Le Mans MotoGp 08: trionfo Yamaha, bene Rossi, Stoner out, Lorenzo sempre più Magnifico!

Al kartodromo francese di Le Mans hanno trionfato le Yamaha M1, che, dopo aver fallito la quinta pole consecutiva con Edwards solo per errore altrui, hanno conquistato i primi tre posti sul traguardo

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    Jorge Lorenzo

    La nuova puntata della saga MotoGp 08, andata in onda qui nell’osceno kartodromo francese di Le Mans, ha visto un nuovo – e se possibile ancor più completo – trionfo delle migliori moto attualmente in campo, le rinnovate Yamaha M1, che, dopo aver fallito la quinta pole consecutiva con Edwards solo per errore altrui, hanno superbamente conquistato i primi tre posti sul traguardo, anche per le disgrazie prima pneumatiche e poi tecniche di uno Stoner comunque finalmente tornato sui suoi soliti, altissimi standards di rendimento, almeno finchè è stato supportato dal proprio mezzo, e proprio in una pista supremamente inadatta alle caratteristiche della sua Ducati.

    Se occorre fare i complimenti a Valentino per questa seconda vittoria consecutiva, il VERO protagonista di oggi, ancora una volta, è certamente stato un formidabile Jorge Lorenzo, che, pur non potendo ancora letteralmente reggersi in piedi, essendo tutt’ora confinato su una sedia a rotelle, ci ha nuovamente regalato uno straordinario, semplicemente sublime spettacolo di bravura, coraggio ed abnegazione, giungendo secondo pur in condizioni di estrema menomazione e facendo capire a tutti CHI sia attualmente il titolare del miglior pacchetto pilota/moto/gomme sulla piazza, nonchè, a questo punto, il più accreditato pretendente alla Vittoria Finale.

     

    Le fantastiche imprese a cui ci sta vieppiù abituando il giovane Jorge, tutt’ora seriamente infortunato, nella loro stoica, epica eroicità, sono ormai pressoche indescrivibili. Anche oggi Rossi, pur bravissimo, può ringraziare il fato che, handicappando così gravemente il Majorchino per il secondo Gp consecutivo, ed evitandogli ancora una volta per un soffio la vera pioggia, gli ha consentito di cogliere due comodi successi, perduranti anche le enormi difficoltà tecniche della Ducati.

    Con un Lorenzo in condizioni appena normali, queste due ultime gare, ne sono più che certo, si sarebbero risolte in un trionfo assoluto e completo per il due volte Iridato spagnolo. Tuttavia, pur in così palese condizione di inferiorità fisica (ricordo, oltre alle due fratture ad entrambe le caviglie, anche il recentissimo intervento chirurgico per sindrome compartimentale al braccio destro, quello nettamente più sollecitato in gara!), il fenomenale rider di Casa Yamaha non ha fin’ora perso che pochissimi punti sulla sua media, totalizzando il suo quarto podio ( tra cui una vittoria ) su appena cinque gare!

     

    SE Jorge imparerà in futuro a non cadere così spesso in prova, GIA’ a questo punto, qualora la Ducati non si sbrigasse al più presto (e pare che ci stia riuscendo, seppur troppo lentamente!) a trovare il bandolo della matassa delle fin’ora deludentissime prestazioni del suo missile desmodromico, è pressochè inevitabile vederlo favorito per la conquista del Titolo, pur alla sua primissima stagione nella Premier Class. Oggi Lorenzo ha tolto ad un Campionissimo come Biaggi, del resto il suo unico idolo giovanile, il primato del maggior numero di punti conquistati nei primi cinque Gp nell’anno di esordio nella Classe Regina, e questo fatto emblematico è di per se estremamente significativo, anche solo da un punto di vista simbolico. E’ un epocale passaggio di consegne, tra due Veri Campioni, e Max non può che essere felice di consegnare uno dei suoi Primati Assoluti (fra i tanti che ancora detiene) proprio al giovane spagnolo, suo grandissimo ammiratore. Hasta la victoria siempre, Jorge!

