MotoGP 2014: ultima occasione per Dani Pedrosa?

Dani Pedrosa è all'ultima occasione

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    Dopo 8 anni nel team ufficiale HRC per Dani Pedrosa è giunto il momento di provare quantomeno a vincere il titolo mondiale in MotoGP con la Honda o altrimenti per lui sarà divorzio dal team ufficiale, anche se Livio Suppo in una recente intervista aveva fatto intendere che Dani potrebbe rimanere ancora in HRC anche dopo la fine della stagione 2014, stagione che vedrà i top rider arrivare tutti a fine contratto.

    Partito con i favori del pronostico per la stagione 2013 grazie ad una Honda ulteriormente affinata rispetto a quella che l’ha portato ad essere il vice campione 2012 dietro a Lorenzo, già dalle prime prove in Qatar ha dovuto far fronte alla nuova realtà che gli si è materializzata al suo fianco nel box: quel Marc Marquez arrivato dalla Moto2 con l’obiettivo di far conoscenza con le piste del Mondiale in sella alla Honda RC213V ma che ben presto ha cominciato a bastonare il povero Dani a suon di prestazioni convincenti e costanza nei piazzamenti sul podio.

    I problemi del “Torero Camomillo”

    Dani è un pilota che mal sopporta i piloti forti con cui ha a che fare sia come avversari che come compagni di box e l’arrivo di Marquez, che si è dimostrato veloce fin da subito, ha finito per demoralizzare il povero Dani, che ha cercato in tutti i modi di dar fastidio al suo giovane compagno di box per arginarne l’incredibile ascesa culminata poi con la conquista del mondiale ad appena 20 anni di età alla sua prima stagione in MotoGP.

    Dani è un gran pilota che però ha bisogno delle condizioni giuste per essere veramente da titolo insieme agli altri aspiranti: salute sia fisica che mentale (è un pilota purtroppo per lui incline agli infortuni essendo basso e magro per guidare una MotoGP ed è un pilota che alla prima difficoltà si abbatte e non riesce ad uscirne fuori), una moto perfetta, una squadra che giri intorno a lui e un compagno di box che non gli dia troppo fastidio.

    Due punti in particolare hanno minato le poche certezze di Dani nei suoi campionati in MotoGP in sella alla Honda ufficiale: infortuni e compagni di squadra. Quando sembra essere il suo anno, arriva puntuale la mazzata dell’infortunio, grave o meno che sia, che puntualmente lo esclude dalla lotta per la vittoria finale. E’ successo l’anno scorso con i due voli di Aragon e Sachsenring (spalla sinistra e forte trauma cranico), nel 2011 frattura della clavicola sinistra in seguito al contatto con Simoncelli a Le Mans, spalla anche nel 2010 e mano nel 2009 quando era in testa al Gran Premio di Germania. Insomma tutte queste botte sono dovute soprattutto al suo fisico da fantino che lo agevola sì quando sta in moto ma è deleterio appena cade perchè si rompe subito.

    La sindrome dei compagni di squadra

    L’altro punto trattato poco fa riguarda il rapporto con i compagni di box: su 4 compagni di box (Hayden, Dovizioso, Stoner e Marquez), solo Stoner e Marquez gli hanno inflitto sonore batoste semplicemente per il fatto di essere fenomeni al pari o parecchio superiori al buon Dani mentre Hayden e Dovizioso che fenomeni non sono non erano in grado di reggere il confronto con il pilota di Sabadell.

    Cosa potrà riservargli questo 2014? Sicuramente dopo essersi per così dire liberato di una figura ingombrante come Alberto Puig (che certamente lo frenava) potrà concentrarsi di più su se stesso per puntare al titolo mondiale in MotoGP e cercare di dar fastidio ai suoi due rivali Lorenzo e Marquez che in questo momento gli sono superiori.

    L’obiettivo per Dani sarà quello di centrare il titolo mondiale che ogni anno è alla sua portata salvo poi sfuggirgli per i motivi sopra citati e dimostrare di essere ancora un top rider, altrimenti rischierà di passare alla storia per il pilota MotoGP più inconcludente che si sia mai visto.

    Dovesse fallire anche quest’anno, non crediamo che Repsol e Honda gli potranno garantire ancora la moto per l’anno prossimo visto che Honda sta puntando con decisione ad Jorge Lorenzo e al buon Dani non resterà che guardarsi intorno per cercare un team che possa garantirgli lo status e il trattamento che chiede (primo pilota).