MotoGP Assen 2016, il processo alla gara

MotoGP Assen 2016, il processo alla gara
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 04/11/2016 07:01

    MotoGP Assen 2016 – In Olanda si è assistito ad una delle gare più pazze della storia recente della MotoGP. La pioggia, la bandiera rossa, le cadute e la vittoria a sorpresa di uno scatenato Jack Miller. Abbiamo analizzato ciò che è successo in pista e come di consuetudine, dopo ogni gara del motomondiale, abbiamo fatto il nostro processo. Ecco l’analisi dei lati positivi e negativi di alcune particolari situazioni emerse durante il Gran Premio.

    ACCUSA: Una delle più grosse delusioni del GP di Assen è stato Jorge Lorenzo. Il campione del mondo è andato completamente il tilt. Partito bene, nello start ha recuperato cinque posizioni, ha iniziato a guidare come un principiante, tanto da ritrovarsi 20° quando è stata interrotta la gara. Nella seconda parte del GP, ha continuato a girare molto lentamente e il 10° posto finale è stato un regalo ricevuto dai piloti caduti. La pioggia è diventato il suo tallone d’Achille. DIFESA: Lorenzo, in un weekend nero, è stato comunque fortunato ad aver guadagnato 6 punti su Valentino Rossi. Per sua fortuna, nel proseguo della stagione, non sempre capiterà di trovarsi in una gara con le condizioni meteo cosi variabili. Per recuperare 24 punti in classifica servirà tornare in versione “Martillo” il prima possibile e sperare in un passo falso del connazionale. 10 gare sono ancora tante ed è ancora in piena corsa per la vittoria finale.

    ACCUSA: La Ducati ha cullato il sogno di tornare al successo dopo un’eternità. Al giro 15°, quando la gara è stata sospesa, la classifica recitava: Petrucci e Dovizioso, nelle prime due posizioni, Redding che aveva sorpassato e successivamente controsorpasato Valentino Rossi in terza posizione, e Iannone caduto mentre era in quinta posizione. Quattro Ducati nelle prime cinque posizioni e una vittoria che sembrava veramente alla portata. Poi l’incredibile harakiri nel primo giro di Gara-2: Petrucci inizia ed ha un guasto tecnico alla GP15 della Pramac, Dovizioso che si sdraia e il solo Redding che riesce a portare una moto di Borgo Panigale sul podio. Un vero peccato. DIFESA: La gara di Assen 2016 entrerà nella storia e sicuramente la Ducati avrà un grosso rammarico per ciò che è successo in pista. Sotto l’acqua Redding e Petrucci, in sella alla GP15, erano i più veloci in pista con Dovizioso bravo a tenere la testa della corsa. La vittoria sembra nell’aria e potrebbe arrivare da qui a fine stagione. Noi ci poniamo un interrogativo: perchè la Ducati non si allinea a Yamaha e Honda concedendo ad uno dei suoi tre team clienti (magari la stessa Pramac) una Desmosedici di quest’anno per aumentare le possibilità di vincere le gare?

    ACCUSA: Valentino Rossi ha gettato al vento una ghiotta occasione. Il Dottore, quando era in testa, non doveva essere pervaso dalla foga ma doveva ragionare per andare a vincere una folle gara. Una vittoria lo avrebbe riportato a ridosso di Marquez e Lorenzo, mentre ora si ritrova a -42 dalla Honda. Riuscirà a recuperare un gap cosi ampio? DIFESA: Il pilota di Tavullia si è dato del “somaro” a fine gara per l’errore. Valentino non è stato l’unico ad aver sbagliato nei primi giri della seconda parte di gara ed ora servirà ritrovare la calma il prima possibile. Il GP di Germania sarà lo spartiacque per la seconda parte di campionato, altre 10 gare che dovranno essere corse con tranquillità per non commettere più errori. La scalata è difficile ma l’errore, sopratutto con questi pneumatici, potrebbe essere dietro l’angolo anche per la concorrenza.

    ACCUSA: Marc Marquez anche ieri è stato battuto nei giri finali. Nelle ultime tre gare è sempre successo: al Mugello Lorenzo, a Barcellona Rossi e ad Assen Miller. Ieri, per sua stessa ammissione, non ha voluto buttare via un secondo posto d’oro. Negli ultimi tre GP, seppur sempre battuto ha collezionato 60 punti contro i 31 di Lorenzo e i 25 di Valentino Rossi. Come si può battere? I due piloti della Yamaha, se voglio realmente recuperare terreno, dovrebbero tornare a collaborare, alleandosi per iniziare a collezionare qualche doppietta in pista e “mangiare” punti al leader. DIFESA: La maturazione di Marquez è diventata un’arma imbattibile. La sua Honda non va come lui vorrebbe, ma l’intelligenza con cui sta sfruttando le situazioni in pista sono una nuova skill per un pilota che era già un fenomeno. Otto gare disputate, due vittorie e sette podi sono la dimostrazione di come Marquez sia cambiato rispetto al 2015.

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