MotoGP 2014: crisi senza fine per Jorge Lorenzo. Cosa succede allo spagnolo?

Non c'è proprio modo di dare un senso a questa stagione per Jorge Lorenzo

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    Lo scorso anno ha conteso il titolo Mondiale a Marc Marquez fino all’ultima curva, nonostante l’infortunio alla clavicola patito ad Assen che gli impedì di essere al massimo nella fase centrale della stagione. Questa stagione doveva essere quella del riscatto per Jorge Lorenzo e invece lo spagnolo della Yamaha proprio ad Assen fa segnare forse il punto più basso della sua carriera, con un 13esimo posto al termine di una gara davvero pessima. Lui si assume tutte le colpe del fallimento, ma resta comunque da chiedersi il perché di una prima parte di stagione tanto negativa.

    Le due facce opposte della stessa medaglia: Assen 2013 elevò Jorge Lorenzo allo status di eroe, quando lo spagnolo della Yamaha rimediò durante le prove libere del Gran Premio d’Olanda la frattura della clavicola, ma invece di piangersi addosso, corse a Barcellona per farsi operare e incredibilmente si presentò al via della gara, chiudendola addirittura al quinto posto.

    Assen 2014 rappresenta invece il punto forse più basso nella splendida carriera di Lorenzo: una gara anonima che più anonima non si può, chiusa al 13esimo posto, alle spalle, tanto per fare un nome, di Broc Parkes… Una gara tanto anonima che tutti noi avevamo pensato avesse dei problemi alla sua Yamaha e invece è stato lo stesso pilota spagnolo ad ammettere che la colpa è stata soltanto sua. “La colpa è tutta mia, la moto era perfetta. Sono io che andavo piano, forse perché l’anno scorso qui sono caduto e mi sono rotto la clavicola. Non ho avuto il coraggio di rischiare in queste condizioni difficili e in MotoGP se non rischi arrivi dietro. Non volevo rischiare di cadere di nuovo, anche perché non lottando per il Mondiale non avrebbe avuto senso. Se l’anno scorso ero stato coraggioso a gareggiare con la clavicola rotta, quest’anno è accaduto il contrario”.

    Il fatto di non dover più lottare per il Mondiale ha probabilmente ulteriormente frenato Lorenzo: la classifica parla chiaro, ormai i punti di distacco da Marc Marquez sono 119. Chiaramente irrecuperabili.

    1Marc MARQUEZHonda200

    2Valentino ROSSIYamaha128

    3Dani PEDROSAHonda128

    4Andrea DOVIZIOSODucati91

    5Jorge LORENZOYamaha81

    6Aleix ESPARGAROForward Yamaha67

    7Pol ESPARGAROYamaha58

    8Stefan BRADLHonda56

    9Andrea IANNONEDucati51

    10Bradley SMITHYamaha48

    Ma può bastare questo a giustificare una gara tanto arrendevole? E poi la pessima stagione di Lorenzo non è tutta qui, ma delle otto gare disputate fin qui, lo spagnolo ne ha corse solo un paio sui suoi elevatissimi standard, Argentina, dove è arrivato un terzo posto, e soprattutto Mugello, dove ha conteso fino alla fine la vittoria a Marquez. Poi due quarti posti nelle gare di casa a Jerez e Barcellona, ma sempre lontano dai primi. Poi un sesto posto a Le Mans e i tre orrori in Qatar, Texas e Assen. All’esordio in Qatar andò per terra al primo giro dopo una partenza sprint, ad Austin arrivò la tragicomica partenza anticipata, ieri ad Assen il soporifero 13esimo posto.

    Insomma una prima parte di 2014 che Jorge Lorenzo cancellerebbe volentieri dalla propria storia motociclistica: vero che dopo le prime due gare dell’anno in Qatar e Texas era già costretto a inseguire da lontano Marquez e che inseguire non è mai facile, perché la tensione sale e non si possono mai fare errori. Ma questo non basta a giustificare il flop dello spagnolo, specie se si considera che sale comunque sempre in sella auna Yamaha Factory che, ad esempio, tanto bene sta andando quest’anno con Valentino Rossi.

    Jorge Lorenzo esordì in MotoGP nel 2008: mai prima di allora aveva concluso le prime otto gare senza nemmeno una vittoria e mai prima di quest’anno si era ritrovato così indietro in classifica. Insomma, possiamo tranquillamente parlare di fallimento totale.