MotoGp Austin 2014: nuovo harakiri di Lorenzo, tutto facile per Marquez

Seconda prova della MotoGp ad Austin, dove vince amcora Marquez grazie ad un marchiano jump start in partenza di Lorenzo

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    MotoGp Gran Premio di Austin 2014   La Gara

    Il secondo sorprendente – per non dire sconcertante – episodio di questa sempre nuova Saga MotoGp 2014, andato in onda dal nuovissimo, impegnativo e vario circuito medio veloce COTA (Circuit Of The Americas) di Austin ha visto, come del resto ampiamente previsto, un nuovo convincente trionfo della prima guida HRC Marquez, indubbiamente facilitato dal nuovo, assurdo GOOF MONUMENTALE perpetrato da un Lorenzo ormai semplicemente irriconoscibile, autore di un jump start incredibile, anticipato comicamente addirittura di diversi secondi, una cosa assolutamente MAI vista a memoria d’uomo nel Mondiale Velocità.

    La sua clamorosa autoeliminazione ha spianato la strada ad un nuovo facile successo per il giovane alfiere Honda andato a vincere trionfalmente in solitario, talmente sicuro della Vittoria da rallentare troppo nel finale correndo addirittura un serio rischio di stendersi a pelle di leone a pochi metri dal traguardo per la troppa deconcentrazione!

    Pur con questo spaghetto imprevisto, Marc ha regolato magistralmente un team mate assolutamente incapace a contrastarlo, seppellendolo con un distacco abissale (ampiamente decurtato dal rallentamento finale) mentre al terzo posto si è piazzato sorprendentemente quanto meritatamente – sia pure a 20 secondi circa dal vincitore – un Grande Andrea Dovizioso che finalmente centra un Podio con la GP14 dopo una strenua lotta con gli avversari (e la sua stessa moto, rea com’è noto di non curvare affatto………..:) ma soprattutto dopo un intero anno di Purgatorio in cui il miglior risultato assoluto era stato l’eroico quarto posto bagnato di LeMans 2013.

    Stento ancora a crederci.

    Lorenzo, il Miglior Pilota in assoluto tra quelli attualmente in attività, un tempo gladiatore indomabile e psicologicamente granitico, sta miseramente crollando proprio da un punto di vista strettamente mentale.

    Ciò che abbiamo visto alla partenza del COTA ha semplicemente dell’incredibile.

    E’ un episodio così assurdo e paradossale, talmente paradossale ed irreale da potersi ritenere assolutamente unico negli annali del Mondiale Velocità.

    Nessuno infatti, a memoria d’uomo ed anche oltre, può ricordare a livello Iridato un jump start così comicamente ed assurdamente anticipato, di vari secondi

    E’ lo sconcertante comportamento di un pilota talmente deconcentrato, così fuso di cervello da dimenticarsi addirittura cosa stia facendo. Jorge avrebbe fatto meglio a tacere, piuttosto che dire di essersi distratto tentando di togliere dei moscerini (sic) dalla visiera, strappando un tear off proprio in un momento così topico come l‘esatto istante della partenza di un GP!

    Jorge non pare ancora rendersene conto, ma con questi due fallimentari GP di inizio Stagione 2014 sta rapidamente distruggendo una reputazione formidabile guadagnata in lunghi anni di inappuntabile comportamento ai massimi livelli iridati, che ne aveva fatto il Miglior Pilota attualmente in attività a livello Mondiale dopo i ritiri del Sei Volte Iridato Max Biaggi e del Geniale Stoner.

    LaPresse

    Il Majorchino sta dilapidando la sua immagine vincente con una rapidità sconcertante, nè si vede come questo trend cosi disastrosamente fallimentare possa interrompersi, visto il modo subdolo e repentino in cui è cominciato.

