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Valentino Rossi ha evaso le tasse

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    L’Italietta di mezza estate, sdraiata e fannullona sotto il sole cocente e un pò annoiato delle spiagge del Bel Paese, ci ha preso gusto. Tra un nuovo flirt di Angelina Jolie e una manciata di euro in meno al fisco, l’italiano medio ritrova il suo stato di calma apparente sorseggiando una menta fresca mentre, lontano da sè, il mondo (economico) frana.

    Come sempre è di nuovo la Gazzetta.it che ci dà lo spunto.

    PESARO, 10 agosto 2007 – Il fisco ha scoperto il “tesoro” di Valentino Rossi. Gli ingaggi, gli sponsor, i soldi dichiarati in Gran Bretagna, le auto, lo yacht. Tutta la ricchezza accumulata dal campione di Tavullia: 58.950.311 euro guadagnati dal 2000 al 2004, reddito su cui l’Agenzia delle Entrate ha calcolato le tasse evase. Soldi che fanno parte del patrimonio complessivo del “Dottore”, che si aggira sui 130 milioni di euro.

    PAPERONE – Partiamo dal denaro. Nei 5 anni presi in esame, gli 007 del fisco hanno vivisezionato i redditi di Rossi. Non tutti per la verità visto che non sono riusciti ad accertare gli ingaggi presi dalla Honda nel 2000 e 2001. Ma una cifra comunque impressionante. Nel 2000 solo dagli sponsor risultano ricavi per 6.044.139 euro (tra cui spiccano 1.587.434 euro dalla Birra Peroni); nel 2001 salgono a 7.262.966 euro (tra cui 2 milioni dalla Birra Peroni); nel 2002 a 12.662.491 euro con i 6 milioni del contratto con la Honda; nel 2003 sono 12.161.316 euro (6 milioni sempre dalla Honda); nel 2004, con il passaggio alla Yamaha, si impennano a 20.819.399 euro con il ricco ingaggio di 10,5 milioni ottenuto dalla nuova squadra.

    IL PARCO AUTO – Fin qui il denaro sonante. Poi ci sono le auto, ben 8: due Porsche, una Bmw M5, una Bmw M3, una Mini Cooper, una Mitsubishi, un Mercedes Sprinter e una Fiat. A Valentino sarebbe inoltre riconducibile lo yacht “Titilla”, un Pershing 50 ribattezzato “46+4″ in onore del numero di gara del “Dottore”.

    BANDA LARGA – Vengono alla luce anche le prime curiosità. I funzionari del fisco hanno scoperto che Valentino Rossi, quando aveva la Telecom tra i suoi sponsor, avrebbe preteso che il comune di Tavullia, suo paese natale, fosse coperto dalla banda larga. “Io non ne sono a conoscenza… Comunque Tavullia la sua banda larga c’è l’ha”, ha replicato l’assessore comunale ai servizi sociali Alfio Carpignoli.

    DENUNCIATO – Intanto Valentino Rossi è stato denunciato dall’Agenzia delle entrate per omessa dichiarazione dei redditi e dichiarazione infedele. Il fascicolo d’indagine è stato affidato Valeria Cigliola, sostituto procuratore della Procura di Pesaro. “Sì — conferma il pm Silvia Cecchi — abbiamo ricevuto la relazione”. “E’ un atto dovuto”, dicono all’Agenzia delle Entrate della città marchigiana. “Presto spiegheremo i contorni di questa vicenda”, precisa la dottoressa Montuori, responsabile delle relazioni esterne dell’Agenzia di Ancona. Per ora si è saputo che, per i quasi 59 milioni di euro di imponibile non dichiarati da Rossi fra il 2000 e il 2004, il fisco vuole 43,7 milioni di euro (tra Irpef, Irap e Iva), cifra che salirebbe a 112 milioni applicando le multe e gli interessi. L’Agenzia delle Entrate, in particolare, ha scoperto che Rossi avrebbe presentato nel 2000 una dichiarazione infedele relativa a tutte le tasse; nel 2001, 2002, 2003 e 2004 avrebbe invece presentato una dichiarazione infedele per l’Irpef, mentre l’avrebbe del tutto omessa per Iva e Irap. Inoltre, fino al 2002, avrebbe presentato condono fiscale su alcuni fabbricati, pagando solo 100 euro di sanzioni. Diversa la situazione in Gran Bretagna, dove Rossi risiede e denuncia solo i redditi prodotti in quel Paese: 1.220.000 euro per il 2001, 1.511.000 euro per il 2002, 961.000 euro per il 2003. Cifre notevoli ma comunque modeste rispetto ai guadagni complessivi accertati dal fisco.

    CARRIERA – Il “tesoro” non riguarda tutta la carriera di Rossi. Rimangono scoperti i periodi dal 1996 al 1999 (due stagioni in 125, due in 250) e dal 2005 al 2007. E se agli inizi Rossi guadagnava ancora cifre “contenute” (la dichiarazione dei redditi nel ’99 parla di 1,4 miliardi di lire), più pesanti sono i proventi del 2005, 2006 e 2007 (almeno 20 milioni di euro all’anno, di cui circa la metà dalla Yamaha). Così, a conti fatti, emerge che in 11 anni Rossi avrebbe guadagnato qualcosa come 130 milioni di euro. Ai soldi bisogna sommare le 4 case di proprietà (una a Tavullia, una a Londra, una a Ibizia, una a Milano) e il marchio Imatra (moda).

    CANELA – Intanto si è saputo che dal 30 maggio scorso il manager di Rossi, Gibo Badioli, non è più l’amministratore della Great White London Limited, la società londinese che gestisce il patrimonio del campione. Il nuovo amministratore sarebbe lo spagnolo Marc Canela. E qui c’è una stranezza. Canela, 35 anni, non è un guru della finanza o un manager ma il coordinatore del team Yamaha in MotoGP. In pratica si occupa del settore logistico: le trasferte del team, la sistemazione nel paddock. E forse qui è nato il rapporto di fiducia con Rossi.

    AEREO PRIVATO – La presenza sempre più assidua di Valentino a Tavullia, che avrebbe fatto insospettire i funzionari del fisco, è confermata da un amico. Uno di quelli che faceva parte del giro del Dottore, ma che poi è stato escluso: “Da un po’ di tempo Valentino era meno prudente. Si faceva vedere sempre più frequentemente a Tavullia. Tant’è che per sfruttare tutto il tempo possibile a casa, quando doveva affrontare trasferte europee prendeva in affitto un aereo e partiva con il suo staff dal vicino aeroporto di Rimini”.

    E pensare che il prossimo appuntamento della MotoGP non è poi così lontano.

    Qualcuno se ne ricorda?