Montezemolo-Ferrari, Marchionne: “L’azienda è qualcosa di più del suo presidente”

Montezemolo-Ferrari, è addio

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    Montezemolo lascia la Ferrari

    Luca Cordero di Montezemolo dice addio alla Ferrari. Si è accelerato un processo inevitabile e già programmato. Questo è, la scelta di “abbandonare” la presidenza Ferrari, almeno a parole. «Quanto sarebbe durato il suo impegno in Ferrari sono discussioni che abbiamo avuto in passato e si sono intensificate negli ultimi 7 mesi, si parla di una nuova generazione di leaders. Domenica nelle mie dichiarazioni ho insistito sulle questioni di governance e prevedibilità, era un processo iniziato ma non maturato, serviva venisse illustrato: l’azienda è troppo grande e una mancanza di continuità avrebbe impatti enormi. La tempistica ha portato adesso alla scelta, ora o tra 12 mesi, non sarebbe cambiato niente», commenta Marchionne.

    Dietro alle belle parole, ai sorrisi di circostanza, è stato un incontro con la stampa parecchio teso. Bastava guardare la faccia del presidente – in carica fino al prossimo 13 ottobre – per capirlo.

    Promette che non ci sarà una commistione di marchi all’interno del gruppo FCA, il manager canadese. Ferrari entità unica, a sé stante, dalla quale attingere in termini di capitale umano, di tecnici e competenze, per migliorare, ad esempio, i prodotti Alfa Romeo, ma assicura che non vedremo alcun travaso in senso opposto. Sarebbe, per altro, incomprensibile.

    Montezemolo è uomo cresciuto in pista, con un background delle corse imponente, gli succede alla presidenza un Marchionne che dovrà far pesare il nome Ferrari nelle decisioni future sui regolamenti sportivi e tecnici, insieme a Mattiacci. Discutere con Todt ed Ecclestone? «Se parliamo di trattare con altra gente, sia anche Ecclestone e Todt, non mi preoccupa tanto, ho avuto di peggio. Nello stabilimento c’è un gruppo di persone in mano all’ingegner Felisa, tutte capaci per produrre la gamma attuale e sviluppare la prossima. Non per togliere quel che ha fatto Luca, che ha avuto un impatto fortissimo, ma l’azienda è qualcosa di più grande e forte del presidente». Qui si segna una forte discontinuità, almeno a parole, tra quel che è stato Montezemolo per la rossa e quel che sarà Marchionne.

    | L’ANNUNCIO DELL’ADDIO E L’INCONTRO CON MARCHIONNE |

    Smentisce, poi, le voci secondo cui resterà ad interim alla presidenza, pronto a cedere la poltrona ad altri, proprio a quell’Amedeo Felisa più volte riportato nelle cronache dagli insiders. «Non abbiamo alcun piano di un’IPO (quotazione; ndr) su Ferrari. La Ferrari è di un’importanza da non sottovalutare nel sistema Fiat, che io sia qui da presidente significa molto e l’impegno sarà duraturo. Non ho nessuna intenzione di andar via dalla Formula 1».

    Giura di credere fermamente nella necessità dei successi in pista, per la credibilità internazionale del marchio, e aggiunge: «Conosciamo il problema, è di motore, sappiamo benissimo quali sono le sfide e c’è tantissimo lavoro da fare. Non voglio creare problemi a Luca, ma non credo che questa sarà una grande stagione per la Ferrari, mettiamoci l’anima in pace, credo nella Ferrari e nella gestione sportiva e ripeteremo i successi del passato. Collettivamente avremo un problema a digerire il non vincere, speriamo nell’anno prossimo».

    | LA BIOGRAFIA DI LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO |

    L’interrogativo banale è: cosa può portare di nuovo e in più Marchionne rispetto a Montezemolo? Ammettiamolo apertamente, nulla. E matura la convinzione che sia tutto un pretesto quello dei risultati in pista.