    UN altro SOLO episodio del genere, e questo nefasto trend potrebbe divenire inarrestabile

    Sta accadendo qualcosa di assolutamente assurdo ed inesplicabile, che mi ricorda sinistramente quel che successe nella prima gara Classe 500 del 1986 a “Fast” Freddie Spencer, fresco e trionfale vincitore l’anno prima di DUE Titoli Mondiali in 500 e 250, correndo in DUE Classi contemporaneamente, l’ultima (e nel particolare, pure la prima) volta che questa impresa, nei decenni precedenti relativamente comune, sia stata ottenuta a livello Iridato.

    Parlo ovviamente come fosse relativamente comune, nelle decadi precedenti, vincere contemporaneamente il Titolo in due Classi diverse perchè, andando nello specifico, l’accoppiata 500 – 250 fu qualcosa di UNICO, MAI ottenuta nella Storia nè prima nè dopo, anche se il Grande Flying Finn Jarno Saarinen l’avrebbe sicuramente ottenuta nel 1973 (Tre Vittorie su Tre in 250, Due su Tre in 500), ovvero ben 11 anni prima rispetto al 1985, se solo non fosse scomparso appena alla quarta prova dell’anno a Monza!

    L’invincibile Campione del 1983 (500, il Primo Titolo Piloti in questa Classe della Honda in tutta la sua Storia, dopo quello Marche del 1966) e 1985 (250 e 500) scomparve per sempre dietro la saracinesca precipitosamente abbassata del suo box a Jarama, primo GP del 1986, subito dopo il suo immotivato ritiro dopo nove giri condotti in testa nella Classe 500.

    Qualcosa aveva ceduto di schianto, non nei tendini dell’avambraccio, ma nella sua testa.

    Quel che infine emerse dal box di Jarama fu solo il pallido fantasma, l’ombra irriconoscibile di un Pilota un tempo mostruoso e quasi imbattibile.

    Lo stesso sembra accadere ora, e proprio al Pilota psicologicamente più forte, che negli anni ha fatto della sua granitica volontà di Vittoria la sua arma più potente, unita a doti di Guida Pura semplicemente eccezionali.

    Un altra immagine che mi ha sfavorevolmente colpito è vedere la foto di Jorge che va a lamentarsi di quanto gli sia appena accaduto al COTA nientemeno che con…………..Ben Spies, suo grande amico ed ex team mate nel Works Yamaha Team, altro Pilota un tempo fortissimo ma ormai da tempo del tutto crollato proprio psicologicamente, dopo alcuni infortuni che però in nessun caso avrebbero potuto e dovuto in qualche modo minarlo in modo così definitivo, fino a troncarne precocemente la carriera. Di fatto, Ben li ha presi a pretesto, esattamente come a suo tempo fece l’enigmatico Spencer con la sua fantomatica tendinite.

    “Fast” Freddie Spencer su Honda NSR500, 1985 – Foto Archivio Donovan

    Ovvero, vedi caso, proprio quel che è successo a Jorge, che a sua volta ha patito alcuni infortuni l’anno scorso, per poi trascorrere una pausa invernale agitata, di pessimo umore dopo aver perso immeritatamente il Titolo Iridato in un modo totalmente incolpevole ed atrocemente beffardo, a causa unicamente dei suoi infortuni, per soli quattro punti pur vantando ben OTTO Vittorie parziali, DUE più di Marquez.

    SE la Vittoria fosse premiata appena un pochino meglio, cosa che indubbiamente andrebbe fatta, il Titolo Piloti MotoGp 2013 NON sarebbe sfuggito al ben più meritevole Jorge!

    Ora, detto tutto questo, io voglio sperare che la perversa e pericolosissima spirale in cui è caduto Jorge si arresti immediatamente, già al terzo round iridato in Argentina, perchè, in caso contrario, questa crisi psicologica potrebbe farlo precipitare in men che non si dica in un baratro da cui forse non saprebbe più risalire.

