Mirko Bortolotti: senza sponsor, addio F1

Intervista a Mirko Bortolotti

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    In un’intervista al quotidiano La Stampa, la giovane promessa dall’automobilismo italiano Mirko Bortolotti, racconta la sua storia, il test con record alla Ferrari e le sue ambizioni future. Il tutto condito da un’amara verità: causa scarse disponibilità economiche, se non arrivano degli sponsor il suo sogno di diventare pilota di Formula 1 rischia di interrompersi. Ingiustamente.

    MULTILINGUE. “Sono nato a Trento il 10 gennaio 1990. Mio padre Osvaldo fa il gelataio a Vienna. Poi ci sono mamma Dirce e mia sorella Jessica. Ho vissuto l?infanzia in Austria, frequentando lì le scuole, per questo parlo il tedesco e ho anche imparato inglese e francese si presenta così Mirko Bortolotti e racconta come la velocità sia sempre stata presente nella sua vita “Da bambino ero terribile, sempre un po? agitato, spericolato, mi piaceva tutto ciò che aveva le ruote, faceva rumore ed era veloce. A quattro anni mi regalarono un kart di 50 cc. Ho fatto la gavetta per 11 stagioni, conquistando tre campionati austriaci, direi abbastanza impegnativi”. Poi lo sbarco in Italia, nella F3 con il team Lucidi e Gian Carlo Minardi:“Sono riuscito a vincere salendo 15 volte sul podio in 16 gare, con 9 vittorie, cinque secondi posti e un terzo. Ho ottenuto anche 6 pole position. E stata una stagione combattuta ma colma di soddisfazioni” ammette il pilota di Pietramurata che spiega come una delle sue doti migliori sia quella di sapersi adattare in maniera molto rapida a vetture e situazioni nuove. Come conferma quella prestazione eccezionale fatta nel suo unico giorno vissuto da pilota Ferrari.

    TEST CON RECORD. “Guidare una monoposto Ferrari è come un sogno. Difficile, ma entusiasmante. Avrei girato anche con la neve“. Bortolotti, vincitore della F3 Italia, è salito agli onori della ribalta nel Novembre scorso quando, provando come “premio di fine stagione” la Ferrari F2008 di Kimi Raikkonen assieme al secondo e terzo classificato dello stesso campionato, si è tolto lo sfizio (se così si può dire) di ritoccare il record della pista di Fiorano, facendo meglio di tutti i piloti e collaudatori professionisti che fino a quel momento avevano girato con la stessa vettura su quel nastro d’asfalto. E a chi gli chiede un commento sull’impresa, lui minimizza:“E’ stata una cosa in più, capitata quasi per caso. Non ci aspettavamo di andare subito così forte. Avevo cercato di dare il massimo, di capire bene e in fretta la macchina, che vista la mia esperienza limitata, non era facile da domare. È venuto fuori così un tempo a sorpresa”.

    FUTURO IN ROSSO. Da quel momento, in molti hanno sognato per il giovane trentino un futuro in Ferrari che ricalcasse quello di Hamilton alla McLaren. ma lui non si prende sul serio:”Non facciamo certi paragoni. Hamilton ha dimostrato di possedere non soltanto un talento incredibile, ma anche di essere molto forte psicologicamente, di saper resistere a una pressione enorme”. In attesa che cresca al punto giusto, il pilota 18enne girerà dal 10 Gennaio all’Algarve con una vettura della serie A1GP (monomarca motorizzato Ferrari). A parte questo impegno, però, non c’è nulla di scritto tra lui ed il Cavallino. “Solo un buon rapporto ed ovviamente il tifo per Massa e Raikkonen” spiega Bortolotti che dovrà decidere a breve cosa fare del suo futuro. Le opzioni sono molte e spaziano dalla F3 Euroseries alla GP2. Secondo il suo manager Gabriele Lucidi non sarebbe sbagliato neanche restare ancora in Formula 3 per un altro anno. “Dovrò decidere il più presto possibile – ha spiegato Bortolotti entrando nello spinoso tema degli scarsi mezzi economici della sua famiglia – Spero che si faccia avanti qualche sponsor. Devo augurarmi di avere fortuna, ci vuole anche quella perché il sogno non finisca. Per 7 anni ho anche suonato la batteria, ho ancora il senso del ritmo. Ma vorrei fare il pilota. Secondo gli ultimi rumors la sua salvezza potrebbe essere il programma giovani Red Bull che, dopo averlo adocchiato, curerebbe la sua crescita come ha fatto per altri alla Sebastian Vettel. In molti, però, si chiedono cosa serva ancora alla Ferrari per convincersi a dargli un aiuto. E a metterci un’opzione sopra alla Hamilton in McLaren. Lui non può dirlo, noi sì.

    Foto: Ferrari