coincidenza o se i meriti della rinascita McLaren durante l’inverno 2006/2007 siano proprio di Fernando Alonso?

    Chissà. Fatto sta che al momento il team è composto da un collaudatore collaudato e da un giovane fenomeno con delle doti da sviluppatore ancora da confermare.

    A questo ci vanno aggiunte le tante incognite sulla vettura 2008. Il progetto MP4-23, infatti, nasce in modo decisamente travagliato vista la spy-story e a dicembre sarà messo ai raggi X dalla Federazione per capire se ci siano o meno soluzioni rubate dal dossier Ferrari.

    Fossero anche stati all’oscuro di tutto, non pensate che gli ingegneri di Woking abbiano perso del gran bel tempo per assicurarsi che nulla di “made in Italy” sia finito nella loro macchina anche solo per coincidenza?

    Un pilota con la giusta esperienza, con le idee chiare e capace di prendere la squadra per mano, quindi, sarebbe stato più che utile a Dennis e soci. Alonso era il candidato ideale. Per questo una voce all’interno del team fa capire che l’assenza del due volte campione del mondo non sarà una di quelle che passano inosservate.

    “Non capisco come abbiano potuto lasciarlo andare via – ha ammesso l’ingegnere – Fernando Alonso è un pilota che apporta molto alla sua squadra ed è un peccato che non sia più con noi”

    Il problema principale - ha concluso la fonte anonima parlando ad uno storico giornalista della testata AS – è che Fernando lavora meglio e le sue prestazioni sono migliori quando è il leader di un team”.

    Che siano vere o meno queste dichiarazioni, conta fino ad un certo punto. Ciò che importa è che Alonso non c’è riuscito ad essere leader del team. Questo ruolo, invece, sarà ricoperto adesso da Lewis Hamilton e l’anglocaraibico, dopo aver preso la laurea in stile di guida, dovrà dimostrare di essere anche un grande collaudatore. Ne va nel bene suo e di tutta la sua squadra.