    Il Campione Majorchino dovrà fare un enorme sforzo di concentrazione per riuscire in questo intento, e la consapevolezza che ormai il Campionato sia ormai virtualmente perso – ma evidentemente mai dire mai, potrebbe sempre succedere di tutto, basta vedere quanto sia accaduto la scorsa Stagione: gli infortuni sono sempre in agguato specie per un tipo spericolato come Marquez, che nel 2013 ha già più volte rischiato di lasciarci le penne, vedi ad esempio le prove di Mugello 2013 – potrebbe facilitargli le cose, nel senso di farlo correre da ora in poi più a cuor leggero, come chi non abbia più nulla da perdere.

    Storicamente, questo è addirittura il NONO GP consecutivo disputato nel Continente Americano finito preda della Honda HRC.

    Risale anche, statisticamente, agli ormai lontanissimi tempi di Michael Doohan e della sua NSR500 V4 a due tempi il fatto che un rider HRC vincesse i primi DUE GP della stagione partendo dalla Pole.

    Dell’altra gara avvenuta alle spalle dei due indisturbati battistrada HRC, possiamo dire che sia risultata assai interessante a causa del consumo delle gomme, in particolare la medium compound anteriore che TUTTI i partenti hanno scelto.

    Il Vincitore di questa seconda corsa è risultato chi ne abbia fatto l’uso più ragionevole amministrandola in modo saggio, ovvero un fantastico Andrea Dovizioso che finalmente si è aggiudicato del tutto meritatamente il suo Primo Podio della carriera in sella alla Desmosedici, facendo ulteriori progressi in classifica generale dove ora è quarto.

    Una gara quasi altrettanto bella è risultata pure quella di Iannone, a lungo in terza posizione a bordo della moto gemella marchiata Pramac fin quando l’inesorabile calo della gomma lo ha relegato ad un ben più modesto settimo posto a 28 secondi.

    Il secondo Andrea di Borgo Panigale ha forzato troppo nella prima parte di gara, finendo inevitabilmente per deteriorare la copertura anteriore, esattamente come capitato alla derelitta seconda guida Yamaha ufficiale – che pertanto, come al solito, si è stracciato le vesti lamentandosi a squarciagola del tutto a sproposito, le condizioni essendo uguali per tutti! Non è colpa di nessuno se ha tirato troppo nella prima parte di corsa, consumando troppo le gomme – che gli è finita ingloriosamente ben dietro (ad oltre DICIASSETTE SECONDI da lui!) in ottava posizione.

    A riprova, anche Scott Redding è caduto a due giri dalla fine a causa del completo deteriorarsi della gomma anteriore.

    Quindi, ad altri è andata assai peggio, vedi anche il povero Crutchlow che addirittura ha avuto guai dalla gomma posteriore fin dal primo giro, dovendo per forza fermarsi a cambiarla al decimo, per poi cadere subito dopo alla dodicesima tornata! Per fortuna, l’infortunio alla mano che pareva serio, si è ridotto ad appena un mignolo slogato, pertanto lo sfortunato rider Inglese potrà sicuramente prendere parte al prossimo GP.

    Quarto assoluto è risultato un positivo e veloce Bradl (ad oltre 22 secondi dal Vincitore) che riscatta così in pieno la delusione del Qatar dove pure aveva disputato una prima parte di gara semplicemente superba, cadendo quando si trovava ancora in seconda posizione.

    Alle sue spalle è finito di un soffio Bradley Smith che ha agevolmente regolato il team mate Pol Espargarò di ben quattro secondi, disputando finalmente una gara decente che lo ha visto terminare pertanto onorevole quinto.

    Il fratello Aleix, partito con grandi speranze dalla quarta posizione in griglia, stavolta non ha mantenuto le promesse (in Qatar giunse ottimo quarto) ed è finito mestamente nono ad oltre 47 secondi da Marquez, ma ad appena 2 – lui, con una semplice e ben più modesta FTR-Yamaha Open – dalla miseranda seconda guida ufficiale Yamaha che si è pertanto buscata la stupefacente ETERNITA’ di ben 45.5 SECONDI di distacco al traguardo.

