MotoGp Argentina 2014: ennesimo trionfo HRC, ma Lorenzo risorge!

Terza puntata della MotoGp nell'inedita pista argentina de Rio Hondo

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    Motomondiale: gran premio Argentina, prove del venerdì

    La terza prevedibile puntata di questa comunque sempre interessante Saga MotoGp 2014, andata in scena qui dall’inedito e magnifico circuito argentino di Termas de Rio Hondo - largo, scorrevole, fluido, solo medio veloce ma con un ottimo asfalto – ha visto ancora una volta il completo trionfo HRC con Marquez e Pedrosa a siglare il solito perentorio uno-due già visto in Texas, ma anche la rinascita di Lorenzo che, dopo i due clamorosi goofs iniziali, finalmente sigla una gara delle sue, tutta all’attacco, nel tentativo caparbio, volitivo e quasi disperato di rimediare alle carenze attuali della propria cavalcatura con una prestazione personale il più possibile convincente. Oggi Jorge, più che vincere, voleva soprattutto riscattarsi (anche e soprattutto di fronte a sè stesso) dalle due brutte figuracce iniziali, e come auspicavo ci è riuscito perfettamente.

    Il Majorchino infatti dopo una partenza a razzo (finalmente senza ridicoli jump starts o cadute assurde dopo pochi metri!) è riuscito a rimanere in testa per ben tredici giri prima che Marquez – partito con troppa calma e ben presto rimasto invischiato col team mate nelle posizioni di rincalzo pur partendo dalla pole, ma poi risalito rapidamente in seconda posizione, seza peraltro correre alcun rischio – decidesse di piantarlo in asso superandolo facilmente e poi costruendo subito un gap di oltre due secondi in appena tre giri.

    Insomma Marc ha giocato con Jorge come il classico gatto col topo, scegliendo con assoluta calma quando fosse il caso di andarsene assolutamente indisturbato verso la Vittoria, la sua terza dell’anno su tre gare. Questo en plein rappresenta ovviamente il massimo umanamente possibile: fin’ora Marquez è stato semplicemente perfetto, MA la Stagione è ancora lunghissima, e come ampiamente dimostra quella appena passata, sempre imprevedibile.

    Più che la sua gara, impeccabile e pienamente nelle aspettative, è da rimarcare, rimanendo in ambito HRC, quella di Pedrosa che dopo un velocissimo inseguimento in cui ha stabilito il fastest lap della corsa è riuscito nella notevole impresa di raggiungere e superare Lorenzo che sperava almeno nella seconda posizione per recuperare quanti più punti possibile dopo il suo disastroso avvio di Stagione. In questo, Dani ha realizzato – sia pure, con tutta probabilità, involontariamente – un perfetto gioco di squadra andando a togliere punti importanti al peggior rivale non solo di Marquez e della HRC, ma pure suo personale (dopo il team mate, ovviamente).

    Anche in questo episodio si è visto chiaramente quanto la RC213V attuale sia nettamente superiore in tutto alla M1 di questo inizio 2014.

    Finalmente Jorge si è svegliato dal suo personale incubo invernale, ma per il Titolo – a meno di sempre possibili infortuni: basta guardare cosa sia successo appena lo scorso anno – è ormai quasi troppo tardi.

    Ormai Marquez infatti ha accumulato tanto di quel vantaggio sul suo più pericoloso rivale che, fin da adesso, potrebbe quasi amministrarlo con calma, anche se è evidente come ciò NON rientri certo nelle caratteristiche di Marquez, uno che tende sempre ad andare al 110%: in questo, appunto, risiedono le residue, ormai tenuissime speranze di Lorenzo.

    Però, quando è accaduto oggi incidentalmente dimostra come il pur avventato e sanguigno Marc, troppo spesso sopra le righe in passato, oggi abbia saputo con calma aspettare, passando rapidamente MA senza correre rischi i riders davanti a lui nel portarsi prontamente in seconda posizione dietro il Majorchino, rimanendo poi parecchi giri placidamente in agguato alle sue spalle, in attesa del momento propizio per lasciare la compagnia, forte di un passo nettamente superiore a qualsiasi altro in questa splendida pista argentina.

