MotoGP 2009 contro la crisi

I cambiamenti delle regole motogp 2009 per fronteggiare la crisi economica arrivata dagli Stati Uniti, la Commissione Gran Prix ha accettato le modifiche proposte dall'Associazione Costruttori

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    Con la recessione economica del 2009 e giunta direttamente dagli Stati Uniti, la classe regina del campionato motociclistico ha dovuto tagliare le spese del proprio budget. Per evitare la fine impietosa che ha fatto la Kawasaki, la quale apparirà in gara con il solo Marco Melandri, i capoccioni della Motogp hanno studiato un formulario di regole approvate dalla Commissione Grand Prix. L’ Organo riunitosi a Ginevra ha quasi totalmente accolto le proposte avanzate dall’Associazione Costruttori.

    Già a partire dal 2009 per tutte le classi sparisce la sessione di libere del Venerdì mattina. Solo per le Motogp le prove si ridurranno da un’ora a soli 45 minuti.

    Questa risulta essere una delle norme più controverse del sistema poiché molti piloti, compreso il nostro campione del mondo Valentino Rossi, hanno espresso le loro preoccupazioni per quanto riguarda la messa a punto della moto e la ricerca del giusto grip.

    Eliminati anche il sistema di partenza elettronica e le sospensioni elettroniche per dare più voce in capitolo alle capacità del pilota. Per quanto riguarda i propulsori, a partire dal 16 Agosto, GP di Brno, i piloti avranno a disposizione soltanto 5 motori, particolare che renderà accattivante il proseguimento della stagione. Silurate anche le parti in ceramica sul sistema frenante ma resta invariato il Warm up di 20 minuti.

    Con tutte queste imposizioni per ridurre l’impatto della crisi 2009, verrebbe da chiedersi come mai la Ducati ha realizzato la propria moto quasi interamente in carbonio.

    Sicuramente il divertimento non mancherà grazie soprattutto ai piloti che in questa categoria non si sono mai risparmiati in quanto ad adrenalina. Non resta che aspettare l’inizio della stagione per verificare la reale efficacia di questi nuovi provvedimenti ed augurarci di non dover assistere ad ulteriori sconvolgimenti.