     

    A proposito di Valentino, oltre a fargli nuovamente i complimenti per le sue grandi classe e bravura, ed assieme per la sua Cospicua fortuna (che, credetemi, non potrà durare in eterno), mi preme sottolineare, in chiave squisitamente storica, un paio di cose.

     

    Ho letto e sentito che Rossi avrebbe eguagliato un certo signor Nieto. Ebbene, a mio giudizio NON si è mai udita, da che le moto hanno due ruote, una BUFALA più colossale di questa.

     

    ANGEL NIETO è, e certamente RIMANE, IL SECONDO (ovviamente, dietro all’inarrivabile Ago) MAGGIOR VINCITORE DI OGNI TEMPO, CON 13 (pardon, mitico El Cavròn, hai ragione, 12+1!) TITOLI MONDIALI. Rossi resta invece, mi spiace tanto per lui, con SETTE Titoli Iridati, appena al SETTIMO posto, dietro Agostini (15), lo stesso Nieto (13), Mike Hailwood (10), Ubbiali (9) Read (8) e Surtees (7). Phil Read, pur a parità di Iridi del Mondiale Velocità con Vale, vanta in totale 8 Titoli Iridati petrchè vinse anche il Mondiale F1/TT del 77, e deve COMUNQUE essere posto PRIMA dell’urbinate perchè è stato IL PRIMO (precedendo, vedi un pò il caso, proprio il sig. Rossi) a conquistare Titoli Mondiali in TUTTE E TRE le Classi ancora esistenti (125, 250 e Classe Regina, includendo in quest’ultima la 500 e la MotoGp).

     

    INFATTI, IN PROSPETTIVA STORICA, CONTANO SOLO I TITOLI MONDIALI! 

    Il numero di Gp vinti, seppur certamente importante e significativo, conta SOLO a parità di Campionati conquistati, e rigorosamente SOLO SE i due piloti con pari numero di Titoli appartengono alla STESSA EPOCA!

    Questo, per il fondatissimo motivo che, una volta, il numero di Gp Iridati in calendario era enormemente inferiore (nel 1949, ad esempio, i Gp iridati erano SOLO 6, appena UN TERZO di quelli odierni nella MotoGp!). Il numero totale di corse internazionali disputate, invece, era MOLTO SUPERIORE rispetto ad oggi. Infatti, una volta si correva in Europa AD OGNI WEEK END (ed ad ognuno, c’era pure da scegliere dove andare, perche nella stessa data si disputavano diversi meetings) ininterrottamente da marzo a fine ottobre, con un calendario infinito e fittissimo. Inutile dire che, per giunta, ogni pilota partecipava a minimo due, ma più spesso tre o addirittura quattro gare AL GIORNO. Ciò era non solo dilettevole, seppur massacrante, ma pure pressochè indispensabile, perchè i piloti privati, allora il 99,9 % del totale, in mancanza assoluta di qualsivoglia sponsor, VIVEVANO letteralmente dei premi partenza, dati rigorosamente sottobanco dagli organizzatori.

     

    Ad esempio, Agostini ha vinto oltre 300 corse in carriera, di cui SOLO 123 (si fa per dire…….:) Gp Iridati. Notate bene come Ago fosse un hyper top rider che disdegnava assolutamente le gare minori, e che si è perfino permesso di SALTARE, in quanto perfettamente INUTILI ai fini della conquista di Titoli Mondiali gìà ampiamente stravinti, DECINE DI GP MONDIALI che avrebbe certamente dominato.

     

    Ancora per fare un esempio pratico, lo stesso Angel Nieto, SE i calendari Iridati di allora avessero compreso il numero di Gp attuali, li avrebbe tranquillamente disputati e, se tanto mi da tanto, avrebbe vinto NON SOLO 90, ma ben più del DOPPIO di questa cifra, perche ben più del doppio, appunto (anzi, come detto sopra, quasi IL TRIPLO!!) sono i Gp Mondiali oggi corsi rispetto ad allora. Dunque, El Cavròn avrebbe sicuramente vinto 180, più probabilmente 200 Gp Iridati, cosi come Agostini ne avrebbe vinti forse 250 e più, avvicinandosi magari ai 300! Bastava solo disputare di preferenza questo eventuale maggior numero di Gp Iridati, invece di UNA PARTE di quella miriade di gare pur internazionali, remunerative, validissime, significative ma NON titolate e NON mondiali, che questi Campionissimi del passato abitualmente disputavano.