    LaPresse

    SE il giovane rider HRC cominciasse davvero a ragionare sempre così, PUR correndo sempre in tal modo magistrale, allora per Lorenzo e la Yamaha Works la stagione sarebbe già finita, praticamente ancora prima di cominciare. Ad Iwata devono darsi immediatamente una mossa per cercare di mettere Jorge – ancora il Miglior Pilota in campo in assoluto, secondo me – almeno in grado di battersi ad armi pari con Marquez.

    Prestissimo, dopo il già incombente kartodromo di Jerez ancora tradizionalmente benevolo per la Honda, arriveranno due tracciati, Le Mans e il Mugello, teoricamente favorevoli a Jorge, e la Casa dei Tre Diapason deve a tutti i costi metterlo in condizione di vincere entrambe le corse.

    SOLO vincendo in questi due appuntamenti – ma ovviamente deve cercare di farlo pure a Jerez, il gap sta diventando già quasi incolmabile! – il Quattro Volte Iridato può sperare di imprimere una svolta a lui favorevole al Campionato, sperando magari in qualche concomitante disavventura del finora inappuntabile Marc.

    Storicamente, con la terza gara consecutiva vinta partendo sempre dalla Pole, il giovane alfiere HRC eguaglia gente, nell’ambito dei Veri Campioni, del calibro dell’invincibile Agostini del 1971, ovvero nel suo Periodo Aureo (1968-1972) in cui correva con la soverchiante MV Agusta Tre nelle Classi 350 e 500 solo contro il Cronometro, NON avendo assolutamente più avversari degni di questo nome dopo l’improvviso ritiro della Honda – e conseguente abbandono forzato di Hailwood – alle fine del 1967.

    La situazione attuale è ovviamente diversa, avendo Marquez due degni avversari in Lorenzo e Pedrosa, MA il primo, pur scrollatosi oggi di dosso una crisi (principalmente psicologica) che pareva soffocarlo, evidentemente non dispone adesso di una macchina degna di lui, mentre il proprio team mate, che in effetti cavalca la sua stessa moto, per ovvia differenza di Classe e Talento NON pare assolutamente in grado – se non del tutto episodicamente – di contrastarlo a fondo.

    Insomma, dovrebbe tornare, magari in sella ad una HRC, per dargli una solennissima paga, un certo signor STONER……

    Il quale, incidentalmente, ha dichiarato solo qualche giorno fa, del tutto ufficiosamente, ad un fan, che lui tornerebbe subito, anche domani stesso alle gare, MA solo ed esclusivamente per correre, senza assolutamente tutte quelle attività di esposizione ai media e di PR che ormai sono tristemente inevitabili per un Top Rider come lui.

    Insomma, se qualche Team volesse il Migliore in Assoluto al Mondo, senza però stressarlo con le insulse attività di contorno, tristi commedie messe in scena solo per compiacere gli sponsors di turno, si rivolga pure a lui………..:) Il fatto notorio che al termine di questa stagione scadano praticamente TUTTI i contratti dei top riders, rende oltremodo interessante la situazione, che ne dite……….:)?

    Casey Stoner, Ducati GP7, Estoril 2007 – Foto Archivio Donovan

    Perchè una cosa è certa: o Stoner torna nel 2015, o non torna più.

    Rimanere fermo per più di due anni non avrebbe senso, e con buona probabilità lo esporrebbe, dopo, solo a rientrees pateticamente ridicole come “Fat” (così era stato ridenominato, con davvero poca pietà) Freddie Spencer ci ha più volte propinato, con risultati peraltro semplicemente penosi e miserabili, atti solo a distruggere il suo Mito.

    Questo Casey lo sa perfettamente.

    Quindi, SE davvero volesse tornare, dovrà deciderlo entro i prossimi mesi, e trovare per tempo un Team adeguato.

    Ovvero, ovviamente la HRC.

    Per Il Migliore, il Meglio, o niente.

    SE è vero che “in HRC c’è sempre posto per lui”, come dichiarato anche l’anno scorso dai Vertici Honda, allora in questo Team potrebbero, nel caso, cogliere al volo l’occasione per sbarazzarsi finalmente di Pedrosa, uno che in ben OTTO anni (si, gente, questo è il NONO………:) a bordo della moto più competitiva del lotto NON ha MAI rimediato che successi parziali ed espemporanei, MAI andando realmente vicino al Titolo, neppure nel favorevolissimo anno di esordio, riuscendo a perderlo anche contro il peraltro Eroico team mate Hayden del 2006, che lo vinse con pieno, assoluto merito dovendo lottare non solo con gli avversari in pista ma persino contro il suo stesso Team, che voleva a tutti i costi fare aggiudicare la Corona Iridata al Catalano…………oppure, in mancanza, senz’altro anche alla Yamaha, ma assolutamente NON certo a quello che considerava solo un trascurabile collaudatore!

