MotoGP 2012, Preziosi sulla Ducati: “La nuova moto ci darà soddisfazioni”

Preziosi parla con ottimismo della prossima MotoGP 2012 e della nuova Ducati Desmo16, che dovrà riscattarsi dopo un 2011 opaco

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    Presentazione di Valentino Rossi, nuovo pilota Ducati

    Filippo Preziosi, team manager della Ducati corse MotoGP, intervistato durante il consueto ritrovo del Wroom di Madonna di Campiglio, è convinto che la nuova moto nel 2012 darà delle soddisfazioni a tifosi e squadra: “La nuova Ducati darà soddisfazioni”; ha detto sicuro. Secondo l’ingegnere perugino, padre della tecnologia Desmosedici, il nuovo progetto della Rossa porterà ad una maggiore flessibilità ed adattabilità: “La moto sarà più flessibile e in grado di soddisfare le ambizioni della squadra. La cosa più importante è che sarà più adattabile, in modo da garantire un maggior numero di modifiche al set up. Durante la scorsa stagione abbiamo fatto alcune modifiche che andavano al limite delle possibilità e questo non ci ha permesso di essere competitivi”.

    Mentre Rossi, ieri chiedeva di tornare vincente e firmare l’ultimo contratto biennale con la Ducati, Preziosi General Manager dal Wrooom di Madonna di Campiglio, giunto alla sua ventunesima edizione, ha parlato della nuova Desmosedici GP12, moto con la quale Valentino e Nicky Hayden affronteranno il Motomondiale 2012.

    Una Desmo che doveva essere presentata al Wroom, ma che potrà essere ammirata solo nei prossimi test invernali di Sepang, il prossimo 31 gennaio. Nonostante questo denoti un clamoroso ritardo nella realizzazione del progetto ( la moto è in fase di assemblaggio ), Preziosi elogia il gran lavoro fatto da tecnici e meccanici che stanno bruciando le tappe: “Abbiamo fatto un lavoro eccezionale in una sfida molto impegnativa. Di solito per fare una moto nuova ci vogliono due anni, noi l’abbiamo fatta in sei mesi. E’ un percorso obbligato a tappe, ma lo svolgeremo con successo. La Ducati ha già dimostrato di saper vincere le sfide impossibili. Il vantaggio di essere una piccola azienda è la flessibilità. Normalmente dal concept di una moto, dal fare i calcoli, progettare le componenti, realizzarle e fare lo shakedown e le prove in pista servono due anni. Noi lo abbiamo fatto in sei mesi. Un record”.

    E sulla voglia di vincere dei ducatisti, sofferenti per un intero 2011 di tribolazioni e cadute e con zero vittorie in bacheca, l’ingegnere della Rossa ricorda anche il lavoro e la forza degli avversari, quali Honda e Yamaha: “Abbiamo grande rispetto per i nostri avversari e siamo consapevoli della sfida che ci attende. Sappiamo, però, che c’è la possibilità di avere subito un buon risultato. Per essere competitivi non è sufficiente fare bene, ma è importante fare meglio degli altri e quando gli avversari si chiamano Honda e Yamaha questo è estremamente difficile, ma ho grande fiducia nel futuro”.