MotoGP 2015, tra ricorsi e biscottoni: il mondiale dei mondiali si chiude in una farsa

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    I motori della MotoGP si sono spenti, il paddock di Valencia si è svuotato e la stagione 2015 è conclusa. Ci vorranno giorni, mesi e probabilmente anni prima di dimenticarsi di questo campionato capace di regalarci sia momenti spettacolari e pirotecnici, sia polemici e vergognosi. Si è passato dalla volata del Qatar, alla ‘spallata’ di Assen, all’incertezza di Misano finendo allo spettacolo di Phillip Island. Tutto bello e memorabile. Poi è arrivata la conferenza della Malesia, il nervosismo, le polemiche, il fattaccio in pista, la penalizzazione, i ricorsi, la gara farsa di Valencia, che hanno portato un campionato da memorabile a vergognoso.

    Quello che è successo a Sepang, prima durante e dopo la gara, se n’è parlato in tutte le salse. Piloti, addetti ai lavori, tifosi, simpatizzanti e vip hanno voluto dire la loro su ciò che è accaduto in Malesia. Tutto è partito dalla conferenza stampa pre weekend dove Rossi ha cercato di smascherare un possibile ‘piano segreto’ (patto di Andorra?) tra Marquez e Lorenzo. C’era veramente questo accordo? Forse si o forse no, forse semplicemente, come è stato detto da alcuni ex campioni delle due ruote, Marquez a Phillip Island ha voluto giocare per dimostrare a tutti di essere il più forte. Da quel Giovedi si è iniziato a parlare di tutto tranne che della pista. Alla polemica di Rossi, arrivano le risposte pepate degli spagnoli passando poi per le scaramucce nelle Libere malesiane (Rossi che vuole farsi superare da Marquez e percorrono un intertempo in quasi 1′). Si arriva alla gara dove succede il “fattaccio” con Rossi che viene penalizzato, tutti che si schierano a favore dell’uno o dell’altro, si fanno ricorsi e si arriva a Valencia con Valentino ultimo. La gara spagnola è una farsa orribile con il Dottore che recupera in una decina di giri 23 posizioni scavalcando quasi tutti i piloti (a parte i fratelli Espargarò) con una semplicità disarmante mentre davanti Marquez non attacca mai Lorenzo. Il Gran Premio diventa cosi una sorta di Italia-Spagna in pista anzichè in campo. Ne esce uno spettacolo orribile perché (escludendo Lorenzo, Rossi, Pedrosa e pochi altri), quasi tutti i piloti sono stati complici di questo teatrino. Piloti che appena hanno visto il blu della M1 di Rossi si sono spostati e davanti Marquez che non ha accettato di subire il sorpasso da Pedrosa ma che non ha mai attaccato la prima posizione di Lorenzo. A fine gara Jorge ha ringraziato gli spagnoli per il favore alimentando l’ipotesi del ‘biscotto’. Questo schifo non è sport, queste non sono gare, questa non è MotoGP. Il lungo inverno dovrà portare consiglio a tutti i piloti per far tornare questo bellissimo sport sui giusti binari. Bisognerà inoltre sperare nell’ascesa di Ducati e Suzuki perchè con altri 3-4 piloti in lotta per le vittorie delle gare e del titolo non si vedrebbero più questi ‘biscottoni’ tra connazionali. Sicuramente il più grosso rammarico della MotoGP 2015 è questo triste finale in quanto in stagione, anche grazie al ritorno di Valentino in vetta che ha risvegliato il tifo italiano per le due ruote, si era visto un grande spettacolo. Una prima parte di anno con le Ducati in versione super e capaci di lottare per la vittoria, poi il poker di Lorenzo, il taglio della chicane di Rossi ad Assen, il ‘pareggio’ di Lorenzo a Brno, il meteo ballerino in Gran Bretagna a Misano e Motegi, il +18 di Valentino a poche gare dal termine, fino alla gara spettacolare di Phillip Island. Il finale di campionato non è classificabile come MotoGP.