MotoGP Austria 2016: il processo alla gara

Il processo al Gran Premio d'Austria della MotoGp Austria 2016. Tre argomenti per discutere. 1) Il successo della Ducati è l'inizio di una lunga serie o si è trattato di una parentesi? 2) Tra un Lorenzo ritrovato e una Ducati super, sono definitivamente tramontate le chances mondiali per Valentino Rossi? 3) Per il GP d'Austria di motociclismo è stato venduto il triplo di biglietti rispetto alla Formula 1: la MotoGP è oggi la vera classe regina del motorsport mondiale?

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    Amanti della MotoGP, benvenuti al processo alla “tappa” del Gran Premio d’Austria. Tre temi per discutere e riflettere. 1) Il successo della Ducati è l’inizio di una lunga serie o si è trattato di una parentesi? 2) Tra un Lorenzo ritrovato e una Ducati super, sono definitivamente tramontate le chances mondiali per Valentino Rossi? 3) Per il GP d’Austria di motociclismo è stato venduto il triplo di biglietti rispetto alla Formula 1: la MotoGP è oggi la vera classe regina del motorsport mondiale?

    Il successo della Ducati è l’inizio di una lunga serie o si è trattato di una parentesi?

    Partivano favorite e hanno vinto con autorità, tuttavia non si può parlare proprio di un dominio. Le Yamaha hanno mantenuto il contatto a lungo e i prossimi circuiti metteranno in risalto le caratteristiche delle altre moto. Però il lungo lavoro del team italiano è stato premiato da uno splendido successo che non può essere casuale.

    ACCUSA

    Valentino Rossi si è piazzato in prima fila proprio in mezzo ai due della Ducati. Nella prima fase della gara Jorge Lorenzo (e per un breve tempo anche lo stesso Rossi) ha creato un mucchio di grattacapi agli alfieri della moto italiana. Marquez ci ha messo del suo per autoeliminarsi. Le caratteristiche del Red Bull Ring esaltavano lo spunto migliore della Ducati, e forse anche quelle nuove appendici aerodinamiche hanno fatto la loro parte. Ma già in Repubblica Ceca la storia si preannuncia differente. La gran parte degli addetti ai lavori indica nel circuito di Brno un tracciato favorevole alle caratteristiche di Honda e Yamaha. Lorenzo sembra ritrovato e Rossi ha dimostrato di essere piuttosto in palla nonostante i problemi della moto, sempre pronto ad approfittare di qualsiasi occasione gli si presenti. Inoltre Marquez non è saldamente in testa al campionato per un fatto astrale e per la sua Honda la pista peggiore era proprio quella austriaca.

    DIFESA

    Intorno a me ho visto tutti che si sono fatti un gran mazzo“. Parole di Casey Stoner, pensionato di lusso e collaudatore iridato della Ducati. Al di là dell’impatto che può avere avuto o meno l’ex iridato nei test, la riscossa per la casa di Borgo Panigale è cominciata nel 2014, quando è stato ingaggiato Gigi Dall’Igna. Il suo ruolo è stato centrale. Lui è l’ingranaggio cardine attorno al quale tutte le ruote hanno cominciato a girare nel verso giusto. Due anni di lavoro intenso nella direzione giusta non possono generare solo un fuoco di paglia. La doppietta Ducati in Austria è solo l’inizio. Certamente non sarà mai facile, perché Honda e Yamaha sono tutt’altro che battute. Un ritrovato Iannone e un Dovizioso che arde dal sacro fuoco della voglia di vincere, ora che il mezzo lo consente, da qui in poi avranno tutte le carte in regola. Marquez, Lorenzo e Rossi dovranno fare i conti con loro ad ogni gara.

    Tra un Lorenzo ritrovato e una Ducati super, sono definitivamente tramontate le chances mondiali per Valentino Rossi?

    The Doctor non va mai dato per battuto, è vero. Però in questo week end in cui Marquez ha sofferto dall’inizio alla fine è saltato fuori il compagno di squadra Jorge Lorenzo a complicargli ulteriormente la vita. E ora si sono aggiunti anche i due della Ducati. Per Rossi non c’è più niente da fare?

    ACCUSA

    Poteva essere un’occasione d’oro per Vale, in un week end nero per Marquez. Eppure alla fine gli ha recuperato solo due punti. Pochi, troppo pochi. Adesso ci sono 57 punti di distacco dalla vetta della classifica con otto gare da disputare. Tecnicamente non è un margine incolmabile, proprio perché la strada è ancora lunga. Però Marquez non resterà certo fermo ai box ad aspettare l’arrivo degli altri e i prossimi circuiti appaiono favorevoli alla Honda. Inoltre Jorge Lorenzo è stato l’unico in grado di dare qualche pensiero ai due della Ducati. Rossi non è mai stato in grado di tentare un attacco al compagno di squadra. Il Doctor ha spiegato di avere avuto problemi di tenuta al posteriore della sua Yamaha, quindi non è riuscito mai ad avere lo spunto necessario per attaccare Jorge. Da parte sua lo spagnolo sembrava essere lui il vincitore, giudicando dai festeggiamenti sul podio. Segno che si sente del tutto ritrovato. Infine ci sono le Ducati. La moto italiana è tornata per restare. In Austria ha solo cominciato a raccogliere i frutti di un lavoro lungo due anni. Quindi Rossi ora ha altri due temibili concorrenti in più. Tutto fieno in cascina per Marquez.

