MotoGP 2016: Marquez conquista il mondiale dei nove vincitori, ora tutti in vacanza!

MotoGP 2016: Marquez conquista il mondiale dei nove vincitori, ora tutti in vacanza!

    In Spagna si è conclusa la due-giorni di MotoGP Test Valencia 2016. Per i piloti della classe regina è stata l’occasione di testare per la prima volta i prototipi che verranno utilizzati durante il prossimo mondiale. Ora ci sarà la pausa invernale ed è tempo di fare bilanci su quello che è stata la MotoGP 2016. Il campionato è stato ricco di colpi di scena inaspettati. La centralina unica e gli pneumatici Michelin hanno mischiato le carte e si è arrivati ad avere ben nove vincitori differenti. Un record che ha reso le gare emozionanti e divertenti. Da applausi la cavalcata di Marc Marquez, bravo a sfruttare gli errori degli avversari e conquistare meritatamente il suo quinto titolo mondiale in carriera.

    La MotoGP 2016 verrà ricordata negli annali per il numero elevato di vincitori. Nove piloti differenti in 18 gare, quattro marche sul gradino più alto del podio, due team satellite al successo e tante altre statistiche che hanno reso questa stagione memorabile. Nessuno, neanche il più ottimista degli organizzatori della Grand Prix Commission, avrebbe pensato che i cambi regolamentari avrebbero migliorato cosi tanto lo spettacolo in pista. Quando Jack Miller, il 26 Giugno ad Assen nel GP d’Olanda, ha tagliato il traguardo per primo sotto la bandiera a scacchi si è pensato che quella vittoria fosse stata il frutto puramente del caso e della pioggia. Quello invece fu solo l’inizio e da quel momento arrivarono quasi in successione anche la vittoria di Iannone in Austria, di Crutchlow in Repubblica Ceca e Australia, di Vinales in Gran Bretagna ed infine di Dovizioso a Sepang. Cinque vincitori inattesi che hanno spezzato il dominio incontrastato dei “Fantastici 4″ (Rossi, Lorenzo, Marquez e Pedrosa), capaci di vincere tutte le gare degli ultimi anni. Tutto questo, unito anche al meteo ballerino di metà campionato, ha reso il mondiale MotoGP 2016 indimenticabile. La stagione è stata anche incerta e per certi versi inaspettata sotto altri punti di vista. Durante i test pre-campionato dello scorso anno avevamo una Yamaha superiore alla concorrenza, una Honda scorbutica e difficile da guidare, una Ducati potente ma non ancora al top e una Suzuki inferiore e non ancora pronta al grande salto. Tutto faceva presagire ad un altro campionato con Jorge Lorenzo e Valentino Rossi a battagliare per la vittoria finale. I pronostici della vigilia sono stati tutti, o quasi, smentiti. I due alfieri della Yamaha, complici qualche caduta di troppo nella prima metà di stagione, hanno perso terreno in classifica generale dal “ragioniere” Marquez.

    Lo spagnolo, capendo di aver una RC213V inferiore, ha sfruttato al meglio gli “0″ della concorrenza per accumulare un po’ di margine nella prima parte di stagione.

    Nella seconda parte di campionato, con i miglioramenti portati dalla casa giapponese e anche grazie alle vittorie inattese di Miller, Iannone, Crutchlow e Vinales, ha potuto gestire al meglio la flebile rimonta di Rossi fino alla vittoria finale che è arrivata in occasione del GP del Giappone a Motegi. Ducati e Suzuki, seppur non siano riuscite a lottare per la vittoria dei titoli mondiali, hanno fatto registrare una progressione importante durante il campionato. Entrambe le case hanno vinto almeno una gara (Ducati ne ha vinte due ndr) e sono salite spesso sui gradini del podio. Chi deve recitare il “mea culpa” è invece la Yamaha. La casa giapponese ha visto andare in fumo le certezze di inizio anno e anche due motori al Mugello. Se gli altri costruttori hanno migliorato le proprie moto nella seconda parte di campionato, non si può dire lo stesso per il Tre Diapason. Prima della vittoria di Lorenzo a Valencia, la M1 è stata infatti per 10 volte consecutive senza vittorie, troppe per una scuderia che nel 2015 ha vinto tre titoli mondiali. Anche Rossi e Lorenzo hanno le proprie colpe. Valentino non è stato in grado di smaltire al meglio la delusione per aver perso il decimo titolo mondiale nel MotoGP 2015, mentre Jorge è naufragato sotto la pioggia che è scesa copiosa a metà stagione. Progressi anche per l’Aprilia, anche se la casa di Noale non è mai stata in grado di battagliare con il resto della concorrenza e si è dovuta accontentare di fare a sportellate contro i team satellite. Tra i piloti-satelliti da segnalare la stagione da applausi di Cal Crutchlow. Il britannico ha vinto due gare, colto quattro podi complessivi e chiuso la stagione al settimo posto. L’unico suo rimpianto è una prima parte di campionato da brividi e condita da cinque cadute.

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