MotoGP Aragon 2017, il processo alla gara

Il processo del Gran Premio disputato ad Aragon. Le curiosità, accuse e difese dopo la gara spagnola. Chi mettiamo sul banco degli imputati?

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    Il Gran Premio MotoGP Aragon 2017 è stato emozionante. La fuga di Lorenzo, la rimonta di Marc Marquez ed infine la doppietta della Honda. Una gara bella ed avvincente che ha visto tutti i protagonisti del campionato sfidarsi per le posizioni del podio. Ora, quando mancano quattro gare al termine, Marquez è riuscito a mettere un buon tesoretto di punti tra sè e i rivali al titolo. La gara di Motegi, in programma il 15 Ottobre in Giappone, potrebbe risultare decisiva per le sorti dell’intera stagione.

    Ad Aragon ha deluso Andrea Dovizioso. Il ducatista non è riuscito a lottare con i primi e si è dovuto accontentare del settimo posto. Ora servirà un finale di stagione all’attacco se vorrà veramente conquistare il titolo iridato. Di seguito il processo al Gran Premio di Aragon, quattordicesima prova del campionato.

    Marquez vince e convince, il titolo è sempre più vicino?

    ACCUSA: Marc Marquez ha vinto anche ad Aragon. Se il motore della sua Honda non fosse andato in fumo nei giri finali del GP d’Inghilterra, il titolo sarebbe già “virtualmente” nelle sue tasche. In Spagna era arrivato da leader della classifica a pari punti con Dovizioso. Al primo “set ball” per la vittoria del mondiale ha piazzato subito una vittoria contro il settimo posto di Dovizioso e un +16 punti che è già pesantissimo. Il titolo è già stato “virtualmente” assegnato?

    DIFESA: Andrea Dovizioso ha le carte in regola per giocarsi il mondiale fino alla fine. “DesmoDovi” dovrà attaccare nel “trittico asiatico”, dove nel 2016 riuscì a cogliere tantissimi punti. Non sarà facile, ma questa Ducati può crederci fino alla gara conclusiva di Valencia. Per Marquez non sarà una passeggiata vincere questo campionato.

    Dovizioso sbaglia la gara più importante, cosa manca al pilota?

    ACCUSA: Ieri Dovizioso è sembrato un po’ col “braccino corto”, quasi intimorito di poter sbagliare e rovinare tutto. Dopo la doppietta in Austria e Inghilterra, nelle ultime due gare si è un po’ accontentato e non ha più lottato per il vertice. Se a Misano è comunque salito sul terzo gradino del podio, ad Aragon doveva fare di più. Settimo dietro l’Aprilia e a un Valentino Rossi mezzo infortunato, non son un risultato adeguato per un “futuro campione del mondo”. Il gap da Marquez è ora di 16 punti. Dovrà attaccare se non vorrà buttare al vento questa grande occasione iridata.

    DIFESA: “DesmoDovi” è sempre stato un pilota intelligente. Anche in passato, quando la Ducati non era al top, ha spesso conquistato piazzamenti importanti. Ieri serviva qualcosa in più, visto e considerato anche quello che è riuscito a fare Lorenzo con la stessa moto. Ora però non dovrà più guardare la classifica, ma dovrà tornare a guidare con la cattiveria mostrata ad inizio stagione. Le possibilità di vincere il titolo sono ancora vive.

    Valentino Rossi chiude la top-5 da infortunato, marziano o mediocri gli avversari?

    ACCUSA: Valentino Rossi è stato al centro dell’attenzione mediatica per l’intero weekend. Il 3° posto in qualifica è stato osannato quasi come se fosse riuscito a vincere il decimo mondiale. In internet è scoppiata una polemica tra i tifosi di Vale e gli haters del pilota che sostenevano che non fosse realmente infortunato. Quello che è certo è che a 38 anni suonati e con una gamba non al 100% è riuscito a fare meglio della maggior parte dei piloti della griglia di partenza. Il “Dottore” è di un’altra categoria, oppure i rivali non sono più quelli di un tempo?

    DIFESA: L’unico che ha avuto il coraggio di dire le cose come stanno è stato Johann Zarco. Il coriaceo pilota della Tech3 ha parlato dopo le qualifiche esclamando: “Non va bene che sono stato battuto da Rossi infortunato“. Ecco, questo è forse il vero limite della MotoGP attuale che, escludendo i “soliti” Marquez, Lorenzo e Pedrosa, non ha grandi campioni in griglia di partenza. I vari Rabat, Lowes, Smith e co. non sono e non saranno mai all’altezza dei piloti che sfidava Rossi dieci anni fa. Marziano Valentino o mediocri gli avversari? questo è il vero dilemma.