MotoGP 2017, processo di fine stagione

Il processo di fine stagione sulla MotoGP 2017. I casi più scottanti di questo campionato con le accuse e difese su tutto ciò che è successo durante l'annata.

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    MotoGP 2017, processo di fine stagione

    La stagione di MotoGP 2017 è stata ricca di sorpassi e spettacolo. La redazione di Derapate ha voluto fare il processo di fine stagione con i punti più importanti di questa annata. Dal sesto mondiale di Marquez, alla fantastica cavalcata di Dovizioso fino alla debaclè della Yamaha. Qualche pilota ha deluso, altri invece sono stati delle vere rivelazioni. Come sempre la MotoGP è stata entusiasmante e anche questa annata verrà ricordata come una delle più spettacolari degli ultimi anni.

    Ma vediamo il processo di fine anno con le accuse e le difese su tutti i temi più importanti che sono emersi durante questo incredibile 2017.

    Marquez vince il sesto mondiale a soli 24 anni, chi riuscirà a fermarlo?

    ACCUSA: Marc Marquez ha vinto ancora. Lo spagnolo ha dimostrato per l’ennesima volta di essere il miglior pilota della griglia di partenza. Dopo poche gare aveva un ritardo di 37 punti dalla vetta (primo era Vinales ndr), ma alla fine ha vinto con un vantaggio di 37 punti sul primo inseguitore (Dovizioso). I suoi numeri in carriera sono impressionanti: 61 vittorie, 73 pole position e 4 mondiali vinti su 5 apparizioni in MotoGP. Qualcuno riuscirà mai a batterlo?

    DIFESA: Marquez guida la sua Honda RC213V in modo incredibile. La ‘caduta non caduta‘ di Valencia nè è la prova. Il paragone con Dani Pedrosa è impietoso, ma anche Crutchlow, Miller e Rabat fanno fatica a domare la moto giapponese. Marquez guida sopra ogni problema e quando non è stato in grado di vincere, ha lottato per il podio. Questa è stata la sua grande forza. Valentino Rossi, Maverick Vinales, ma anche Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo dovrebbero prendere esempio in questo e cercare di risolvere i propri problemi di feeling con le rispettive moto, se vorranno provare a fermarlo nel 2018.

    Stagione straordinaria per Dovizioso, irripetibile oppure no?

    ACCUSA: Andrea Dovizioso ha disputato una stagione incredibile. Sei vittorie (le stesse di Marquez ndr) e il 2° posto iridato. La sua annata è stata memorabile e grazie a lui la Ducati è tornata competitiva per la vittoria del titolo mondiale. In molti pensano che sia stata una stagione irripetibile per ciò che è riuscito a fare, altri invece pensano che Dovi sarà in lotta per il titolo anche nel 2018, chi avrà ragione?

    DIFESA: Dovizioso meritava di vincere il titolo. Quando vinci cosi tante gare nella stessa annata, ti rimane l’amaro in bocca se non porti a casa la “coppa del campione“. Purtroppo sulla sua strada ha trovato il fenomeno Marquez. Nel 2018 potrebbe essere ancora in lotta con i migliori, ma dovrà fare di più nelle piste dove la Ducati fa fatica. Solo cosi potrà battere la concorrenza e aggiudicarsi il titolo mondiale.

    Yamaha in difficoltà, di chi è la colpa?

    ACCUSA: La Yamaha è partita alla grande vincendo tre delle prime cinque gare, poi la M1 si è sciolta come neve al sole. Gli uomini del team hanno lavorato per migliorare il grip e diminuire il consumo degli pneumatici, il risultato è stato quello di creare un grande pasticcio. La competitività è svanita con Valentino Rossi e Maverick Vinales battuti più volte da Zarco con la M1 in versione 2016. La colpa di questa debaclè è di Valentino Rossi? il Dottore è stato molto critico e ha fatto pressione fin dallo scorso inverno per avere una moto diversa da quella preparata in fabbrica durante l’inverno. La Yamaha doveva mantenere la stessa moto e affidarsi alle sensazioni positive di Vinales?

    DIFESA: La storia ci insegna che con i “se e con i ma” non si va da nessuna parte. La moto 2017 di inizio anno sembrava competitiva con Vinales nei test e nelle prime gare. Lo spagnolo andava molto forte, ma la moto soffriva le alte temperature e la pista bagnata. La scelta e le richieste di Valentino erano più che legittime, ma il risultato finale non ha dato ragione nè al “Dottore” nel al box giapponese. Ora serve tanto lavoro per ridurre il gap dalla coppia Ducati-Honda e ritornare al vertice. Non sarà facile ma la Yamaha ha le qualità tecniche e umane per uscire dalla crisi.