    DIFESA

    Problemi con le gomme, poca motricità al posteriore, poi questo era il week end della Ducati. Ma in mezzo a tutti questi problemi Valentino Rossi è riuscito comunque a centrare una prima fila che sembrava insperata. Indubbiamente la situazione è molto difficile, perché 57 punti di distacco da recuperare in otto gare sono moltissimi. La concorrenza ora è fitta e agguerrita: Lorenzo sembra tornato vicino a quella consistenza che gli ha permesso di vincere tre titoli mondiali in MotoGP (e altri due nella vecchia classe 250). In più si sono aggiunti i due piloti della Ducati. Ma proprio perché mancano ancora otto gare non si può dare per sconfitto il Doctor. Le sue qualifiche e l’inizio della gara in Austria hanno dimostrato che, quando ci sono le condizioni giuste, lui è ancora quello che ha vinto 7 titoli mondiali nella massima categoria (e due nelle classi inferiori). I problemi di Marquez in questo week end hanno messo in evidenza il fatto che nemmeno lo spagnolo è immune da errori. E l’ampliarsi del lotto dei contendenti ai successi parziali può anche aumentare la pressione sul leader della classifica, che ora dovrà guardarsi da tutte le parti.

    La MotoGP è oggi la vera classe regina del motorsport mondiale?

    Il confronto è soprattutto con la Formula 1. Gli incassi del Gran Premio d’Austria di MotoGP sul Red Bull Ring di Zeltweg hanno registrato più del triplo di biglietti rispetto a quelli venduti per la corsa delle quattro ruote di qualche settimana fa: 85.000 contro 23.000. E’ indice del tramonto irreversibile del volante sul manubrio?

    ACCUSA

    In parte ciò è dovuto al fatto che il motomondiale tornava su questo circuito dopo un’assenza di 19 anni. Ma non basta per giustificare un tale distacco. Il punto è che queste corse in moto sono sempre altamente spettacolari per meriti propri. Prendiamo la gara odierna. Teoricamente due piloti avrebbero dovuto essere nettamente superiori. Però per almeno un quarto di gara sono stati attaccati e passati dai due inseguitori. E anche quando i due della Ducati hanno preso il vantaggio, tra loro c’è stata incertezza fino all’ultima curva. In MotoGP ad ogni gara possono vincere in cinque o sei. I rovesciamenti di fronte sono continui.

    E in Formula 1? Quante volte dopo la prima curva è già finito tutto e la vera lotta è restare svegli davanti al televisore? Quante volte si passa più tempo a parlare della commissione censura sulla radio dei box o di quanti giri devono fare le gomme, invece di quello che accade tra i piloti? Per quanto tempo le riprese televisive (sconclusionate) inquadrano i box al posto della pista? Da quanti anni ormai la Formula 1 è diventata un porno per ingegneri e per azzeccagarbugli, un pallido ricordo del grande spettacolo di un passato lontano? Da quanti anni i sorpassi sono diventati merce rara, al punto da dover applaudire Lewis Hamilton quando decide di tirare la staccata alla safety car? Osservazione banale banale: in MotoGP i piloti si sorpassano sempre e non vanno mai ai box. In Formula 1 sono sempre ai box e non si sorpassano mai. Il pubblico aumenta nella MotoGP e fugge dalla Formula 1. Fate 2+2.

    DIFESA

    Il ritorno a Zeltweg dopo quasi 20 anni pesa eccome. E’ indubbio che le gare di MotoGP siano altamente spettacolari e incerte fino all’ultimo. Però l’impatto della Formula 1 resta superiore. Il calo degli ultimi anni non si può nascondere, tuttavia il punto più basso ormai è stato superato. Nonostante negli ultimi tre anni ci sia una squadra dominante e inattaccabile, l’incertezza tra i due piloti della Mercedes rende vivo il campionato. Del resto tante volte in passato c’è stata una macchina superiore che faceva il vuoto, basta ricordare gli anni di Schumacher alla Ferrari: lì non c’era nemmeno il duello in casa. Poi è migliorato anche il rumore dei motori ibridi rispetto ad un anno fa. L’ascendente popolare e mediatico della massima categoria dell’automobilismo è ancora il principale, sebbene appannato.