MotoGP 2016, le curiosità e la situazione in pista dopo tre gare

MotoGP 2016, le curiosità e la situazione in pista dopo tre gare
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    La MotoGP 2016 è iniziata e dopo tre gare ci sono già tanti spunti interessanti da analizzare. Marc Marquez sembra il pilota più in forma ma la concorrenza non è poi cosi distante. I progressi di alcuni team sono evidenti sopratutto per Ducati e Aprilia su tutti. Abbiamo voluto analizzare la situazione in pista dei vari costruttori per capire meglio nel dettaglio i valori delle moto in questo inizio di campionato. Sfogliate le pagine per vedere cosa va e cosa non va in questo breve ma intenso inizio di stagione.

    Marc Marquez ha iniziato la stagione alla grande: 2 vittorie, 3 podi, 2 pole e zero cadute in gara. Un ruolino di marcia invidiabile considerando anche il fatto che tutti gli altri piloti top della classe sono caduti almeno una volta. Tutto oro per la Honda? guardando bene sembra proprio di no. Marquez va forte, fortissimo e ha collezionato ben 66 punti ma gli altri piloti della casa giapponese stanno faticando tantissimo. Dani Pedrosa è quinto in classifica, sopratutto grazie al podio immeritato di Termas, ma se si analizzano bene le gare si vede tutta la sua difficoltà. Nei primi due GP ha preso gap enormi dal compagno di box e ad Austin è caduto. Anche i clienti navigano in acque torbide. Crutchlow (LCR Honda), Jack Miller e Tito Rabat (Marc VDS) sono nelle ultime posizioni del mondiale piloti quando dovrebbero essere a ridosso del podio. Crutchlow ha collezionato tre cadute e zero punti, Miller un 14° posto, un ritiro e il forfait di Austin, mentre Rabat, sempre abbastanza lento nelle qualifiche, ha raggiunto 11 punti complessivi in tre gare. Vedendo il curriculum e le qualità tecniche di questi piloti viene da pensare che questa RC213V sia guidabile solo da Marquez. Migliorerà il feeling dei piloti nel proseguo della stagione?

    Se la Honda ha Marquez e poi il vuoto, non si può dire lo stesso in casa Yamaha. La casa giapponese, in pista con 4 moto, ha tre piloti nelle prime quattro posizioni del mondiale piloti con Jorge Lorenzo 2°, Valentino Rossi 3°, Pol Espargarò 4°. Bradley Smith, ottavo sia a Losail che a Termas, è caduto ad Austin rovinando la sua gara e chiudendola fuori dalla top-ten. Rispetto al 2015, dove la M1 era nettamente superiore ad ogni altra moto in pista, sembra che con la nuova centralina e gomme Michelin il gap si sia ridotto ma che la moto giapponese sia ancora il top. Una caduta a testa per Rossi e Lorenzo hanno fatto perdere terreno nei confronti di Marquez ma entrambi i piloti sono pronti a dare la caccia allo spagnolo. La nota positiva di queste prime tre gare è sicuramente Pol Espargarò. Il giovane spagnolo, campione del mondo della Moto2 nel 2013, ha 28 punti in classifica ed è a -5 da Valentino Rossi. Un ottimo inizio di stagione che dovrà essere confermato nelle prime gare europee della stagione.

    La Ducati è in pista in questo 2016 con ben 8 piloti e paradossalmente le soddisfazioni principali sono arrivate con i team clienti. Il dato più curioso riguarda il miglior pilota che è da identificare in Hector Barberà. Lo spagnolo, a bordo di una GP14.2 del team Avintia, ha conquistato ben 25 punti ed è attualmente sesto a soli due punti da Pedrosa. Dietro di lui troviamo lo sfortunatissimo Andrea Dovizioso, fermo a 23 lunghezze. Il Dovi, senza gli errori di Iannone a Termas e Pedrosa ad Austin, avrebbe avuto probabilmente 56 punti e sarebbe stato in seconda posizione in classifica generale.

    Andrea Iannone, già caduto due volte, ha raggiunto il primo podio stagionale ed è dietro ad un altro pilota che guida una GP14.2 ovvero Eugene Laverty. Il nordirlandese, strepitoso a Termas dove è partito in penultima fila e ha chiuso 4°, è a quota 21 punti. Il lavoro svolto finora da Barberà e Laverty, con una moto vecchia di due anni, è da applausi anche in considerazioni di quanto sono riusciti a fare gli altri due piloti di Avintia e Aspar, con Loris Baz e Yonny Hernandez fermi a uno e due punti in classifica. Discorso a parte per la Pramac Ducati. La scuderia, in pista con le GP15, ha collezionato 28 punti con Scott Redding e Michele Pirro. L’inglese è stato sfortunato in Argentina con un guaio tecnico quando era in lotta per il 5° posto a poco dal termine. In Europa rientrerà Danilo Petrucci al posto del collaudatore Pirro.

    La Suzuki ha iniziato la stagione in modo più che positivo. La scuderia nipponica avrebbe potuto conquistare il podio a Termas, se Vinales non si fosse sdraiato da solo a due giri dal termine ma, a parte questo errore, ha collezionato 44 punti iridati con i suoi due piloti. Nella classifica piloti i due spagnoli sono incollati con Aleix Espargarò 9° con 21 punti e Vinales 8° con 23 punti. Nella graduatoria riservata ai Team la Suzuki è terza appaiata alla Tech3 Yamaha. Nelle prime gare europee si capirà meglio il valore della GSX-RR ma l’inizio è sicuramente con la freccia in su.

    L’Aprilia ha iniziato la stagione con la nuovissima RS-GP, il primo vero prototipo della Casa di Noale. La gara inaugurale non è stata memorabile ma i risultati ottenuto a Termas e Austin fanno ben sperare. Ottimo Bradl con un 7° e 10° posto ma bravo anche Bautista che è arrivato a punti in tutte e tre le gare. Nella classifica Team, l’Aprilia è sesta con un gap di 10 punti dalla Ducati Corse. Una curiosità interessante che la scuderia ha già quasi raggiunto i punti conquistati nel 2015. Nella passata stagione l’Aprilia ha infatti chiuso il campionato con 39 punti complessivi. Riuscirà già a Jerez a superare questo traguardo?

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