MotoGp Australia 2010: a Phillip Island Stoner firma un poker leggendario

Terz'ultima puntata della MotoGp a Phillip Island dove un fantastico Stoner vince per la quarta volta consecutiva in MotoGp sulla sua pista di casa, rifilando un'eternità a Lorenzo ottimo secondo

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    Casey Stoner Phillip Island 2010 a

    La sedicesima, terz’ultima e storica puntata di questa sempre interessante Saga MotoGp 2010, andata in onda qui dal veloce e splendido circuito della ventosa Phillip Island, ha visto uno Stoner letteralmente devastante firmare un leggendario poker nella sua pista di casa annichilendo la concorrenza tra cui si è in parte salvato il solo Lorenzo, autore di una gara veloce e determinata, mentre lo staccatissimo Rossi ha dovuto ricorrere al suo solito campionario di spallate e scorrettezze varie per avere ragione – e per appena qualche millesimo di secondo – di un Hayden veramente combattivo e determinato in sella alla seconda Ducati che, dopo il disastro di Sepang, ha così sfiorato quel prestigioso doppio podio già recentemente centrato ad Aragon.

    Purtroppo, il caricatissimo Dovizioso, reduce da due fantastici secondi posti consecutivi, stavolta ha dovuto alzare bandiera bianca appena al quarto giro vittima di un inopinato indurimento dell’ammortizzatore di sterzo, mentre il fresco Rookie of The Year Spies si è confermato come sempre il migliore dei privati giungendo quinto dopo una bella battaglia con Simoncelli, comunque agevolmente staccato nelle fasi finali.

    Giù il cappello, gente: Casey Stoner è entrato letteralmente nella Leggenda oggi a Phillip Island, stravincendo per il quarto anno consecutivo su questa magica pista vecchio stile.

    Pensate che nelle ultime quattro edizioni di questa corsa, l’asso australiano è stato SEMPRE perennemente in testa, tranne che per UN solo singolo giro.

    Serve aggiungere altro?

    Direi proprio di no, salvo sottolineare il rimpianto per la recentissima gara di Sepang, il cui sfortunato andamento ha vanificato per Casey la possibilità di un tremendo poker consecutivo anche in Campionato - dopo i trionfi di Aragon e Motegi – che NESSUNO, neppure il neo Iridato Lorenzo quest’anno ha firmato, fermandosi il neo Campione del Mondo ad un comunque stupendo tris.

    Meglio non parlare poi dell’altrettanto sfortunata gara di Losail, la cui mancata vittoria iniziale è poi stata seguita da una sequela di altre cadute NON certo dovute al pilota bensì evidentemente alla carente preparazione della macchina, per tutta la prima parte della stagione caratterizzata da un infidissimo anteriore: come tutti hanno visto, qualora la Ducati gli prepari una moto appena decente, Stoner con la sua insuperata maestria di guida pura la ripaga puntualmente con una vittoria, spesso semplicemente mostruosa nelle sue proporzioni come questa straordinaria gara australiana.

    E’ stato davvero molto interessante aver sentito le dichiarazioni del dopo gara del vincitore, che ha affermato come, nella pressione psicologica di chi debba per forza ripetersi per la QUARTA volta dinanzi al proprio pubblico e nella preferita pista di casa, egli si sentisse particolarmente nervoso, aggiungendo poi che forse sarebbe molto meglio per lui partire costantemente così, perchè in questi casi vince quasi sempre, mentre qualora sia rilassato allo start, poi spesso finisca per distrarsi………….:)

    Magico Casey, davvero anche in questo.

    L’unico pilota oggi in pista parzialmente risparmiato da questa devastante e spietata dominazione assoluta è risultato un valoroso e veloce Lorenzo, che fino a metà corsa ha coraggiosamente provato a raggiungere il fuggitivo – peraltro letteralmente scomparso dalla sua vista dopo pochissimi giri – per poi arrendersi all’evidenza e rallentare per non correre rischi inutili assicurandosi comunque un altro prestigioso secondo posto, ovvero la quarta piazza d’onore conquistata in questa sua trionfale stagione Iridata che lo ha visto vincere sette volte, salire sul podio per altre sette (di cui 5 secondi posti) e andare sempre a punti pesanti NON facendo MAI peggio del quarto posto.

