MotoGP Australia 2013, squalificato Marc Marquez: cosa è successo a Phillip Island?

Il processo al GP di Phillip Island 2013

da , il

    Bridgestone

    Non poteva chiudersi peggio per Marc Marquez questo week-end australiano; sulla pista di Phillip Island abbiamo potuto assistere ad un Gran Premio improponibile già dalla giornata di sabato durante la FP3, quando le telecamere inquadrano la gomma posteriore di Cal Crutchlow. Un’immagine eloquente sulle grosse responsabilità che potrebbero gravare su Bridgestone se la gara dovesse rispettare gli standard di lunghezza. Infatti il nuovo asfalto della pista di Phillip Island si è presentato troppo abrasivo per garantire un corretto funzionamento degli pneumatici e questo ha costretto la direzione gara a stravolgere, con una decisione a dir poco assurda e mai presa fino ad ora, una gara che ha si riaperto il mondiale a favore di un Lorenzo comunque favorito, ma che ha lasciato l’intero pubblico perplesso sull’effettiva capacità da parte dei responsabili, di gestire una gara così importante sotto gli occhi dell’intero mondo delle due ruote.

    Il tutto ebbe inizio sabato; al termine della terza sessione di prove libere, una telecamera indiscreta inquadra Cal Crutchlow a piedi in mezzo alla pista che dà un’occhiata alla sua gomma posteriore. Un’ immagine insolita, che in questa stagione ancora non avevamo assistito. La gomma posteriore del pilota britannico infatti è visibilmente danneggiata al punto che interi pezzi di copertura dello pneumatico, saltano via come pane secco… un’istantanea preoccupante che allarma Bridgestone che in gran silenzio sussurra nell’orecchio della direzione gara una proposta per salvare la faccia. Il fornitore di gomme non vuole assumersi responsabilità in questo GP, non vuole incidenti attribuibili al colosso giapponese, così i responsabili di gara decidono inizialmente di dividere la gara in due parti pur mantenendo la stessa lunghezza. Questo però non sembra lasciare tutti tranquilli, allora si opta per una corsa ridotta quasi della metà. Una decisione che vedrà comunque il cambio moto da parte dei piloti, ed è proprio in questo frangente in cui si deciderà l’esito di un Gran Premio all’insegna della confusione.

    Un GP grottesco già dalle qualifiche…

    MotoGp   Gran Premio d'Australia, qualifiche

    Un’istantanea che racchiude benissimo l’intero week-end. Vedere un poleman con un gabbiano senza vita, in carena per oltre 3 giri, non è salutare per la sensibilità di molte persone. Eppure è successo anche questo. La sicurezza dovrebbe prevalere, e infatti lo dimostra dinanzi ad una scena a dir poco surreale che invece di segnalare un rientro immediato per Lorenzo che viaggia con un ormai “oggetto pericoloso” sulla moto (chissà se si fosse staccato e avesse colpito un pilota dietro!) da oltre 3 giri, lascia il tempo necessario al pilota per farsi scattare qualche foto. Occhi increduli che dicono: “Ma cosa aspettano a fermare Lorenzo?” Il mondo l’ha visto, la direzione gara probabilmente era si nel mondo, ma in quello dei sogni (era presto dai, un piccolo alibi…). La scena diventa simpatica (tranne che per il povero gabbiano che purtroppo si trovava nel posto sbagliato nel momento sbagliato) solo a fine sessione, quando si è potuto dire: “tutto è andato bene e la gente si è divertita!”. La realtà però è ben diversa… la sicurezza in questo GP comincia mostrare le sue lacune e dopo l’episodio ‘gabbianesco’, ci si sveglia la mattina con la notizia che Bridgestone se la sta facendo sotto, così ecco la notizia del giorno: La gara sarà ridotta a 19 giri con un cambio obbligatorio di moto entro il decimo giro!

    Una notizia che ha fatto più ridere (senza cinismo) dell’episodio del gabbiano in pole.

    Sul ponte sventola bandiera nera…

    MotoGp   Gran Premio d'Australia, qualifiche

    Ed eccoci all’episodio clou di questo ridicolo week-end sulla pista più bella del mondo. I piloti scendono sul tracciato consapevoli che questa improvvisa regola potrebbe creare un carnaio all’interno della corsia dei box. Infatti se il limite previsto per il cambio moto è fissato a metà gara, è ovvio che il 90 % dei piloti tenterà il proprio flag to flag in quel frangente. Un dettaglio però che sfugge ai vertici Honda e Marc Marquez che, mentre il formicaio si muoveva nella corsia dei box, cercavano di prendere il massimo vantaggio in pista. Unico inconveniente è che ormai erano leggermente fuori tempo massimo…

    Questo episodio ha avuto una ripercussione pesantissima su Marquez che dopo il cambio moto effettuato oltre il limite, si vede dal muretto sbucare una bandierina nera che alla fine non sventola neanche (era rigida come un pneumatico Bridgestone). Insomma… questa gara ha si riaperto il mondiale, ma in quale modo? Si poteva evitare questo circo fatto più di clown che di acrobati? La squalifica di Marquez lascia diverse perplessità sull’efficacia delle scelte della direzione gara, ma è vero anche che, seppur ridicole, le regole valevano per tutti.

    A voi la sentenza.

    A cura di Alessio Mora