     

    Fra l’altro, occorre SEMPRE tenere a mente la famosa e mai abbastanza valutata Regola degli Scarti, che stabilendo che contassero effettivamente, per il calcolo finale del punteggio, solo poco più della META’ delle gare Iridate sul loro totale in calendario, vale a dire solo i migliori risultati di ciascun pilota, faceva sì che i top riders spesso NON disputassero neppure gli ultimi Gp Mondiali, ormai inutili ai fini di Titoli ormai matematicamente vinti!

     

    DUNQUE, i 90 Gp dell’epoca di Angel Nieto corrispondono, statisticamente e praticamente, PER VALORE ASSOLUTO a circa almeno 180 Gp attuali. Cioè ESATTAMENTE IL DOPPIO di quelli di Valentino.

     

    DUNQUE Angel Nieto VALE, storicamente, esattamente IL DOPPIO di Rossi. Infatti, a riprova, lo spagnolo ha vinto 13 Titoli Mondiali, contro appena 7 dell’urbinate. Praticamente, il DOPPIO. Appunto.

     

    TUTTO QUI. Difficile da capire? A me, pare di no.

     

    Fra l’altro, Angel detiene anche un altro incredibile primato, avendo vinto il primo Titolo Mondiale della carriera nel 1969, e l’ultimo addirittura nel 1984, ben QUINDICI ANNI DOPO, che equivalgono a secoli se consideriamo l’enorme cambiamento intercorso tra queste epoche diversissime. Letteralmente, l’enorme Classe di Angel ha viaggiato nel tempo, mantenendosi purissima ed intatta. Ci provi Valentino, a vincere un Campionato del Mondo 15 anni dopo il primo…….magari dopo averne vinti altri 11 in mezzo…….:).

    Questo, senza dimenticare che, non certo solo a mio parere, i Titoli VERI di Rossi, cioè quelli effettivamente meritati, sono SOLO 3. Gli altri 4, come tutti gli informati addetti ai lavori sanno, e come ho detto tante altre volte, gli sono stati sostanzialmente REGALATI dalla Michelin, che favorendolo ingiustamente, sfornandogli nottetempo la gommina magica che NESSUN altro aveva, lo hanno messo in una condizione di indiscussa e sommamente fraudolenta superiorità nei confronti di tutti gli altri piloti.  Chiunque si intendesse veramente di corse non ha avuto certo bisogno di aspettare le confessioni dello stesso Rossi, che dopo anni ha sostanzialmente ammesso, con dovizia di particolari, questa colossale TRUFFA. Letteralmente, bastava GUARDARE le gare, quando tutti gli altri piloti erano costretti a rallentare causa gomme completamente finite, mentre Rossi bellamente accelerava.

    La riprova? Da quando codesta mostruosa ingiustizia è finita, Rossi non ha vinto, vedi caso, più un Titolo. E’ riuscito a perderlo pure contro Hayden, certo un ottimo e grintosissimo pilota, che però non ha neanche un centesimo della purissima Classe di Stoner.

    Inutile dire che proprio la fine di questo privilegiatissimo,  inconfessabile ( almeno, allora………:), sotterraneo e TRUFFALDINO rapporto esclusivo con la Michelin è stata, in ultima analisi, la VERA CAUSA delle continue lamentele di Rossi verso la casa Francese e quindi, alla lunga, dell’inevitabile amarissimo divorzio finale tra le due parti. La mia disistima nei confronti dell’uomo Vale (pur ammirando sempre il pilota) è pertanto, se possibile, ancora aumentata dopo la passata stagione, per la sua incredibile, veramente assurda ed umanamente incomprensibile ingratitudine verso chi gli ha sostanzialmente REGALATO diversi Titoli Mondiali.

