MotoGP Austria 2017, il processo al Gran Premio del Red Bull Ring

Il processo del Gran Premio disputato in Austria 2017. Le curiosità, accuse e difese dopo la gara della MotoGP al Red Bull Ring. Chi mettiamo sul banco degli imputati? Valentino Rossi paga una giornata incolore.

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    MotoGP Austria 2017, il processo al Gran Premio del Red Bull Ring

    Il processo al Gran Premio MotoGP Austria 2017 disputato al Red Bull Ring. La gara è stata vinta da uno straordinario Andrea Dovizioso. Il Ducatista è riuscito a battere Marc Marquez dopo un lungo corpo a corpo. Un risultato importantissimo che lo proietta al secondo posto in classifica generale a -16 dalla spagnolo della Honda. Ora, quando mancano sette gare al termine della stagione, potrebbe essere proprio “DesmoDovi” il grande antagonista del campione del mondo in carica.

    Sul banco degli imputati del Red Bull Ring è finita la Yamaha, in difficoltà sul tracciato austriaco. Maverick Vinales ha chiuso al sesto posto, mentre Valentino Rossi non è andato oltre al settimo posto. Di seguito il nostro processo con le accuse e le difese per i casi più scottanti del fine settimana.

    Dovizioso vince ancora, è l’anno buono per il titolo?

    ACCUSA: Dovizioso si è aggiudicato in Austria la terza vittoria stagionale, quinta da quando corre in MotoGP. Il pilota italiano ha corso come un leone rispondendo, colpo su colpo, agli affondi di Marquez. Nell’ultima curva, quando lo spagnolo è entrato in un punto impensabile, Dovi ha resistito e vinto il GP. Ora è secondo a -16 dalla vetta. Con 175 punti a disposizione, tutto può ancora succedere. In passato è stato spesso accusato di essere un “ragioniere” in pista, quest’anno non calcola più e dà gas. Avrà però la forza di lottare fino alla fine contro il funambolico Marquez?

    DIFESA: Al Red Bull Ring il pilota italiano ha dimostrato di crederci veramente al titolo mondiale. Ad inizio anno doveva essere silurato dalla Ducati, poi ha accettato il rinnovo al ribasso offerto dalla Casa di Borgo Panigale e ha iniziato a spingere. Tre gare vinte – lo stesso numero di vittorie di Marquez e Vinales – e diversi buoni risultati. Vedremo a fine anno una favola sportiva simile a quella del Leicester, campione della Premier League 2016 o di Jenson Button campione del mondo della F1 2009? Dovi è il primo a crederci.

    Marquez è di un’altra categoria, chi riuscirà ad ostacolarlo?

    Motorcycling Grand Prix of Austria

    ACCUSA: Marc Marquez ha tirato fuori l’ennesima prova da campione assoluto. Lo spagnolo, seppur sia il leader del mondiale e con le Yamaha in difficoltà, avrebbe potuto accontentarsi dei 20 punti del secondo posto ed invece ci ha provato fino alla fine, rischiando anche di cadere, pur di vincere e battere Dovizioso. La sua prova è stata straordinaria – al pari di quella di Dovizioso – e lo spettacolo offerto è stato incredibile. Nella classifica generale ha messo altri due punti tra sè e la concorrenza portando il vantaggio sul primo inseguitore da 14 a 16 punti. Chi riuscirà ad ostacolarlo da qui a fine stagione?

    DIFESA: Marquez, nelle ultime cinque gare, ha collezionato due vittorie, due secondi posti e un terzo posto finale. Grazie a questi risultati è riuscito a rientrare, e successivamente allungare nella corsa al titolo. Pensare che il mondiale sia già assegnato è però un errore e lui lo sa bene. Troppi punti sono ancora da assegnare, troppe volte abbiamo visto moto e team andare in difficoltà per pensare che la Honda e Marquez riescano ad essere sempre i migliori da qui a fine stagione. Va anche detto che la concorrenza, sopratutto le Yamaha, devo però darsi una mossa se vogliono quantomeno provarci fino alla fine e non alzare bandiera bianca già a fine estate.

    Yamaha in difficoltà, colpa di Valentino Rossi?

    Motorcycling Grand Prix of Austria

    ACCUSA: La Yamaha, dopo Jerez e Barcellona, ha steccato anche la gara del Red Bull Ring. Vinales ha chiuso sesto, Valentino Rossi addirittura settimo con entrambi i piloti ufficiali battuti dal rookie Johann Zarco (in pista con una Yamaha 2016 della Tech3). Nelle ultime cinque gare stagionali sono arrivate una vittoria (Rossi ad Assen) e un terzo posto di Vinales a Brno. Troppo poco per una squadra che ambisce a vincere titoli a fine mondiale. Ad inizio anno la M1 sembrava imbattibile. Vinales vinceva tre delle prime cinque gare e la moto giapponese era la più guidabile del lotto. Poi è stata presa un’altra direzione. Sono arrivati nuovi pezzi da provare per migliorare ancor di più la moto in determinate situazioni. Il risultato è stato finora negativo con la M1 che non riesce più ad essere competitiva in gara. Valentino Rossi, durante il weekend austriaco, ha scherzato dicendo che è diventato il collaudatore di Vinales e che ha tanta esperienza per capire come sviluppare la moto al meglio rispetto al suo giovane collega. Visti i risultati in pista, la colpa di questa debaclè è dunque di Valentino?

    DIFESA: Ad inizio anno, quando vinceva Vinales, Rossi si lamentava. Le brutte prestazioni a Jerez e Barcellona avevano preoccupato il box giapponese che era corso subito ai ripari. Da quel momento, la casa di Iwata sembra essere entrata in un vortice. La moto è abbastanza veloce sul giro secco, dimostra di aver sempre un ottimo potenziale sul ritmo-gara nelle prove libere, ma poi non riesce ad uscire fuori alla distanza in gara. I due piloti, dopo il GP d’Austria, hanno dato la colpa alla gomma posteriore, deteriorata dopo una decina di giri. Valentino Rossi ha spiegato che il bandolo della matassa è trovare i giusti accorgimenti con l’elettronica. Il problema è solo quello o c’è dell’altro? Vinales è passato da essere un “alieno”, capace di salire sulla M1 e vincere subito, ad essere un pilota che non vince più un GP da sei round. Lo spagnolo non è convinto della moto attuale e vorrebbe riavere quella d’inizio anno. Riuscirà la Yamaha a tornare competitiva? Vinales ha un ritardo di 24 punti da Marquez, mentre Rossi è a -33. Senza un errore del campione del mondo in carica, sarà dura, durissima però sette gare sono veramente tante e la Yamaha ha il potenziale economico e sportivo per crederci ancora.