Michael Schumacher visto da Eddie Irvine

Eddie Irvine racconta il suo punto di vista su Michael Schumacher

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    Michael Schumacher ed Eddie Irvine non hanno avuto mai un gran rapporto al di fuori della pista. Casa e famiglia il primo. Casa e casino l’altro. Anche sul lavoro, in verità, si vedevano poco. Uno stava spesso davanti. L’altro bruciava i motori e si accontentava di qualche piazzamento a podio. Nonostante ciò, Eddie Irvine non parla male del suo ex-compagno di squadra e resta ancora un amico della Ferrari (a differenza del pentito Barrichello). Parlando del ritorno alle corse del 7 volte iridato, quindi, l’irlandese racconta volentieri alcuni interessanti retroscena sul Kaiser. Dalla psicologia del campione, ai noti problemi al collo.

    EDDIE IRVINE. 267 punti per Michael Schumacher contro i 156 di Eddie Irvine nonostante il tedesco abbia saltato 6 gare. Il loro confronto quadriennale ai tempi della Ferrari si chiude così. Nel mezzo ci vanno messi zero titoli ma ben tre stagioni perse all’ultima gara. 2 per Schumacher (contro Villeneuve nel 1997 e Hakkinen nel 1998), una per Irvine (contro Hakkinen nel 1999). Poi è arrivato Barrichello, la Rossa ha iniziato a sfornare macchine super e sappiamo come è andata a finire. Sebbene qualcuno sospetti addirittura che nel 1999 Schumacher abbia fatto apposta a farsi battere da Mika Hakkinen nell’ultima gara dell’anno, negando conseguentemente il titolo mondiale al suo più scarso compagno di squadra (per questioni di orgoglio egoistico e d’immagine), il diretto interessato sembra non aver nulla da recriminare. Contento lui…

    MICHAEL SCHUMACHER. “Credo fosse annoiato - ha dichiarato Eddie Irvinequando si presentava alle corse per la Ferrari come consigliere, deve aver pensato ‘cosa diavolo ci sto facendo io qui?’”. Secondo l’irlandese che si unisce al pensiero di una consistente parte degli addetti ai lavori, Michael Schumacher non ne capisce abbastanza della parte più gestionale della Formula 1 per essere un buon manager e, conseguentemente, dare buoni consigli. “E’ finito con il non avere un proprio ruolo all’interno della struttura e si è ritrovato a dover banalmente fare una specie di ragazzo immagine”, ha aggiunto Irvine. “Doveva tornare a correre con la Ferrari (per sostituire Felipe Massa infortunato), ma ha accusato problemi al collo - ha ricostruito i fatti il fedele compagno di squadra dal 1996 al 1999 confermando che non stava messo affatto bene – stavo giocando a poker con lui a Milano e mi sono accorto che per parlare con le persone che gli stavano a destra o a sinistra o per guardare ai lati era costretto a girare le spalle. Poi si è messo nelle mani dei migliori fisioterapisti e col tempo ha risolto il problema”. Citando il caso di Nigel Mansell, Irvine si è detto convinto che la parte fisica non sarà un problema per Schumacher. “Se con quella macchina ha vinto Button, può farlo anche Schumacher”, ha ribadito provocatoriamente il 44enne irish-man.