     

    Analogamente a Nieto, quel MOSTRO supremo, stellare, impareggiabile di genialità assoluta su due ruote, che risponde al nome di Mike The Bike Hailwood, DIECI TITOLI MONDIALI DIECI in carniere (E SOLO 10 – nove del Mondiale Velocità PIU’ il Titolo MondiaLE F1/ TT del 78, equivalente adesso all’Iride WSBK – unicamente perchè si ritirò precocemente dalle corse in moto, dandosi senza troppa fortuna all’automobilismo), NON avrebbe vinto SOLO 76 Gp Iridati, ma sicuramente ben oltre 160, COME MINIMO, se avesse corso oggi!!! Sempre a proposito del Genio di Oxford, viene naturale confrontarlo con Carletto Ubbiali (mio abituale compagno di Rievocazioni Storiche, e che qui affettuosamente saluto), anch’egli a quota NOVE Titoli n el Mondiale Velocità.

     

    Il Grande Carlo vinse, pur aggiudicandosi appunto ben nove Iridi, in tutto 39 Gp Mondiali, che però dal punto di vista storico e pratico corrispondono pressochè esattamente, come valore, ai 76 di Mike The Bike, proprio perchè questi due Maestri Assoluti di Motociclismo corsero sostanzialmente in EPOCHE DIVERSE, visto che l’Asso Italiano si ritirò imbattuto (per mancanza di avversari e di motivazioni, ma soprattutto a causa dell’improvvisa morte del fratello che gli faceva da manager) nel 1960, quando il giovanissimo Mike si affacciava appena alla ribalta internazionale. Mike vinse più Gp di Carlo, quindi, semplicemente perchè il numero di Gp Mondiali della sua epoca era molto maggiore rispetto a quelli disputati nell’Era precedente.

     

    Sempre in prospettiva storica, questo è sicuramente un giorno memorabile, da scrivere a lettere d’oro negli annali di quella prestigiosissima casa che è la Yamaha, la mia prediletta tra le giapponesi assieme alla Suzuki, storicamente parlando.

    Per la PRIMA volta nell’Era MotoGp a 4 tempi, la Casa dei Tre Diapason ha conquistato TUTTI i gradini del podio, ad ulteriore conferma della nettissima superiorità attuale della M1, talmente schiacciante da riuscire a prevalere qualsiasi siano le gomme montate!

     

    Il precedente triplo trionfo della Casa di Iwata nella Classe Regina, allora ancora 500 a due tempi, risale addirittura al Sachsenring 2001, quando Max Biaggi – dopo le strepitose vittorie di Le Mans ed Assen – vinse, seppur in piena era Honda NSR, e quindi con un mezzo nettissimamente inferiore alla migliore concorrenza, davanti ai compagni di Marca Checa e Nakano, con pure il compianto Abe quarto, e Jaque sesto (che precedette Rossi), TUTTI su Yamaha!

     

    Non posso che plaudire decisamente alla decisione – prettamente politica, prima che tecnica – dei Vertici di Iwata di fornire anche il team satellite di moto con le stesse (o quasi) caratteristiche e doti di quelle ufficiali, un comportamento virtuoso, lungimirante (in questo, perfettamente in linea con tutta la lunga Storia e le Tradizioni della Casa, da sempre nettamente la più attenta ai piloti privati) ed in netto contrasto con il solito paranoico, patetico ed autolesionistico modo di agire della HRC, che si è sempre guardata bene dal dare ai teams satelliti mezzi anche solo lontanamente simili alle Repsol ufficiali. Infatti, si può dire che, storicamente, e ben più di una volta, la decisione della Yamaha di fornire in buona quantità ai privati moto da Gran Premio (o, in altri casi, motori sciolti) realmente competitive, SALVO’ letteralmente il Mondiale Velocità da una morte assolutamente certa, in ben precisi periodi di autentica Crisi. Questo è un capitolo storico affascinantissimo, che merita una trattazione molto più dettagliata, e su cui mi riservo di tornare assai più ampiamente in un futuro molto prossimo.

     

    Tornando all’impresa odierna, dopo Rossi e l’eroico Lorenzo troviamo al terzo posto un finalmente positivo Edwards, che per la prima volta quest’anno, dopo aver promesso tanto in prova, centra finalmente il sospiratissimo podio – regalando al proprio Team Tech 3 il primo piazzamento tra i primi tre dal 2004 a questa parte! – anche grazie, è giusto dirlo, alla inopinata rottura di uno Stoner fino a quel momento ottimo terzo nonostante il precocissimo disfacimento della spalla destra del proprio pneumatico anteriore!

