MotoGP Australia 2013, Marc Marquez sulla squalifica: “abbiamo sbagliato strategia”

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    Ciò che a tutti è sembrato una palese sciocchezza, nei box Honda è stato un vero e proprio errore di interpretazione. Per diverse ore ci siamo chiesti di chi fosse la colpa del clamoroso errore di Marc Marquez, che si è “dimenticato” di entrare al massimo al giro 10 per cambiare la moto, e quindi si è beccato la più classica delle bandiere nere. Invece è stato fatto apposta, era programmato che lo spagnolo entrasse al giro 11, pensando di rispettare il regolamento. Perfino ad un bambino era chiaro che, entrando al giro 11 in pit lane si sarebbe superato il traguardo, e quindi concluso il giro, non era chiaro ai box Honda e a Marquez, che incassano un clamoroso 0 in Australia e vedono il mondiale riaprirsi. Leggiamo le parole di Marc e di Livio Suppo.

    Marc Marquez: “Abbiamo sbagliato completamente la pianificazione, pensavamo che ci si potesse fermare anche alla fine del 10° giro, non avevamo considerato che l’11° sarebbe iniziato nella pit lane. Non c’è stato nessun problema di comunicazione dal muretto, io mi sono fidato e sono entrato quando me lo hanno segnalato. Abbiamo fatto confusione, ma si impara da ogni errore. Sono cose che succedono, a volta sbaglia uno, alte volte un altro. Siamo tutti persone. La bandiera è molto dura: potevano anche infliggermi dei secondi di penalità però la accetto. Avrei preferito un weekend più tranquillo, invece è successo di tutto. Nei giorni scorsi lo avevo detto che sarebbe potuto ancora capitare di tutto, che il campionato era lungo. Bisogna solo dimenticare tutto al più presto arrivare a Motegi per dare il massimo”.

    Livio Suppo: “I team vincono insieme e perdono insieme. Fino ad ora avevamo fatto un lavoro perfetto quest’anno e può anche capitare un errore. E’ la prima volta che il “flag to flag” ha una finestra precisa da rispettare. Noi abbiamo interpretato che quello fosse ancora il decimo giro, perchè è transitato per l’11esimo in pitlane quando era già sull’altra moto. Abbiamo interpretato male il numero di giri possibili”