MotoGP 2011, Edwards: “Podio incredibile a Silverstone”

Colin Edwards è riuscito a conquistare il podio in Gran Bretagna ad una settimana dalla rottura della clavicola

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    Edwards podio silverstone

    Il pilota americano della Yamaha clienti, Colin Edwards ha offerto una prestazione stoica tra le curve bagnate di Silverstone, dove è andata in scena la sesta tappa della MotoGP 2011. Il centauro del Team Tech3 è riuscito nell’impresa di salire sul podio ad una settimana dalla frattura della clavicola: “è stata una gara incredibile e per finire sul podio è davvero piacevole. Ero felice di essermi qualificato ottavo ma mai avrei pensato che sarei salito sul podio ad appena una settimana dalla frattura della clavicola”.

    Quando nel paddock ha cominciato a girare la voce che Edwards avrebbe provato a correre a Silvestone, sembrava una vera e propria forzatura fisica da parte del pilota e della squadra per la quale corre.

    Ed è stato ancora più sorprendente vederlo stremato sul podio al fianco di Casey Stoner ed Andrea Dovizioso, anche se non sembra così strano a chi conosce da molto tempo il pilota americano che ha coraggio e determinazione da vendere.

    Colin ha voluto prima di tutto ringraziare il dottor Xavier Mir, che è lo stesso medico che ha operato nuovamente Dani Pedrosa alla clavicola, per avergli consentito di gareggiare.

    Texas Tornado, però, non dimentica il contributo della squadra e di cosa sia stato sopportare il dolore sull’asfalto viscido del tracciato di Silverstone: “i miei ragazzi del Monster Team mi hanno dato una moto fenomenale oggi. La spalla mi ha fatto male e le costole mi davano molto dolore. La pioggia ha contribuito sicuramente ad agevolare la mia gara perché ho potuto guidare in maniera meno fisica. Ho stretto i denti cercando di guidare in maniera regolare per non fare errori. Sarei stato felice di finire la gara e poi andare a casa a pensare a Assen. Ma ho visto cadere alcuni piloti e quando ho visto P3 sulla lavagna non riuscivo a crederci! A quel punto restavano otto o nove giri alla fine e non sentivo più le mie mani e i miei piedi, perché era umido e freddo. E’ stato difficile ma è stato un buon modo finire il weekend dopo quello che è successo a Cal”.