    Come ammesso (per la prima volta a Laguna Seca, ma anche in seguito) del resto dallo stesso Rossi, come si fa a non essere d’accordo sulla legittimità del Titolo di uno che faccia questi risultati?

    Questo, senza contare il fatto che Lorenzo oggi abbia fatto matematicamente vincere alla Yamaha il Titolo (il secondo quest’anno, dopo il ben più importante Iride Piloti) Mondiale di Team, conquistato in effetti quasi da solo con un’incredibile regolarità di risultati.

    Jorge Lorenzo Phillip Island 2010
    LaPresse

    Circa la comparazione tra i due, ovvero Jorge e Vale, è molto interessante notare come Rossi stesso abbia testualmente detto in una recente intervista che (a causa dell’evoluzione degli stili di guida e dell’affacciarsi di nuovi talenti), SE guidasse ADESSO come più o meno dieci anni fa, ovvero circa all’età attuale di Jorge, a parità di moto arriverebbe si e no DECIMO a dir molto.

    ERGO, per stessa ammissione di Rossi, Lorenzo adesso (cioè alla sua attuale età) è enormemente superiore sotto ogni aspetto al Valentino coetaneo ventitreenne, cosa anche visivamente del tutto evidente per chi appena si ricordi come effettivamente guidasse l’urbinate coevo.

    Questo dovrebbe far riflettere qualcuno sulle potenzialità future di Jorge (già TRE volte Iridato) che, proprio alla luce delle ammissioni di Rossi, appaiono già adesso semplicemente tremende, ora che al Talento Puro (ovvero il cosiddetto Manico) – già da due anni buoni superiore in assoluto a quello che Rossi abbia MAI avuto – ha finalmente unito una lucidissima testa da spietato calcolatore.

    Lupus in fabula, oggi l’urbinate è stato letteralmente seppellito da un umiliantissimo distacco non solo dal siderale Stoner, ma pure dal neo Iridato team mate che con la stessa identica moto gli ha rifilato quasi DIECI secondi – ovvero un’incredibile e penosa eternità – riducendosi a dover prendere a spallate il suo futuro compagno di squadra Hayden per rimediare nelle remote retrovie un terzo posto acciuffato proprio in extremis, con un’ennesima entrata scorretta e per appena 38 millesimi di secondo quando nel frattempo Casey – arrivato al traguardo DICIOTTO lunghissimi secondi prima di lui – stava già gustandosi una bibita fresca nei paddocks.

    Il tutto, dopo prove del sabato altrettanto penose, in seguito alle quali il suo team ha dovuto compiere tripli salti mortali per raddrizzare la situazione.

    Vien proprio da pensare che Rossi da solo, senza la sua magica squadra rubata peraltro fraudolentemente alla Honda, sia in realtà come singolo pilota appena poco più che nessuno – finendo senza quel supporto magari nel migliore dei casi decimo quando gli vada veramente MOLTO bene – e l’affermazione dello stesso Vale secondo cui si ritirerebbe immediatamente SE non avesse Burgess e compagnia bella al suo fianco non fa altro che confermare questa tesi, peraltro popolarissima a livello mondiale.

    Se poi a questo comodo vantaggio iniziale aggiungiamo le sue croniche scorrettezze, rimaste negli anni SEMPRE incredibilmente impunite, grazie alle ferree e scandalose protezioni di cui ha sempre goduto in seno alla mafiosa Dorna, senza voler neppure tirare fuori la clamorosa TRUFFA targata Michelin che di fatto gli ha regalato CINQUE Titoli Mondiali assolutamente FARLOCCHI – quelli cioè dal 2001 al 2005 compresi – il quadro davvero si completa mirabilmente.

    Stavolta, la spallata (ma non gli faceva male? Suvvia, un pò di coerenza……….:) data ad Hayden in occasione del suo primo sorpasso ai danni del malcapitato Nicky, che ha dovuto – pur in una legittima posizione di vantaggio – precipitosamente raddrizzare per non far finire a terra entrambi ha (involontariamente, s’indende) suscitato, mi dicono (io infatti non li ho mai ascoltati) la fugace meraviglia dello stesso duo – o meglio, cricca – Mediaset, il che è davvero tutto dire.

