Michael Schumacher: il più grande che c’è!

NON lo diciamo noi

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    Schumacher e Montezemolo

    NON lo diciamo noi. Lo ha detto Montezemolo nei giorni scorsi. Il presidente prima ha gasato la squadra in vista di Imola e poi ha difeso Schumy dalle critiche dicendo che «Lui è il più grande che c’è!». Ed ha ragione. Non nascondiamolo.

    Se a qualcuno sta antipatico, pensiamo sia un problema solo suo. Qualcun’altro dice che basta guardare i numeri per avere un’idea del fenomeno. E’ vero. Basterebbero le verità dei numeri per rendersi conto che il talento di Schumacher è immenso.

    Ma vogliamo andare oltre? Perché no.

    D’accordo che non appare come un simpaticone. Ma a chi gliene frega VERAMENTE qualcosa? Barrichello da tutti era considerato un tipo allegro e parlava pure italiano! Qualcuno lo rimpiange?

    Schumacher ha altre doti: è un bravo ragazzo, serio, generoso ed ancora umile nonostante sia da anni il migliore. Il più forte di tutti non solo continua a correre come un ragazzino ma trasmette grinta e fiducia a tutto l’ambiente, cosa chiedergli di più?

    Dato che gli ultimi anni sono noti, forse è bene ricordare gli inizi. Come a tutti i grandi, gli ci è voluto un solo giorno per farsi conoscere. Gli ci è voluto di salire su una F1 per dimostrare il suo talento. E questo è avvenuto con una Jordan e non con una super-mega-iper-Ferrari disegnata apposta per lui.

    Da subito e da sempre ha stupito tutti e non ha mai smesso di farlo. Basti vedere cosa hanno combinato i suo compagni di squadra: mentre lui vinceva loro si accontentavano di qualche podio o arrivavano a malapena a punti. Si può seriamente credere che avessero un mezzo inferiore? Chi, se non un folle, darebbe sistematicamente ad un suo pilota una macchina non perfetta?

    La balla, poi, del compagno di squadra che sta dietro solo perché ci sono ordini di scuderia, ha sinceramente stufato! Se uno sa di cosa si sta parlando, queste cose non le può neanche pensare. Avere un alieno e decidere di farlo correre nelle migliori condizioni possibili per ottenere il massimo dal massimo, è solo una scelta di buon senso. Se, poi, per una o due volte all’anno resta dietro al suo compagno (che è un pilota di F1 anche lui e non uno che passa di lì per caso!) è solo NORMALITA’.

    Nella sua carriera Schumacher ne ha fatte di imprese: non possiamo elencare le innumerevoli gare nelle quali ha dato spettacolo. Ma possiamo citare il titolo vinto contro ogni pronostico con la Benetton nel 94 e possiamo ricordare le lotte alla pari con Williams e McLaren nel 97, 98 e 99. Nei primi anni alla Ferrari, nonostante avesse un mezzo inferiore, solo delle coincidenze sfortunate gli hanno impedito di vincere. Pensate che qualcun’altro sarebbe riuscito a fare lo stesso?

    L’unico rimpianto è che non ha avuto mai avversari degni del suo livello. Se fosse nato qualche anno prima, invece, avrebbe potuto confrontarsi con un altro talento immenso: un certo Senna. I brividi vengono solo ad immaginarceli, insieme.