    Da notare come Lorenzo con una rimonta fantastica gli sia finito alle spalle di appena 3.5 secondi pur avendo dovuto effettuare subito un ride-thru, tenendo dopo la manovra di penalizzazione un ritmo indiavolato che gli avrebbe sicuramente fruttato almeno il Podio dietro la coppia HRC SE fosse riuscito a partire regolarmente!

    Il suo insperato decimo posto gli vale comunque sei preziosissimi punti, i suoi primi della stagione.

    Dopo il redivivo Majorchino troviamo la coppia Aspar formata da due quasi pensionati (non per età, quanto per letargiche prestazioni……….:) del Circus, ovvero Hayden ed Aoyama che a bordo delle sempre più deludenti Honda RCV1000R Production Racers si cuccano la bellezza di oltre UN MINUTO dal Vincitore, ovvero quel che rimediavano in media le anonime (non parlo delle migliori) CRT degli anni scorsi: cosa è cambiato, dunque?

    LaPresse

    Almeno quelle, a loro scusante, avevano il motore derivato dalla serie delle WSBK, e costavano meno…………:) Infatti, tanto poco allettanti sono apparse fin da subito le Honda RCV1000R, e così scarsi i motori sciolti Yamaha (ben più ambiti!) M1 a disposizione – appena due, entrambi finiti al Team Forward – che alcuni teams fanno correre ancora le proprie vecchie CRT, e con ragione!

    Riporto qui la classifica finale del GP di Austin, seconda prova della Stagione:

    1 Marc MARQUEZ SPA | Repsol Honda Team | Honda | 43′33.430

    2 Dani PEDROSA SPA | Repsol Honda Team | Honda | 4.124

    3 Andrea DOVIZIOSO ITA | Ducati Team | Ducati | 20.976

    4 Stefan BRADL GER | LCR Honda MotoGP | Honda | 22.790

    5 Bradley SMITH GBR | Monster Yamaha Tech 3 | Yamaha | 22.963

    6 Pol ESPARGARO SPA | Monster Yamaha Tech 3 | Yamaha | 26.567

    7 Andrea IANNONE ITA | Pramac Racing | Ducati | 28.257

    Per la prossima tappa in calendario il carrozzone del Mondiale Velocità resta razionalmente nel continente Americano spostandosi però di molto verso sud, in Argentina, per l’inedito appuntamento al circuito di Termas del Rio Hondo, inaugurato nel 2008, che fa pertanto il suo debutto Iridato nel nostro Sport.

    A prima vista il tracciato si presenta vario e medio veloce, certo meno bello e ben più lento di quello appena visto di Austin.

    Non avendoci mai corso nessuno in MotoGp, ovviamente manca qualsiasi riferimento e sarà davvero interessante vedere quale Pilota, e quale moto potrà adattarglisi meglio e più il fretta.

    Sempre ad un primo sguardo, lo trovo più adatto alle Honda HRC, che stranamente in queste ultime due stagioni si trovano meglio (Texas a parte) nei circuiti tortuosi e più lenti, un tempo territorio di caccia della storica rivale M1.

    Marquez poi si è trovato sempre bene nel 2013 in piste che non aveva mai visto, come ad esempio Laguna Seca, dunque non penso che potrà mancare di adattarsi subito e con successo anche a questo nuovo tracciato. Pertanto lo vedo ancora come favorito della vigilia, suo team mate Pedrosa – sempre cliente pericoloso nelle gare singole, capace a volte di battere tutti con la classica zampata vincente – permettendo.

    Presumibilmente, dunque, nuovi guai in vista per le Yamaha Works già in profondissima crisi, sia tecnicamente ma soprattutto a causa dei propri riders: un ex pilota, ed un altro invece fortissimo, fino a due GP fa il Migliore in assoluto in campo, ma attualmente come smarrito psicologicamente. Come detto prima, è tuttavia presto per dare definitivamente per spacciato un pilota semplicemente formidabile come Lorenzo.

