Moto da corsa, le caratteristiche dei modelli più belli degli ultimi 50 anni

Quest'oggi ci occuperemo di apprfondire le caratteristiche delle moto da corsa che hanno fatto la storia del Motomondiale

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    Mv agusta stand

    Quest’oggi ci occuperemo di parlare di alcune delle caratteristiche tecniche dei modelli delle moto da corsa più belle. Andremo ad analizzare il mondo del Motomondiale e delle moto che ne hanno fatto parte e che hanno segnato le principali innovazioni nell’evolversi della meccanica nel mondo delle competizioni. Per non andare troppo indietro con gli anni, ci occuperemo di tre moto che hanno fatto da spartiacque alle sorti della MotoGP. Vedremo la mitica Agusta, il debutto della Ducati Demosedici e la Honda che quest’anno ha esordito con un nuova cambio di marce più veloce.

    Mv Agusta

    MV Agusta sfrutta la sua esperienza sui motori dei velivoli e cercò di caratterizzarsi grazie alla prima moto di serie con motore a quattro cilindri, derivato da quella da Gran Premio di 500 cm3, la 600 quattro cilindri. Il modello venne continuamente migliorato, fino a culminare nella 750 S America che raggiungeva il record di 220 km/h di velocità massima. Gli anni sessanta furono ricchi di vittorie iniziate grazie a Mike Hailwood, vincitore dal 1962 al 1965 e Giacomo Agostini, che porterà un incredibile ed imbattuto numero di Titoli Mondiali. Agostini vinse ininterrottamente dal 1966 al 1973 il Campionato del Mondo con la 350 a tre e quattro cilindri e con la 500 a 3 cilindri.

    Il motore Desmosedici

    Desmosedici, indica il tratto distintivo della moto, rispetto a tutte le altre ed indica le peculiarità del motore che è un propulsore con distribuzione a sedici valvole, comandate da un sistema desmodromico, da cui il nome Desmosedici. Progettata da Filippo Preziosi, Claudio Domenicali ed Alan Jenkins, questa moto è caratterizzata da una potenza notevole, ma difficile da gestire da erogare. È una derivazione del motore Testastretta utilizzato sulle Ducati del mondiale Superbike in versione bicilindrica, mentre il motore della Desmosedici è quadricilindrico, tuttavia gli stessi sono disposti a V, con un angolo di bancata di 90°, esattamente come il Testastretta.

    Il nuovo cambio Honda

    Il nuovo rapporto per le marce fornito ai piloti della Honda deriva da un’evoluzione di un cambio per le monoposto di Formula 1. La differenza sta nell frequenza dei giri motore e nella coppia motrice che non subisce variazioni nel passaggio da un rapporto all’altro come succede nelle altre moto presenti nel campionato della MotoGP 2011.

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