     

    A proposito dell’asso australiano, qui a Le Mans abbiamo assistito a confortanti passi avanti della GP8, ovviamente quella pilotata da lui………almeno fino alla rottura del motore, avvenuta per colmo di sfortuna quasi alla fine della corsa, al ventunesimo giro, quando si trovava appunto in terza posizione. Dopo prove altalenanti, in gara Stoner è partito brillantemente in testa, e ci è rimasto, pur in un circuito oscenamente lento ed supremamente inadatto alle caratteristiche della sua moto, fino alla subitanea fine della spalla destra della copertura anteriore. A quel punto – cioè dopo appena CINQUE GIRI! – purtroppo Casey non poteva praticamente più piegare a destra, e sappiamo bene come in questo penoso kartodromo francese le curve a destra siano la netta maggioranza! NONOSTANTE questo tremendo handicap, Stoner pur in condizioni cosi penalizzanti, grazie alla sua impareggiabile maestria di guida sarebbe come minimo arrivato TERZO, se all’improvviso la sua cavalcatura non avesse ceduto di schianto, sebbene dopo un paio di giri già in netto calo di rendimento, PARE (stando ad accreditate voci dai paddock) per la rottura dell’albero motore.

     

    La Bridgestone, che ancora non si spiega questo anomalo e precocissimo cedimento del pneumatico dopo appena qualche giro (che però in piccolo ricorda molto l’assoluto, collettivo e vergognosamente storico disastro della casa giapponese l’anno scorso al Sachsenring, dove TUTTE le gomme nipponiche – quelle di Capirossi a parte – cedettero completamente dopo poche tornate!), si è scusata profondamente col Campione Australiano e con la Ducati, ma ormai la frittata era fatta.

    Dunque, ancora una immeritata battuta d’arresto per Casey, e nuovamente un Gp con (poche) luci e (parecchie) ombre per la Casa di Borgo Panigale, che ha pure lamentato il solito disastroso Melandri per l’ennesima volta completamente smarrito in pista, dopo il casuale risveglio cinese. Marco ha evitato l’onta dell’ultima posizione solo per il disperato tentativo di Stoner, che, arrivato scarpinando penosamente, a forza di soli piedi, fino ai paddocks, ha cambiato moto in un estremo, ammirevole quanto impossibile gesto sportivo, alla vana ricerca di qualche punto mondiale, finendo inevitabilmente sedicesimo ed ultimo tra i classificati.

     

    Con la sfortunatissima prova odierna finisce la formidabile, perentoria, storica, incredibile serie di 22 gare utili (tra cui BEN 11 VITTORIE!!) consecutive per il giovane asso australiano in sella alla Ducati, che l’anno scorso gli ha giustamente fruttato un meritatissimo, storico e fatidico Titolo Mondiale. Nessuna paura. Una piccolissima, ma coraggiosa e fiera Casa Italiana, con un impareggiabile Genio tutto italico per la meccanica più sopraffina, sta lavorando senza sosta, in quel di Borgo Panigale, vedi caso a pochi chilometri in linea d’aria dal Mugello, sede della prossima puntata dell’ ancora lunghissimo sceneggiato MotoGp 08, per ridargli il tremendo, meccanico mostro vermiglio che tante volte lo ha portato alla Vittoria.

     

    Anche se il bel circuito toscano resta un circuito nettamente favorevole ai suoi avversari, Vale e Pedrosa in primis, che ci arrivarono primo e secondo lo scorso anno, fate attenzione. Occhio ad un drago scalciante, stupendo e scarlatto, con sopra un geniale ragazzino australiano, in cerca di rivincita e sempre capace delle imprese più incredibili. Ovviamente, attenzione anche allo straordinario giovane Jorge, che, pur ancora seriamente infortunato, qui potrebbe piazzare la sua seconda vittoria della stagione.

    Arrivederci dunque al Mugello per il prossimo episodio di questa adrenalinica, emozionantissima e sempre più equilibrata Saga Moto Gp 2008!

    DONOVAN