    Ne risultò certamente, viste le circostanze completamente avverse in cui maturò, il Più Meritato Titolo Mondiale di Tutti I Tempi nella Classe, la sublime rivincita dell’umile Gregario (perchè tale fu, per anni, nei confronti dell’ex pilota e poi di Pedrosa, in HRC) sui migliori Piloti Ufficiali in campo, per di più cavalcando la famosa Mini-RC212V (la lillipuziana – e pure alquanto ridicola – motina in miniatura sviluppata apposta per Pedrosa, ma da lui subito nettamente rifiutata!) che il molto più grosso Kentucky Kid letteralmente detestava, ed in cui – proprio fisicamente – non riusciva a stare dentro!!

    Della gara argentina, ho già parlato per quel che riguarda la lotta per il Podio, che riporto qui brevemente:

    1 Marc MARQUEZ 41′39.821

    2 Dani PEDROSA +1.837

    3 Jorge LORENZO +3.201

    Dietro i Tre protagonisti, troviamo ovviamente buon ultimo – tra i soli quattro che dispongano di una Vera MotoGp Ufficiale – la derelitta seconda guida Yamaha, anche oggi vittima dei suoi stessi marchiani errori.

    L’individuo come suo solito si è reso altamente ridicolo lamentandosi del tutto a sproposito (come già in Texas: chi è causa del suo mal, pianga sè stesso, esimio ex pilota) di una manovra pienamente corretta e del tutto legittima di Bradl, che lo ha superato nitidamente rimanendo addirittura ad almeno UN METRO da lui, che invece prendeva apposta a spallate gli avversari con l’intento dichiarato di intimidirli e di farli uscire di pista (vedi Gibernau a Jerez 2005, e vedi anche il suo degno emulo Marquez, esattamente nelle stesse pista e curva, con le medesime intenzioni nel 2013, vittima di turno Lorenzo).

    LaPresse

    Alle sue spalle si è piazzato appunto Stefan Bradl, qui ancora ad una prova positiva, anche se in sella ad una moto che in nessun modo si possa paragonare alle quattro Ufficiali, specie in una pista scorrevole (e dal rettilineo finalmente di decente lunghezza) come questa. Dietro il tedesco – che ancor di più oggi deve amaramente rimpiangere la sua eroica ma precocemente abortita corsa in Qatar: col Podio, o comunque col buonissimo piazzamento che pareva meritare nella gara d’esordio, ora la sua classifica sarebbe completamente diversa – troviamo un grande Andrea Iannone che conferma qui in pieno la positiva quanto sfortunata gara texana, dove solo il calo delle gomme lo privò di un piazzamento molto migliore del settimo finale.

    Qui si è ancora migliorato (anche se non come distacco finale, ma qui era semplicemente inevitabile) giungendo buon sesto, in una pista assolutamente NON adatta alla Ducati, come del resto dimostrato dal comportamento stavolta incerto di Dovizioso – che si era sempre distinto quale Prima Guida Ducati anche nei piazzamenti, reduce del resto dall’ottimo e lungamente sospirato Podio di Austin – oggi appena nono a ben 33 secondi dal Vincitore, dietro anche a Smith sulla Yamaha M1 terza classificata al traguardo e Pol Espargarò sulla seconda M1 Tech3. Le Honda Open RCV1000R “Production Racer” del Team Aspar sono giunte appaiate in volata al traguardo, con Aoyama a soffiare di un niente la decima posizione ad Hayden.

    A proposito delle Open (perchè TALI sono, in tutto e per tutto, checchè i male informati possano pensare, anzi ulteriormente penalizzate dai subdoli cambi di regolamenti dell’ultim’ora voluti dalla pentita e scorretta Honda, fra l’altro perpetrati a tradimento, ormai a giochi già iniziati!) Ducati, mi è dispiaciuto non vedere al via l’ancora sbertucciato Crutchlow, sostituito indegnamente dal collaudatore Pirro che si è disastrosamente cuccato la bellezza di quasi 54 secondi giungendo appena diciassettesimo al traguardo. Molto meglio di lui ha fatto il colombiano Hernandez, discreto dodicesimo assoluto a 44 secondi a bordo della gemella Open marchiata Pramac, ad appena un secondo circa da Hayden, che peraltro precedeva (essendo decimo) fino a pochissimi giri dalla fine.