    Jorge si troverà all’inedito Termas del Rio Hondo ad un punto invero MOLTO critico non solo dell’attuale Stagione, ma soprattutto della propria Carriera: un altro goof monumentale qui potrebbe pregiudicarla seriamente, forse addirittura irreparabilmente, mentre, al contrario, un pronto riscatto con annessa grande prestazione in faccia agli avversari farebbe di colpo dimenticare i due colossali errori iniziali, se non raddrizzare la sua imbarazzante posizione attuale in classifica.

    Conoscendolo quale Grandissimo Campione, tutto sommato credo che possa riscattarsi nel migliore dei modi. It’s up to You, Jorge!

    LaPresse

    La completa mancanza di ogni precedente crea qui un clima di incertezza pressochè assoluta che sarà risolta forse solo al termine delle prove del sabato, quando si vedrà quali Piloti e Macchine si siano adattati meglio al tracciato. Meteo a parte (nell’emisfero australe è appena iniziato l’autunno), anche le condizioni dell’asfalto ed il suo grip rappresentano un grande interrogativo tecnico che certamente giocherà un ruolo di primo piano.

    Gli uomini Bridgestone, già copertisi di ridicolo in molte altre occasioni, compresa pure la prova Texana appena passata, dove hanno portato coperture rivelatesi in media assolutamente inadeguate, faranno meglio qui ad essere particolarmente accorti per non ripetere magari un disastro assoluto in stile Phillip Island 2013 in una pista totalmente inedita.

    Avevo del resto avvertito già in tempi non sospetti che il sommamente nefasto regime monopolistico del monogomma avrebbe inevitabilmente portato a questi deleteri sviluppi.

    Le Ducati, attualmente in forte crescita – e questo pur senza novità sostanziali rispetto alla moto dell’anno scorso – grazie anche (e soprattutto, direi) alla furba ed indovinatissima scelta di Dall’Igna di schierarsi in configurazione Open, potrebbero comportarsi bene pure in Argentina, anche se a prima vista la configurazione del tracciato non paia adattarsi più di tanto alle loro caratteristiche attuali. Però, anche Austin rappresentava un circuito per loro altamente sfavorevole, ma la gara reale stavolta ha dato loro ragione, dopo la completa debacle dello scorso anno.

    Dunque ho fiducia nelle possibilità delle moto di Borgo Panigale in Argentina, anche perchè i loro piloti sembrano in un’ottima condizione psicologica. Spero che lo sbertucciato Crutchlow possa recuperare pienamente per questa prova, a due settimane appena dalla sfortunata caduta texana. Cal è stato senza dubbio il più convinto Pilota degli ultimi anni al passaggio in Ducati, già nel 2013 la sua delusione per il mancato ingaggio da parte del Team Italiano (che lo tenne ingiustamente in graticola per mesi, per poi non prenderlo) fu semplicemente enorme.

    Spero che adesso cotante fiducia ed ammirazione per questo Marchio possano finalmente venire ripagate con qualche grande prestazione, sicuramente nelle possibilità di questo abile, veloce ma talvolta troppo irruento rider.

    Altrettanto in ascesa paiono le quotazioni di Bradl e Smith, già positivamente messisi in luce nei due primi GP della stagione. L’argentina appare anche un’ovvia occasione di riscatto per Bautista, malamente caduto in entrambe le prove precedenti. Quanto alla rivelazione della stagione Aleix Espargarò, lui e la sorprendente FTR-Yamaha Open sono attesi ad un’altra grande prova, e secondo me non mancheranno di mettersi in luce.

    LaPresse

    Dunque, NON prendete assolutamente impegni per il prossimo fine settimana, ed appuntamento sicuro ed imprescindibile in Terra Argentina (occhio al fuso orario, come già ad Austin!), e precisamente a Termas del Rio Hondo per la nuova avvincente puntata di questa eternamente elettrizzante, adrenalinica ed eccitante Saga MotoGp 2014!

    DONOVAN

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