MotoGP Brno 2017 le pagelle da 10 a 0: Marc Marquez, laurea con lode

Marc Marquez ha dominato la MotoGP Brno 2017 anche in condizioni avverse, indovinando la tattica dove gli altri sono andati in pallone. Le pagelle da 10 a 0 della gara

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    MotoGP Brno 2017 le pagelle da 10 a 0: Marc Marquez, laurea con lode

    Mentre la carovana si trova già in viaggio dalla Moravia alla Stiria (per modo di dire, poiché prima ci sono i test ancora a Brno), verso Zeltweg dove il prossimo weekend si correrà il Gran Premio d’Austria, la MotoGP Brno 2017 ha emesso i suoi verdetti. Super Marc Marquez, il quale allunga sensibilmente in classifica. Non si può certo dire che abbia messo le mani sul campionato, però è un altro tassello verso la costruzione di una nuova iride. E una decisa dimostrazione di forza e intelligenza tattica. Molti errori nel lotto, più o meno gravi. Allora proviamo a dare come di consueto le pagelle da 10 a 0 alla MotoGP.

    10 – ANGEL NIETO

    Non è un voto a lui e non vogliamo certo mancargli di rispetto. Al contrario: scegliamo questa occasione per rendere omaggio al grande campione, morto in ospedale ad Ibiza proprio mentre a Brno ci si stava preparando al weekend mondiale. Un po’ come hanno fatto i team, che hanno applicato sui cupolini delle moto un adesivo col celebre “12+1″, espressione coniata dal superstizioso Nieto per evitare di rispondere “13″ a chi gli chiedeva quanti titoli mondiali avesse vinto. La MotoGP di oggi gli deve moltissimo, anche e soprattutto per ciò che ha fatto dopo il suo ritiro dalle corse. Angel Nieto mancherà a noi e a tutti gli altri amanti delle competizioni motoristiche, di qualsiasi categoria e livello.

    10 – MARC MARQUEZ

    Che altro voto si può dare a uno che pur sbagliando riesce a vincere con distacco? Senza contare che è stato veloce, il più veloce di tutti, in quasi tutte le sessioni del weekend. Ha tentato un azzardo scegliendo di partire con la gomma posteriore rain morbida, puntando su una persistenza del bagnato per almeno quattro giri; invece già dopo mezzo giro si è trovato in grosse difficoltà, perché l’asfalto si stava asciugando più rapidamente del previsto. Qui è emersa una delle tante virtù che differenziano il pilota semplicemente veloce dal campione: il rapido adattarsi alle circostanze. Come il mitico box Ferrari dei tempi di Schumacher, Marc Marquez ha mutato la tattica al volo, decidendo di rientrare subito al secondo giro. E ha saputo gestire la situazione con la massima saggezza subito dopo, mentre girava con le slick quando la pista non era ancora completamente asciutta. Due giri dopo ha raccolto quanto seminato, facendo il vuoto; infine negli ultimi giri è rimasto abbastanza freddo per resistere alla tentazione di continuare a tirare vedendo il recupero furioso di Pedrosa, amministrando invece il vantaggio senza rischiare. Perfetto.

    9 – HONDA TEAM REPSOL

    Non è solo l’intuizione di Marquez. Nel suo team sono stati bravi o saggi ad aver tenuto pronta la seconda moto del’iridato già in tempo per la partenza, così Marc ha potuto cogliere i benefici del suo cambio di strategia. E non dimentichiamo la doppietta della Honda Team Repsol, perché hanno fatto le cose per bene anche con Pedrosa, mettendolo in grado di arrivare alle spalle del leader mondiale. Impeccabili.

    8 – DANI PEDROSA

    Ha ottenuto il massimo possibile date le circostanze, incamerando punti preziosi e il 150° podio in carriera. Per vincere avrebbe dovuto osare di più, come ha fatto Marquez, entrando un giro prima. Facile dirlo seduti in poltrona. Dani Pedrosa ha scelto di non rischiare ed è stato premiato con un piazzamento onorevole. Eccellente.

    8 – CAL CRUTCHLOW

    Non è tanto per il suo piazzamento in gara, un quinto posto peraltro ottimo. Ma per la decisione che ha preso sabato di tornare in sella per prendere parte alla FP4 e poi alle qualifiche contro il parere dei medici, nonostante ci fosse il dubbio di un infortunio alla schiena in seguito alla caduta della mattinata a causa dell’olio perso da Bautista (su cui era scivolato anche Marquez). La commissione medica lo aveva dichiarato “fit”, idoneo, però voleva attendere i risultati della radiografia, che tardavano ad arrivare. Ma il pilota britannico della Honda LCR non ne ha voluto sapere di perdere il turno di prove. “Io sono un pilota e voglio correre”. Ardimento e sprezzo del pericolo. Cal Crutchlow merita il massimo rispetto. Per la cronaca, gli esami successivi hanno confermato che è tutto a posto.