    Infine, l’entrata di Rossi sullo stesso Hayden all’ultimo giro (anche se sulla succitata telecronaca NON si è vista affatto, perchè in quell’attimo si vedeva solo quanto ripreso dalla telecamera on board del codone dell’urbinate, mentre da altre riprese viste altrove in realtà la cosa si nota perfettamente) è stata ugualmente scorretta, perchè come suo costume l’individuo è voluto entrare a forza all’interno dove di spazio non ce n’era, costringendo anche in questo caso (stavolta senza contatto fisico) l’americano a raddrizzarsi ed a rallentare per puro istinto di conservazione.

    Vedi un pò il caso, anche stavolta un prestigioso commentatore del più autorevole sito a livello mondiale di Motociclismo agonistico è puntualmente d’accordo con me nel giudicare scorrette e palesemente troppo dure queste manovre……….:)

    Mica tutti nel Mondo si bevono estasiati le pericolosissime prepotenze in pista di Rossi, sapete?

    Anzi, fuori dall’Italia, lontano dal becero pesudotifo – prettamente calcistico – da stadio degli accecati ed urlanti supporters gialli, sono davvero in pochi, credetemi.

    Come sarà bello quando codesta tristissima banda lascerà (tornando negli stadi donde è venuta) il nostro mondo – parlo ovviamente di quello delle corse – assieme al suo fomentatore: quello sarà il luminosissimo giorno in cui il Motociclismo Agonistico ritroverà FINALMENTE – Thank God – la sua abituale cotterrezza, il vero fair play tra corridori certo tenacissimi ma leali che gli è congeniale.

    E’ QUESTO che non ho perdonato, nè perdonerò MAI a codesto individuo, a parte tutte le sue (ormai scoperte) truffe pneumatiche nonchè le sue criminali, eternamente impunite scorrettezze in pista: l’aver trasformato un ambiente sportivo sereno in una bolgia volgare e becera, dove la bassezza, la malvagità gratuita, le pagliacciate, la cialtroneria – scambiata erroneamente per goliardia, che invece è una cosa completamente diversa: Hailwood ed Ivy erano veri e simpatici goliardi, NON certo Rossi) e l’“ODIO VIOLENTO” (che lui, predicandolo e valendosene, ritiene DEBBA esserci per forza tra avversari sportivi, secondo le testuali, precise parole di una sua recentissima intervista) debbano per forza ed impunemente vincere sulla lealtà.

    Nessuno di voi si è minimamente scandalizzato per questa (in realtà semplicemente sconcertante, ed insieme surreale, allucinante) sua affermazione?

    Un tipo siffatto, il leale e sportivissimo Hailwood – ovvero il Più Grande Campione di Tutti I Tempi – lo avrebbe da lunghissimo tempo già preso di peso per il bavero ed appiattito il naso al primo tentativo di scorrettezza gratuita, ve lo dice chi ha avuto la fortuna di conoscere (nei paddocks del Continental Circus, mitico mondo perduto) e studiare da vicino il mitico Mike The Bike.

    Forse l’individuo è cresciuto così solo perchè NON ha sfortunatamente incontrato chi gli insegnasse davvero l’educazione fin da subito, ed a non mettere inutilmente in pericolo la vita della gente.

    Il Compianto, grandissimo Jack Findlay – ovvero la persona più pacifica e leale della Terra – invece, vivo per miracolo dopo una criminale scorrettezza in pista di Bang-Katayama, affrontò invece a caldo, appena dopo la corsa in questo preciso risolutissimo modo codesto kamikaze coreano pseudogiapponese, col risultato di fargli cambiare una buona volta registro, avendogli con ciò sicuramente salvato la vita………….:)

    Hayden Rossi Phillip Island 2010
    LaPresse

    Dato a Rossi uno spazio assolutamente sproporzionato ai suoi effettivi (specie odierni) meriti, non resta che sottolineare ancora una volta la splendida prestazione di Hayden, che per un pelo non ha replicato il bellissimo podio di Aragon completando cosi il trionfo di Team di Borgo Panigale, comunque oggi ugualmente notevole – un primo ed un quarto posto – specie dopo lo scarognato episodio malese.