    Non credo però che l’infortunato inglese, anche in migliore forma, avrebbe potuto combinare qualcosa in più di Iannone qui in Argentina.

    Spero comunque di vederlo in almeno discrete condizioni fisiche al via a Jerez! Del tutto disastroso si conferma invece ancora una volta l’avvio di stagione del povero Bautista, finito miseramente per le terre anche qui, per la terza volta consecutiva. Il confronto col veloce e positivo Bradl – che monta praticamente la sua stessa, abbastanza competitiva Honda RC231V MotoGp satellite – è ormai semplicemente improponibile. Molto meglio che Gresini si metta subito in cerca del suo sostituto, e trovi un pilota almeno più decente per il 2015, qualora voglia conservare lo sponsor……….:).

    Adesso, Il Carrozzone del Mondiale Velocità si sposta rapidamente nella Vecchia Europa, dove è in programma già questo stesso fine settimana la tradizionale prova di Jerez de La Frontera, sul solito infame kartodromo andaluso da 4 soldi, pieno di rampini lentissimi che costringono ad un ritmo lento e spezzato, con brusche frenate e immediate ripartenze, esattamente come il decrepito Bugatti di Le Mans e soprattutto – per rimanere storicamente in Spagna, bensì in un altra Epoca ormai lontanissima ed in Catalogna, a Barcellona – l’infame circuitino del Montjuich stradale, un tracciato ancor più famigerato ed osceno di questo, nonchè famosamente detestato da tutti i Veri Campioni.

    Qui l’anno scorso abbiamo assistito al convincente successo di Pedrosa (con Marquez secondo grazie alla manovra criminale già descritta sopra, su Lorenzo finito ingiustamente terzo) che poi fece subito il bis a LeMans.

    Dani fu primo anche nel 2008 e nel 2005, ultimo suo anno in 250.

    E’ praticamente sempre andato sul Podio con una sfilza soprattutto di secondi posti (per ben 5 volte nella Classe!) ed un terzo (nel 2012). Ovviamente il Podio per lui è sicuro, MA per Dani si tratta ormai, esattamente come per il conterraneo Lorenzo, quasi già di un’ultima spiaggia. O vince, o dovrà rassegnarsi pure quest’anno, ma ancor prima che nel 2013 (dove comunque vinse solo qui, in Francia ed in Malesia) di fare da eterno secondo a Marquez, così come prima lo fu del Geniale Stoner e pure di Hayden.

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    La sua, possiamo considerarla la triste e frustrante storia di un bravo pilota, bravo ma non abbastanza, che dopo Tre Titoli conquistati brillantemente nelle Classi di minor cubatura a due tempi NON fu MAI una vera prima Guida in MotoGp pur facendo ormai da 9 anni parte del complessivamente (tranne un paio di anni) Miglior Team della Storia della Classe a 4 tempi, prima 1000 cc, poi 800 e di nuovo 1000!

    La moto vincente ce l’ha, l’ha sempre avuta. Ora spetta solo a lui farci vedere che sia ancora capace di vincere. Ovviamente NON solo qui, nella sua pistina preferita, o anche per lui il Titolo è già bell’e perso…………….:)

    L’appena citato Marquez, nella cannibalesca sete di Vittoria fin qui dimostrata in questo (per lui) entusiasmante avvio di Stagione, ha invece ovviamente tutta l’intenzione di migliorare il già buon (ma NON certo per COME lo conquistò, ovviamente) secondo posto dell’anno scorso. Secondo me è destinato a farlo, visto l’abisso di Classe e determinazione che lo separa già fin d’ora (e con margini di miglioramento) dal team mate, invece ormai nel plateau delle prestazioni, se non già proprio sul viale del tramonto. Peraltro, il suo record qui non è dei migliori, NON avendoci MAI vinto neppure nelle altre Classi, vantando solo un secondo posto in Moto2 nel 2012 e un terzo nel 2009 in 125. Insomma, un’ottima occasione per alzare finalmente la media, che ne dite……….:)?

