MotoGP 2015, la grande crisi di Marquez: tutte le cadute del campione del mondo [FOTO]

MotoGP 2015: la crisi di Marquez con le sue cadute stagioni e i motivi della sua involuzione. Ecco perchè il campione del mondo non riesce a tenere il ritmo delle Yamaha.

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    Il Gran Premio di Barcellona della MotoGP 2015 ha dato il primo importante verdetto stagionale: Marquez è fuori dalla lotta per il titolo piloti. Solo dodici mesi fa, il numero 93 della Repsol Honda, dominava in lungo e in largo il campionato vincendo sempre e solo lui. A Barcellona conquistò la settima affermazione consecutiva ma ora il paragone tra il 2014 e il 2015 è abbastanza impietoso: 69 punti conquistati contro i 175 del 2014, una sola vittoria contro le 7 del campionato scorso e già terzo ritiro, secondo consecutivo. Ora il suo gap da Valentino Rossi è salito a 69 punti e pare improbabile che lo spagnolo riesca nel miracoloso aggancio. Ma quali sono i motivi di questo clamoroso insuccesso? Uno dei principali imputati è sicuramente la Honda che quest’anno non ha lavorato bene in inverno, regalando ai propri piloti una moto difficile da governare e guidare. Oltre a Marquez anche gli altri piloti motorizzati dalla casa giapponese hanno lamentato delle difficoltà nella guida. Se la moto non è al top anche Marquez non sembra esserlo. Sfogliate la pagina per capire lo stato psicofisico del campione del mondo e ripercorrere le sue cadute stagionali.

    Caduta in Argentina

    Se la Honda è sul banco degli imputati lo è anche lo stesso Marquez. Il campione del mondo attualmente è in uno stato confusionale profondo. Le qualità tecniche dello spagnolo non sono affatto in discussione ma quelle mentali si. Marquez, durante la sua carriera, ha dimostrato di essere un pilota da “all-in” ovvero un pilota che dà sempre il massimo di sè in gara e spesso osa senza mai aspettare. Da una parte questa sua aggressività è stata sicuramente decisiva e lo ha portato a vincere già 4 titoli mondiali (1 in 125cc, 1 in Moto2, 2 MotoGP) ma è anche vero che spesso Marquez è caduto per aver osato troppo. In Argentina, per esempio, dopo aver subito l’attacco di Rossi a due giri dal termine non ha saputo temporeggiare e ha provato subito a rinfilarsi. Risultato con Marquez che finisce a terra dopo aver toccato il posteriore del ‘Dottore’ gettando al vento almeno 20 punti iridati.

    Caduta al Mugello

    Le ultime cadute di Marquez sono la dimostrazione che il problema dello spagnolo è la troppa aggressività in gara. Il campione del mondo vorrebbe vincere i Gran Premi per recuperare terreno in classifica e li corre subito al massimo prendendosi rischi pazzeschi. Al Mugello, dopo poco più di un giro, aveva già superato tutti e si era portato negli scarichi del leader Lorenzo. Marquez, una volta perso contatto con la Yamaha, poteva e doveva provare a gestire la sua moto per cercare di conquistare il secondo posto nei giri finali ed invece ha lasciato strada alla concorrenza sdraiandosi per terra. Anche in Italia Marquez ha sprecato un più che possibile podio con i conseguenti 13-20 punti iridati.

    Caduta a Barcellona

    Infine l’ultima caduta a Barcellona da matita rossa arrivando lungo in curva e finendo nella ghiaia. Anche in Catalunya, come in Argentina e al Mugello, ha rischiato e non ha saputo aspettare anche in considerazione del fatto che il GP era inziato da appena due giri. Marquez è un campionissimo e lo ha dimostrato ampiamente nelle passate stagioni. Bisogna però ammettere che il ‘robot’ dell’anno scorso, imbattibile e vincente su ogni tracciato, si è riscoperto quest’anno con un paio di difetti di produzione: il primo riguarda la scarsa capacità di saper gestire al meglio una moto non all’altezza della situazione; il secondo è l’assenza di self control durante un Gran Premio. Escludendo Barcellona (la gara era appena iniziata) non è follia dire che con maggiore sangue freddo, Marquez avrebbe conquistato tra i 33 e 40 punti nelle gare dell’Argentina e del Mugello e con quei punti sarebbe ancora in piena lotta per il titolo.

    Va detto, in favore dell’iberico, che questo suo ‘difetto’ fa la differenza tra un vero campione e un pilota normale: Molte leggende delle quattro e due ruote hanno spiegato in passato che se si corre sempre al limite e si ha il fuoco dentro del prescelto non ci si può accontentare di un semplice piazzamento ma si vuole sempre vincere. Marquez fa parte di questo ristretto gruppo di campioni.