    Nicky nelle dichiarazioni del dopo gara è stato un vero signore non lamentandosi affatto del rude e scorretto trattamento ricevuto, dicendo come “non volesse accampare scuse”, proprio come volesse invece sottolineare che, se avesse voluto parlare, ne avrebbe avute un bel pò, di cose da dire………..:)

    Infatti, l’americano è parso a molti osservatori in realtà terribilmente voglioso di sfogarsi contro un certo qualcuno, che sarà meglio stia ben attento in futuro, perchè NON tutti sono in realtà disposti – come in questo caso il fin troppo paziente Kentucky Kid – a farsi sempre mettere bellamente i piedi in testa senza protestare, Lorenzo Docet.

    Molto probabilmente, Nicky è stato convinto subito dopo la corsa da Guareschi ad abbozzare, visto che l’individuo in questione sarà, purtroppo per lui, suo team mate il prossimo anno.

    Chissà, forse l’americano si è calmato subito pensando all’estasi ineffabile di Valencia 2006, ovvero la sublime rivincita del gregario, dell’antico compagno di squadra sempre ritenuto (da quello stesso borioso qualcuno) a torto una nullità, tante volte disprezzato e misconosciuto, e che invece il Destino (magari nei panni della vendicativa Michelin che, secondo una voce molto ben radicata nell’ambiente, avendogli di fatto regalato CINQUE Titoli Iridati immeritati, si è sentita del tutto in diritto – viste le lamentele dell’ingratissimo urbinate circa le sue gomme già nella seconda parte del 2006 – in quest’ottica puramente truffaldina, di togliergliene uno, propinandogli intenzionalmente in extremis due gomme fallate) ha fatto quella volta del tutto giustamente prevalere………….:).

    Quel giorno, a Valencia, qualcuno ha finalmente capito come i princìpi della Tragedia Greca siano in realtà eternamente validi, e che alla (empia ed umana) Ubris sia destinata a seguire, prima o poi, sempre la (per chi ci creda, Divina) Nemesis.

    Potenza dei Classici……..:)

    Come detto in apertura, è stato un enorme peccato che, vista la perdurante assenza dell’infortunato Pedrosa, e dunque per la terza volta a bordo della VERA Honda RC212V HRC, il lanciatissimo Dovizioso, reduce dalle due fantastiche piazze d’onore consecutive di Aragon e Motegi, abbia finito così presto il suo Gp per un banale inconveniente tecnico, che del resto MAI si era verificato prima a memoria d’uomo nel suo team.

    Con questo nuovo stop, il Forlivese perde del tutto immeritatamente parecchio terreno nei confronti dei rivali Stoner e Rossi nella serratissima lotta per il terzo posto assoluto, con anche il secondo non ancora matematicamente assegnato viste le tutt’ora precarie condizioni di Dani, che pure qui ha coraggiosamente provato il venerdì con deludentissimi risultati a causa del tremendo dolore che provava al minimo movimento delle braccia, decidendo poi del tutto saggiamente di non correre.

    Della disavventura di Andrea (nonchè della perdurante assenza di Pedrosa) ha evidentemente approfittato il peraltro sempre bravo Spies, giunto come detto quinto dopo una bella lotta con i rivali nelle posizioni centrali della corsa.

    Ben continua a fare anche troppo in sella a quella moto clienti 2009 che non ha assolutamente nulla a che vedere con quella Ufficiale, specie dopo che questa è stata dotata del motore evoluzione 2011, risultando comunque costantemente il primo tra i privati, ovviamente tra gli esordienti – ed in questo senso il Titolo di Rookie of The Year 2010 non poteva essere più meritato – e pure dei piloti Tech 3, sebbene stavolta il team mate Edwards non abbia affatto demeritato finendo settimo, ben dietro comunque ad un combattivo Simoncelli forse alla sua più convincente prova dell’anno.

    Dando un occhiata alla nuova situazione di classifica a soli due rounds dalla fine dei giochi, vediamo ovviamente irraggiungibile in testa Jorge Lorenzo – fresco Campione del Mondo 2010 MotoGp – con 333 punti, seguito da Pedrosa a 228, notoriamente già fermo da tre gare essendosi inopinatamente infortunato in prova ad Aragon.

