MotoGP Aragon 2011: la pagella del giorno dopo

Ecco il consueto appuntamento con la pagella del giorno dopo dedicata al Gran Premio di Aragon 2011

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    Come di consueto, ad ogni gara del Motomondiale 2011 segue la pagella del giorno dopo dedicata al Gran Premio di Aragon 2011, dominato da Casey Stoner che è sempre più lanciato verso il titolo iridato. Dani Pedrosa conquista la seconda posizione davanti al rivale di Stoner nel Mondiale. Peccato per il quarto posto di Marco Simoncelli, il quale aveva agguantato il podio, ma sbaglia una curva e apre alle due Yamaha di Ben Spies, quinto e Lorenzo. Brutta giornata per Valentino Rossi, solo decimo.

    Casey Stoner-10- Il pilota della Honda vince il Gran Premio di Aragon 2011 dominando l’intera gara e dimostrando a quelli che non lo avessero ancora capito, che quest’anno non ha rivali capace di mettergli i bastoni tra le ruote. Terza affermazione consecutiva per una stagione, sin qui perfetta e per un sodalizio tra pilota più forte e moto più veloce: la Honda. Stoner padre padrone

    Dani Pedrosa-8- Lo spagnolo della HRC guadagna un secondo posto davvero ottimo per la classifica mondiale, che gli permette di avvicinare il team-mate italiano, Dovizioso. Proa ad insidiare Stoner con la sua solita partenza missile terra-aria, ma capisce subito che non è aria e si rassegna, per così dire al secondo gradino del podio. In crescita

    Jorge Lorenzo-7.5- Già durante le prove del fine settimana, la Yamaha di Lorenzo non era sembrata a suo agio tra le curve di Aragon. Nonostante tutto e uno Stoner in forma invincibile, Jorge è sempre sul podio e fa capire a Casey che non può permettersi alcuna distrazione se vuole vincere il titolo. Master Lorenzo

    Marco Simoncelli-6.5- Che peccato Sic! Il podio era a portata di mano dopo la rimonta sulle due M1 di Spies e Lorenzo, ma basta una curva larga per mandare tutto all’aria e inveire contro la malasorte con imprecazioni impronunciabili. Resta la fiducia ritrovata dopo un inizio shock e la crociata degli spagnoli contro l’italiano, reo di essere il colpevole della caduta e frattura di Pedrosa a Le Mans. Come nasce un supereroe

    Ben Spies-6- Lo statunitense della M1 sembra l’unico ad essere a proprio agio con la Yamaha tra le curve del tracciato internazionale di Aragon, anche se non riesce a sfruttare lo scatto dalla griglia di partenza, che nelle prime fasi della gara, lo proietta davanti a tutti. Peccato che alle calcagne aveva un mastino come Stoner e il circuito spagnolo non si sposava perfettamente con la Yamaha. Big Ben, colpo su colpo.

    Alvaro Bautista-6- Dopo aver smaltito le conseguenze dei suoi malanni fisici, lo spagnolo, scommessa della Suzuki, mette in fila un risultato dopo l’altro. Lotta con i grandi e cade con una frequenza minore rispetto alle prime gare della MotoGP e senza dimenticare che bastona puntualmente avversari e moto più quotate di lui…chiedere alle Ducati. Alvaro, promessa mantenuta

    Andrea Dovizioso-4- Il Dovi, purtroppo, per i colori italiani del Motomondiale, scivola durante il primo giro e dice addio alla speranza di accorciare sul secondo posto in classifica iridata occupato da Lorenzo. Da quando si parla di mercato piloti, Andrea non è più lo stesso e il podio manca ormai da qualche gara. Ma il campione forlivese può ancora dire tanto nelle quattro gare che restano alla fine della Top Class e non è detto che la Honda non possa tornare sui suoi passi. Dovi, fiducia!

    Valentino Rossi e Ducati-4- Cosa stiano progettando nel box di Borgo Panigale rimane un mistero dalla difficile risoluzione. Visti i risultati visti fin qui, sembra che la Ducati stia scrivendo un libro dal titolo: “Come buttare al vento e alle ortiche una stagione”. Chissaà come sono contenti gli sponsor e anche i tanti tifosi che accorrono sugli spalti e davanti ai teleschermi per assistere alla debacle del secolo. Aragon è l’emblema della disfatta della Famiglia Rossi, con il pesarese che decide, insieme al team, di usare le gare come banco di test per le strampalate soluzioni tecniche che sortiscono imbarazzanti anni luce di distacco dai primi e anche dagli ultimi…ops, se non fossero loro i primi. Ducati-Rossi: prove di sconfitte.