MotoGP Austria 2016: le pagelle da 10 a 0

Vediamo insieme le pagelle della gara della MotoGP Austria 2016. Entusiasmante la Ducati per la doppietta al Gran Premio d'Austria.

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    Qualcuno potrebbe parlare di vittoria annunciata, ma la vita reale non è mai così facile. Quindi giù il cappello davanti alla Ducati per la doppietta al Gran Premio d’Austria. Gara estremamente combattuta e all’inizio anche sofferta, perché le due Yamaha sono partite a razzo. Ma poi la superiorità delle moto di Borgo Panigale si è fatta sentire. Tuttavia, anche se sono state quasi sempre in testa, non si può parlare di dominio assoluto, perché Lorenzo e Rossi erano sempre a tiro. Piuttosto si può parlare di superiorità totale di Ducati e Yamaha nei confronti di tutti gli altri. Marquez può ritenersi tutto sommato fortunato, per come si erano messe le cose sabato. Allora passiamo alle pagelle di piloti e team dopo questo appassionante Gran Premio sul tracciato di Zeltweg.

    VOTO 10: DUCATI

    Voto scontato ma come potrebbe essere altrimenti? Il fatto che alla vigilia tutti dessero per favorite le moto italiane non rende meno importante il risultato. Pole position, doppietta e giro più veloce. Sembrerebbe stato facile ma non è così, perché le Yamaha hanno combattuto con le unghie e con i denti, creando qualche grattacapo. Ma tutto il team di Borgo Panigale ha lavorato duramente per arrivare a questo punto. Ora la squadra italiana ha raccolto quanto ha seminato: il massimo, la prima vittoria dal 2010. Due medaglie d’oro.

    VOTO 10: ANDREA IANNONE

    Il vincitore merita sempre il massimo voto. Non solo Andrea Iannone ha vinto la corsa, ma ha anche conquistato la pole position e ha pure messo a segno il giro più veloce. E non è stato facile. Nella fase concitata dei primi giri, quando si è trovato davanti prima Rossi, poi Lorenzo e infine Dovizioso, non si è perso d’animo. Ha mantenuto la concentrazione, ha tenuto duro ed è rimasto sempre lì. Poi a sette giri dalla fine la staccata-capolavoro con cui ha superato il compagno di squadra; negli ultimi giri ha conservato il controllo necessario per rintuzzare gli attacchi dello scatenato Dovizioso, il quale non ha mai mollato. Forse per Iannone è anche merito della scelta tattica di montare gomme morbide, unico a farlo. Ma la sua vittoria deriva soprattutto da “guts”, come direbbero gli americani. Loro intendono fegato (anche se letteralmente si tratta delle viscere). Noi italiani ci riferiamo ad un’altra parte del corpo, tutta maschile, un po’ più in basso. Voto 10 e magari mettiamoci anche la lode.

    VOTO 9: ANDREA DOVIZIOSO

    Non prende il 10 solo perché non ha vinto lui, però Andrea Dovizioso ha disputato, come il compagno di squadra, tre giornate perfette. Combattivo fino dalle prime prove libere. Mai una sbavatura, sempre al massimo, nei limiti di quanto consentivano le gomme. In gara anche lui non ha perso la testa nei primi giri, quando le Yamaha sembravano velocissime e per un po’ hanno pure trovato la prima posizione. Ma poi il pilota della Ducati ha cominciato a macinare giri veloci e ha recuperato il comando. C’è voluto un Iannone superlativo, probabilmente avvantaggiato dalle gomme morbide quel tanto che bastava per trovare quel piccolo spunto in più per sopravanzare il compagno. Dovizioso merita certamente l’onore delle armi.

    VOTO 8: JORGE LORENZO

    Nelle prove libere e nelle qualifiche Jorge Lorenzo sembrava sparito, in ombra di fronte alle tremende Ducati e ad un Rossi che sembrava molto più in palla di lui. Ma quando contava è venuto fuori alla grande, raccogliendo tutto quello che oggi era possibile. Addirittura si è preso il lusso di stare per un po’ in testa nei primi giri. Poi, quando le Ducati sono andate via, ha tenuto dietro con autorità Rossi, il quale le ha provate tutte ma non è riuscito a raggiungere le ruote del compagno di squadra. Un 8 meritato.

    VOTO 7: VALENTINO ROSSI

    Il Doctor ha fatto ricorso a tutta la sua scienza ma contro queste Ducati c’era poco da fare. Ha sofferto molto nelle prove libere, poi in qualifica un guizzo che gli ha permesso d’infilarsi tra le due moto italiane ha fatto ricordare che Vale è sempre in grado di affondare il bisturi. La partenza lo ha visto leggermente in affanno nei primi metri, dove aveva perso un paio di posizioni. Ma dopo la prima curva ha rimesso le cose a posto e poi si è anche trovato in testa, seppure brevemente. Tuttavia col passare dei giri ha progressivamente perso la prestazione e Lorenzo lo ha superato, senza che riuscisse poi a recuperare. In realtà sarebbe da 8 anche lui, però sul podio è salito il compagno.

