Michele Alboreto: il pilota gentiluomo

Michele Alboreto: il pilota gentiluomo

Sei anni fa moriva Michele Albereto, campione sia in pista che nella vita

da in Piloti F1 2017, Storia della Formula 1, Video Formula 1
Ultimo aggiornamento:

    Michele Alboreto in Ferrari

    Sei anni fa moriva Michele Alboreto, campione sia in pista che nella vita.

    Enzo Ferrari in persona lo aveva voluto con sé. Gli piaceva la sua guida pulita, il suo carattere riservato e, soprattutto, gli piaceva il fatto che fosse italiano. Già, perché il “Grande Vecchio” aveva un sogno: ricostituire quel binomio tricolore macchina-pilota che a Maranello mancava da tanto, troppo tempo.

    L’avventura in rosso di Michele Alboreto iniziò così, con l’investitura diretta da parte del capo. Un onore, certo, ma anche un onere, una responsabilità da far tremare i polsi. Lui, però, non tremò affatto. Ciò che fece fu invece impegnarsi al massimo, correre meglio che poteva. E corse bene, infatti, talmente bene da sfiorare un titolo mondiale.

    Accadde nel 1985, secondo anno al volante della Ferrari numero 27. Dopo nove gran premi il milanese comandava la classifica generale, forte dei successi conquistati in Canada e Germania, nonché di vari piazzamenti a punti. Poi lo sviluppo della monoposto si bloccò e, alla lunga, la McLaren di Alain Prost prese il sopravvento.

    Ci rimase male Michele, consapevole che difficilmente gli sarebbe capitata un’altra chance iridata. I suoi timori si rivelarono fondati e, nelle successive tre stagioni, dovette accontentarsi di lottare per posizioni di rincalzo.

    Lasciato il Cavallino, tornò alla Tyrrell, la scuderia che lo aveva lanciato, ma fu appiedato anzitempo dallo sponsor dei tabacchi, che gli preferì un giovane Jean Alesi. Seguirono alcune esperienze poco edificanti con team minori, quindi l’addio alla Formula 1 (1994).

    Le luci della ribalta si riaccesero nel 1997, quando trionfò su una Porsche alla 24 Ore di Le Mans. Un destino crudele era però in agguato e si materializzò il 25 aprile del 2001 sul circuito di Dresda, dove Alboreto stava preparando un nuovo assalto alla storica gara francese. Morì lì, lontano da casa, dalla famiglia, dagli amici. Se ne andò in silenzio, come era nel suo stile: nessuna immagine dell’incidente fatale, nessun testimone oculare.

    Oggi, a sei anni esatti anni dalla scomparsa, Michele è sempre vivo nella memoria delle tante persone che lo hanno applaudito. Fu un esempio di lealtà in pista e fuori, un autentico gentiluomo oltre che un eccellente pilota. Di lui ci mancano le staccate mozzafiato e i duelli al limite con gli avversari. Ma ancor più ci mancano i suoi modi gentili, i suoi occhi sinceri, e quel sorriso dolce con cui sapeva affrontare tutte le sfide della vita.

    Video tributo a Michele Alboreto.

    510

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Piloti F1 2017Storia della Formula 1Video Formula 1