    Pensare ad altro, a quella quotazione di FCA a Wall Street il 13 ottobre, porta sulla vera ragione della sostituzione. Presentarsi davanti agli investitori con una leadership unica, totale e accentratrice, cercando di rassicurare, a fronte di una Fiat anello debole nel gruppo FCA. «Prevedere la Borsa… operativamente stiamo facendo tutte le cose che prevedevo. Se portiamo a termine tutti i risultati è un grandissimo affare».

    | MARCHIONNE E IL RILANCIO DELL’ALFA ROMEO |

    Da parte del presidente, invece, c’è quello che arriva quasi come un monito, dopo una retrospettiva su 23 anni di presidenza. «Se uno non avesse rimpianti, o è un presuntuoso o un pazzo. Un po’ di rimpianti li ho, ma li tengo per me. Non serve parlare del passato, c’è uno sforzo di ristrutturazione e miglioramento, bisogna sapere dove mettere le mani in termini di uomini, banchi prova e l’obiettivo è di riaprire presto un ciclo. Ho dato dei consigli [in passato a Marchionne], una delle cose importanti è che anche nella riorganizzazione si deve privilegiare la stabilità, pur nei miglioramenti nelle competenze tecnologiche».

    Semmai servissero ulteriori conferme di quanto conti nulla l’assenza di successi nel mondiale da tanti anni, Montezemolo va nella direzione chiave: «Qui forse si sottovaluta il momento storico che comporta la quotazione; nella vita quando uno guarda avanti deve guardare anche il passato e le tappe importanti della Fiat e Ferrari. Oggi la Ferrari è una delle aziende – ed è giusto per questo che sia l’ad a sostituirmi – che contribuisce all’interno del gruppo, si apre un ciclo nuovo e diverso anche come priorità fino a oggi. Io con serenità lascio l’azienda, con orgoglio, e si apre una fase diversa e importante per la Ferrari e tutto il gruppo». Altra stoccata, richiamando in campo i risultati sportivi: «Il mercato per noi più importante in assoluto da 50 anni sono gli USA, dove la F1 non esiste praticamente. Il problema delle vittorie è in funzione della credibilità e forza del marchio. Anche negli anni peggiori dei risultati sportivi, l’azienda andava bene».

    Fabiano Polimeni

    Montezemolo: “lascio dopo 23 anni meravigliosi”

    “La Ferrari avrà un ruolo importante all’interno del gruppo FCA nella prossima quotazione a Wall Street e si aprirà quindi una fase nuova e diversa che credo giusto debba essere guidata dall’Amministratore Delegato del Gruppo. Finisce un’epoca e ho quindi deciso di lasciare la Presidenza dopo quasi 23 anni meravigliosi e indimenticabili, dopo quelli passati a fianco di Enzo Ferrari negli anni Settanta. Il mio ringraziamento va innanzi tutto a donne e uomini eccezionali in fabbrica, negli uffici, nei campi di gara, sui mercati di tutto il mondo che sono stati i veri artefici in questi anni della grande crescita dell’azienda, delle tante memorabili vittorie e del successo del marchio diventato grazie a loro uno dei più forti al mondo. Un saluto e un ringraziamento a tutti i nostri partner tecnici e commerciali, ai dealer di ogni Paese e in modo particolare ai clienti e ai collezionisti con cui condivido la stessa passione. Ma il mio pensiero va oggi anche ai nostri tifosi che non hanno mai fatto mancare alla Scuderia il loro entusiasmo soprattutto nei momenti più difficili. La Ferrari è la più bella azienda del mondo e per me è stato un grande privilegio e onore esserne stato il leader. Le ho dedicato tutto il mio impegno ed entusiasmo e insieme alla mia famiglia ha rappresentato e rappresenta la cosa più importante della mia vita. Auguro agli azionisti, e in particolare a Piero Ferrari che mi è stato sempre vicino, e a tutte le persone dell’Azienda ancora tanti anni di successo che la Ferrari merita”