    Pure Lorenzo ha per le mani l’occasione casalinga per puntare finalmente al successo, MA purtroppo per lui le prestazioni attuali della sua moto richiederebbero davvero un mezzo miracolo per portarlo alla vittoria (per la prima volta nell’anno) proprio qui in Andalusia, dove peraltro vanta ben 4 Successi, due consecutivi in Classe 250 nel 2006 e 2007, e due in fila anche in MotoGp, 2010 e 2011, con anche diversi Podi, due terzi (2008 e 2013) e un secondo nel 2012 dietro al Geniale Stoner che, UNICO tra i Grandi degli ultimi anni, ha vinto prima o poi in TUTTI i circuiti in cui abbia gareggiato nella Classe, inclusi quelli da tempo non più in Calendario come Estoril, Istanbul e Shangai…………:).

    Insomma, ad un grandissimo Pilota come Jorge, tutto è possibile, ma per consolidare il ribaltato trend argentino forse è meglio che punti magari al secondo posto, senza rischiare troppo – solo un nuovo stop, e potrebbe davvero ritornarsene a casa – riservando gli acuti per LeMans (dove l’anno scorso, sotto la torrenziale pioggia francese fu solo settimo) e il Mugello, dove deve assolutamente vincere per sperare ancora.

    Per la Vittoria, mi sembra perfettamente inutile parlare di qualsiasi altro. Esattamente come in Argentina, a meno di incidenti, il Podio sarà interamente Iberico. La Marcia Reale suonerà anche in Patria, garantito.

    Questo ridicolo kartodromo – adatto al più alle mini moto da bambini – rappresenta un teatro massimamente e nuovamente avverso alle Ducati, tanto che neppure Stoner seppe vincere qui con la Desmosedici, così poco adatta questa pista si sempre è dimostrata negli anni alle caratteristiche di base della Ducati. Per trionfarci convincentemente, nel suo ultimo anno di attività (fin’ora) anche un Genio delle due ruote come lui dovette salire sulla Honda.

    Tuttavia, i Piloti di Borgo Panigale – Dovizioso e Iannone in testa – hanno dimostrato proprio ad Austin, tracciato l’anno scorso per loro semplicemente disastroso, di poter sfoderare ottime prestazioni in circuiti a prima vista proibitivi. Inoltre, in Spagna non hanno nulla da dimostrare, in una pista a loro tradizionalmente ostile. Dunque, proprio QUI, a cuor leggero, potrebbero sorprendere ancora tutti, lottando magari per il Podio, proprio come al COTA. Io lo auguro a tutta la valorosa pattuglia di Borgo Panigale, primi tra tutti Dovizioso e Iannone, ma anche Crutchlow e pure Hernandez ovviamente compresi.

    Ad Majora, desmodromici ragazzi di Dall’Igna!

    LaPresse

    Altri che potrebbero andare bene a Jerez rispondono al nome di Bradl, Smith (sorprendente quest’anno la sua regolarità, pur senza acuti) e Aleix Espargarò, clamorosamente in ombra al Rio Hondo. La pistina da minimoto andalusa – dove la potenza pura conta meno che altrove – si addice alla sua agile Open FTR-Yamaha, e lui corre in casa. Anche Pol ovviamente potrebbe dire la sua sull’ottima M1 MotoGp satellite Tech3, la stessa del pel di carota albionico che fin’ora gli è sempre finito davanti. Ultima chiamata infine per il derelitto Bautista, prima dell’infamia conclamata e definitiva, con magari conseguente cacciata a suon di solennissime pedate nel deretano………..:).

    Insomma, o sfiora il Podio, stavolta, o si schianta di brutto nel tentativo.

    E’ più probabile la seconda ipotesi.

    Quindi, non prendete assolutamente impegni per il prossimo fine settimana, ed appuntamento sicuro ed improrogabile in Terra Spagnola (e precisamente, Andalusa) per godere ancora una volta il sublime spettacolo dei prototipi (e non, viste le sparute ma ancora presenti CRT) della MotoGp nella quarta attesissima prova di questa sempre elettrizzante, adrenalinica e ed imprevedibile Saga MotoGp 2014!

    DONOVAN

    P.S. Sapete che la Bridgestone ha annunciato il proprio definitivo ritiro come fornitrice di pneumatici alla MotoGp alla fine della stagione 2015?

    Finalmente una BUONA notizia, se questa, come sperabile, fosse la fine del tanto pernicioso e famigerato monogomma, che tantissimi danni ha creato in questi anni di assurdo monopolio………..:)