MotoGP 2013, Bridgestone chiarisce la vicenda del Gran Premio d’Australia

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    L’inconveniente che si è presentato durante il Gran Premio d’Australia, ha messo Bridgestone in una posizione tale da dover rispondere sulle effettive responsabilità di quanto accaduto. Ciò che è successo a Phillip Island, non è certo un fatto di quotidiana frequenza, ma se il colosso giapponese si è fatto trovare impreparato alla vigilia di un appuntamento così importante, è giusto saperne anche i motivi di una stecca così clamorosa. Il fattaccio allora doveva trovare delle spiegazioni, Bridgestone deve rispondere alle domande dei vari addetti ai lavori, sui perché di una fornitura così scadente sotto gli occhi dell’intero mondo delle due ruote.

    Così, oggi arrivano finalmente le risposte da parte del ‘gommista’ ufficiale della MotoGP, in modo da chiarire le effettive responsabilità che gravano su di loro.

    Come si è svolto il GP lo abbiamo visto tutti… una situazione che ha preso in contropiede Bridgestone che non ha potuto garantire il corretto svolgimento di un Gran Premio.

    Oggi, 22 ottobre, il fornitore di pneumatici più famoso al mondo, risponde alle domande:

    Cosa è successo a Phlillip Island?

    Bridgestone: “Il nuovo tipo di asfalto si è presentato molto diverso da come ce lo aspettavamo, nonostante avessimo fatto dei test che potevano definirsi corretti. La nuova copertura del tracciato e le elevate temperature, hanno creato un problema inaspettato e imprevedibile poiché la gomma posteriore si scaldava troppo e per questo si strappava in maniera anomala. E’ stata una situazione impossibile da prevedere, così, dopo esserci consultati con i vertici FIM, IRTA e Dorna, abbiamo preso la migliore delle decisioni. Infatti non potevamo correre il rischio di mettere in pericolo i piloti poiché un pneumatico non poteva sopportare una distanza lunga come quella prevista. Alla fine siamo contenti per la scelta presa e siamo soddisfatti di come sono andate le cose. Il GP si è disputato e il pubblico si è divertito; l’organizzazione e i team sono stati molto flessibili e professionali nell’interpretare così velocemente un regolamento molto difficile e vanno elogiati per questo.”

    Perché c’è stata un’ulteriore riduzione dai 26 giri decisi il sabato ai 19 confermati la domenica?

    Bridgestone: “Non volevamo rischiare sulla sicurezza dei piloti, così abbiamo chiesto ai piloti di provare a fare più giri possibili con la gomma posteriore dura per poter avere qualche dato in più sulla sicurezza delle gomme. La direzione gara inizialmente pensò che una gomma, potendo sopportare 14 giri, poteva dare modo di modificare la gara in due step da 13 giri l’uno, visto che i rilevamenti erano stati fatti su quella distanza, ma i dati che ci pervenivano non erano sufficienti a garantire tale sicurezza. Avevamo bisogno di un buon margine, così abbiamo optato per quella distanza, anche perché durante il warm up di domenica mattina, abbiamo raccolto dati diversi rispetto al sabato. Le condizioni della pista erano diverse e l’usura dello pneumatico si è presentata diversa.”

    Che tipo di asfalto avete trovato a Phillip Island?

    Bridgestone: “Sapevamo che il nuovo asfalto avrebbe provocato un maggiore grip e un’usura maggiore dello pneumatico, anche con una gomma extra hard. E’stato proprio questo tipo di asfalto che ci ha creato i problemi rispetto all’anno scorso in cui la pista aveva molto meno grip. Il radicale cambiamento delle condizioni ci ha colti impreparati. Su questo tracciato non abbiamo mai riscontrato un problema simile, è la prima volta che si son presentate condizioni così critiche anche con i rilevamenti e i dati che avevamo a disposizione. Ciò nonostante dobbiamo ancora appurare quali siano le effettive cause di un’usura così precoce. Stiamo analizzando ogni dato disponibile, ma il fatto resta che se osservassimo i dati dello scorso anno, abbiamo prestazioni nettamente superiori da parte dei piloti su questo tracciato. Questo vuol dire che l’asfalto garantisce un grip impressionante, ma allo stesso tempo logora molto precocemente la gomma posteriore a causa della grande trazione che offre.”

    Sarete in grado di produrre un pneumatico sicuro per la prossima stagione quando si correrà nuovamente su questo tracciato?

    Bridgestone: “Si. Ovviamente dopo questo episodio dovremmo avere a disposizione la possibilità di poter effettuare dei test su questa pista con i piloti ufficiali. Noi di Bridgestone siamo sicuri di poter produrre un pneumatico efficiente che possa garantire la massima sicurezza in una gara di 27 giri. La sicurezza è una nostra priorità assoluta.”