    Con la fantastica vittoria odierna, alle spalle di Dani si è portato in terza posizione a quota 205 un minaccioso Stoner, che deve davvero maledire mille volte la caduta di Sepang, senza la quale avrebbe già adesso molto probabilmente superato lo sfortunato catalano.

    Quarto è Rossi a 197, mentre l’altro sfortunato di casa HRC Dovizioso resta fermo in quinta posizione a 179, comunque sempre abbastanza lontano da Spies, sempre sesto con 163.

    Dietro Texas Terror, Rookie of the Year 2010, troviamo abbastanza vicino il suo conterraneo Hayden a quota 152, mentre staccatissimi da Kentucky Kid seguono Simoncelli a 102, DePuniet (che ha pertanto perso seppur di pochissimo la sua eterna ottava posizione a favore del Romagnolo) a 100 e Melandri con 93.

    Ormai, alla fine del Campionato non rimangono, come già accennato, che due sole prove finali, entrambe europee ed iberiche, la prima delle quali si svolgerà precisamente in Portogallo all’Estoril, una pista varia, mediamente veloce e – caso ormai rarissimo in calendario, felice ma provvisoria aqgiunta di Aragon a parte – con un decente rettilineo, che le ultime due volte, ovvero TUTTE quelle che vi abbia disputato in MotoGp, ha visto il convincente successo di Lorenzo, colto l’anno scorso in maniera addirittura trionfale, da assoluto “astronautico” (ricordate il casco stile Apollo 11?) dominatore, proprio nel giorno dello straordinario ritorno di Stoner, finito dopo la famosissima pausa volontaria – causa grave allergia al lattosio – di TRE GP addirittura subito al secondo posto.

    Pertanto, per la prova portoghese risulta abbastanza logico indicare quali sicuri favoriti il neo Iridato Jorge E il lanciatissimo Casey, trionfatore in TRE degli ultimi quattro appuntamenti, con nel ruolo di outsider di lusso il solito Rossi e un Dovizioso certo ansiosissimo di recuperare punti dopo la beffa australiana.

    Pedrosa invece, SE pure fosse della partita, per quanto visto in prova a Phillip Island non sembrerebbe in grado di recitare un ruolo da protagonista, sebbene le due settimane intercorrenti tra la prova appena corsa e la prossima possano probabilmente apparire sufficienti, almeno sulla carta, ad un soddisfacente recupero.

    Ovviamente, eventuali condizioni meteorologiche avverse, che del tutto stranamente non si sono MAI verificate in gara (in prova ovviamente si) quest’anno, caso più unico che raro nelle ultime stagioni Iridate, potranno in tal caso certamente influenzare il risultato finale, tenendo però presente come i due sicuri favoriti che ho indicato risultino attualmente, vedi caso, notoriamente i migliori manici al Mondo sotto la pioggia.

    Quindi, per tutti i motivi elencati sopra, dalla lotta serratissima e titanica per le due piazze d’onore iridate – e certamente sarebbe un peccato se la seconda assoluta sfuggisse in extremis a Pedrosa, che ha dimostrato sul campo di averla maggiormente meritata quest’anno, con ben 4 Vittorie all’attivoentrambe ancora matematicamente da assegnare, alla comprensibile voglia di Lorenzo di tornare al successo in un circuito a lui amico completando un magico tris, allo straordinario stato di forma di Stoner assolutamente desideroso di lasciare un buon ricordo finale alla Ducati (a proposito, sembra che Casey abbia confidato al connazionale ed ex collega Gardner che abbia lasciato Borgo Panigale per pura esasperata disperazione, perchè la Casa non aveva mai nè il budget e neppure la volontà, anno per anno, per completare adeguatamente lo sviluppo della moto!!), cui ha regalato nel 2007 uno straordinario Mondiale Piloti (completato da altre DUE Iridi, ovvero Marche e di Team!) la prova portoghese sarà sicuramente un gran bel vedere, ve lo assicuro.

    Pertanto, non prendete assolutamente impegni per il prossimo fine settimana, ed appuntamento certissimo ed immancabile in Terra Portoghese per la penultima e promettente prova di questa sempre interessante e coinvolgente Saga MotoGp 2010!

    DONOVAN