    VOTO 6: MAVERICK VIÑALES

    Sebbene sia arrivato dopo Marquez, Maverick Viñales ha il merito di aver movimentato le prove, chiudendo in testa dopo la prima sessione di libere. Anche nei turni successivi ha sempre piazzato tempi interessanti, nonostante la sua Suzuki soffrisse molto rispetto a Ducati e Yamaha. In gara ha fatto quello che ha potuto e alla fine è riuscito a rosicchiare qualche punto a Dani Pedrosa.

    VOTO 5: MARC MARQUEZ

    Per la resistenza al dolore sarebbe da 10, però ha commesso un errore molto grave, che avrebbe potuto fargli pagare un prezzo ben superiore. Fin da venerdì Marc Marquez è apparso in difficoltà, mentre per esempio le Yamaha qualche pensierino alle Ducati sono riuscite a darlo. Perfino Viñales era più in palla di lui. Poi sabato, nella terza sessione di libere, il fattaccio. Alla staccata della curva 3 è arrivato lungo, molto lungo, troppo lungo. Davanti a lui c’era il compagno alla Honda Dani Pedrosa, molto lento all’ingresso. Per evitare la collisione il leader della classifica ha inchiodato alla disperata e cercato di scartare, però a quel punto la moto non ne ha voluto sapere. Spalla dislocata, molto dolore, ma lui stoico ha fatto il possibile nelle qualifiche. Il quinto posto finale in gara è oro.

    VOTO 4: DANI PEDROSA

    Gara anonima che più non si potrebbe. Ha sofferto molto più degli altri, considerando che ha la stessa moto del leader del mondiale. Solo una volta in top ten nelle prove, cominciate molto male con una caduta; per miracolo è arrivato settimo in gara, e forse gran parte del merito va alla moto.

    VOTO 3: JACK MILLER

    Dispiace quando un pilota si fa male e gli auguriamo di rientrare al più presto nella miglior condizione. Tuttavia cadere tre volte in un week end è un po’ troppo. Sarà anche banale dirlo, però più spesso si finisce per terra, più sono alte le probabilità di rompersi qualcosa. Alla terza volta, domenica mattina nel warm up, Miller si è fratturato un polso ed una vertebra. I rischi in più si devono correre al momento giusto e solo se ne vale veramente la pena.

    VOTO 2: STEFAN BRADL, ALVARO BAUTISTA, YONNY HERNANDEZ E CAL CRUTCHLOW

    Questi quattro piloti, oltre ad Hector Barbera, hanno anticipato la partenza. Bricconcelli, non si può fare. Puniti con il ride-through. Loro quattro hanno scontato la penalità, Barbera no. Ecco perché hanno un voto leggermente migliore. Pessima giornata per l’Aprilia, che ha inoltre mandato una segnalazione errata sul cruscotto di Bradl, facendolo rientrare al box una volta in più.

    VOTO 1: HECTOR BARBERA

    La colpa è soprattutto del team Avintia Racing, perché è evidente che qui c’è stato qualche problema nella comunicazione. Però l’errore all’origine lo ha commesso il pilota. Lo spagnolo è partito in anticipo, così i commissari lo hanno sanzionato. Ma non è rientrato al box per scontare la penalità, quindi gli è stata esposta la bandiera nera. Ultimo. Meritato.

    VOTO 0: DUCATI AVINTIA RACING

    Due Ducati prime, una ultima. Ma nel caso della Ducati gestita dal team Avintia Racing, la moto non c’entra. Più che il display con gli Sms in arrivo ad ottobre, forse la MotoGP dovrebbe meditare sull’introduzione della radio oppure proseguire con i cartelli alla vecchia maniera. Viene alla memoria Nigel Mansell, quella volta in cui gli esposero la bandiera nera, lui non rientrò e andò addosso alla monoposto di Ayrton Senna, poi disse che non l’aveva vista (intendeva la bandiera, perché la macchina del brasiliano la centrò benissimo). Chissà. In ogni caso, quando si tratta di gestione delle questioni regolamentari e delle comunicazioni, la responsabilità è sempre del team. Hector Barbera ha anticipato la partenza, e qui è stata colpa sua. Però non averlo fatto rientrare per scontare la penalità è grossa. La bandiera nera esposta per squalificare il pilota, avrebbero dovuto duplicarla dentro il suo box.