MotoGP 2012, Stoner: “Tornerò in moto il prima possibile”

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    MotoGP Indianapolis   La Gara

    AP/LaPresse

    A circa dieci giorni dall’operazione alla caviglia destra a cui l’australiano Casey Stoner ha deciso di sottoporsi dopo l’infortunio rimediato nella caduta durante il turno di qualifica del gran premio di Indianapolis, arrivano le prime dichiarazioni del pilota di casa Honda che rende nota la possibile data del suo ritorno alle corse del motomondiale. Il due volte campione del mondo ha infatti annunciato di non aver alcuna intenzione di chiudere la carriera da infortunato, né vuole tantomeno saltare la gara di casa, quella di Phillip Island per poter regalare un’ultima impresa ai suoi tifosi.

    Già prima di andare sotto i ferri Casey aveva detto: “Tornerò il più presto possibile” e il canguro mannaro vuole mantenere la sua promessa ponendosi come obiettivo la partecipazione al gran premio di casa in programma il 28 Ottobre. Nel frattempo la sua RC213V dovrebbe essere guidata dal pilota inglese del campionato Superbike Jonathan Rea che l’ha provata durante i test di Brno e quelli di Aragon.

    Stoner in un’intervista resa nota dal sito della BBC ha dichiarato: “C’è una stagione da portare a termine, ho un lavoro da completare. Chiudere da infortunato la carriera sarebbe un disastro e il mio obiettivo è tornare in moto il prima possibile, per fare il maggior numero di gare da qui alla fine del campionato”. Casey però non si fa illusioni e sa che al suo rientro non sarà in ottime condizioni fisiche: “Nonostante l’operazione, probabilmente la mia caviglia non tornerà più al 100% a causa del danno subito”.

    Intanto Andrew Westacot, responsabile del Gp d’Australia, apprezza la grande forza di volontà di Casey: “Siamo felici di sapere che il suo recupero dall’intervento procede bene e che spera di essere pronto per la sua gara di casa. Casey è una persona speciale e i suoi risultati in MotoGP parlano da soli. La sua voglia di tornare così in fretta dopo un infortunio grave dà ancora più valore a lui e all’equipe medica che lo ha seguito”.