    8 – DORNA

    E il suo boss Carmelo Ezpeleta. Per la decisione di far osservare dopo il warm up un minuto di silenzio in memoria di Angel Nieto con tutti i piloti e il personale dei team schierati sul traguardo. Era un atto doveroso quello della Dorna, certo. Ma nel generale mondo di oggi, spesso cinico oltre i limiti della decenza, queste cose non vanno mai date per scontate.

    6 – MAVERICK VIÑALES

    Il podio gli va largo. L’unico momento di brillantezza in tutto il weekend è stato quello d’infilarsi dietro Jorge Lorenzo e seguire la sua Ducati ai box per il cambio moto, evitando di fare un giro di troppo come Rossi. Questo gli ha regalato il terzo posto. Ma durante tutte le sessioni di prove e nelle qualifiche è stato un lamento incessante, continuava a ripetere fino alla noia che non trovava il feeling con la sua Yamaha. Maverick Viñales lo ha trovato di colpo in tempo per la gara. Almeno è stato onesto da ammetterne il motivo: ha copiato il setup di Valentino.

    6 – VALENTINO ROSSI

    Il quarto posto non è certo un risultato all’altezza del campionissimo. Soprattutto dopo la velocità mostrata in qualifica, praticamente al livello di Marquez. Ma è stato molto grave l’errore nella tattica del rientro ai box. La squadra ha dichiarato che sono stati loro a richiamarlo in quel momento, però il Doctor ha onestamente detto che la colpa va ripartita al 50%. Poi ha rimediato da par suo nel resto della gara, momenti di puro Valentino Rossi d’annata che lo hanno fatto risalire al quarto posto. Ma non si può definire un risultato positivo.

    5 – YAMAHA TEAM MOVISTAR

    Lo hanno ammesso: non erano pronti. Hanno atteso troppo per decidere quando richiamare i piloti, dicono che quando Marquez aveva già fatto la sosta loro stavano ancora valutando la situazione. Così alla Yamaha Team Movistar si sono giocati la possibilità d’inseguire il leader. E sono stati pure fortunati per essere saliti sul podio. Insufficiente.

    5 – ANDREA DOVIZIOSO

    Così come la Yamaha, anche in casa Ducati hanno sbagliato sia in pista che nel box. Andrea Dovizioso aveva preparato con cura la gara e avrebbe potuto giocarsi le sue cartucce in una giornata movimentata come questa. Ma anche lui, come ha ragionevolmente ammesso, ha impiegato troppo tempo ad interpretare lo stato della pista. Occasione sprecata.

    5 – JORGE LORENZO

    Discorso analogo a quello del compagno di squadra. Lo spagnolo Jorge Lorenzo si è messo più in luce nelle prove per la faccenda della nuova carena da “Formula 1″ della sua Ducati che per altro. Poi in gara il box ha fatto un pasticcio che lo ha messo fuori gioco. Incolore.

    5 – DANILO PETRUCCI

    Il settimo posto potrebbe apparire normale per il pilota della Ducati del team Octo Pramac. Tuttavia questa era la giornata giusta per inseguire un risultato importante, proprio a causa della situazione ambientale strana. Ma anche lui non ha trovato il coraggio per rientrare al momento giusto. Ha detto: “Avevo detto di voler rischiare, ma poi me la sono fatta addosso un’altra volta”. Chi non risica non rosica. Il rammarico è ancora più grande per il duello che Danilo Petrucci ha ingaggiato nel finale con Valentino Rossi, dando parecchio filo da torcere al Doctor.

    5 – ANDREA IANNONE

    La caduta durante la sosta ai box non è stata colpa sua. Ma il weekend di Andrea Iannone è stato infernale, un po’ come il resto della stagione. Anche qui, lui c’entra fino ad un certo punto. Tuttavia è un’altra gara da dimenticare. Triste.

    4 – DUCATI TEAM

    Imperdonabili. Non solo non hanno saputo leggere correttamente la situazione e richiamare i piloti al momento giusto, tanto più che loro disponevano del cruscotto “parlante”; ma nel Ducati Team hanno combinato anche un disastro durante il cambio di Lorenzo, la moto proprio non era pronta, gli hanno fatto perdere circa 15 secondi, stroncandogli la gara. Le giornate storte capitano a tutti. Ma a che serve avere la carena dell’astronave Enterprise, se poi quando serve resta ferma al box?

    3 – SUZUKI TEAM ECSTAR

    Anche escludendo la faccenda della caduta di Iannone, sono stati altri tre giorni da dimenticare per il team ufficiale Suzuki Ecstar. Una sofferenza continua, guasti e problemi vari. L’undicesimo posto di Rins è tutto ciò che hanno raccolto da Brno. Carestia.

    2 – JOHANN ZARCO E YAMAHA TEAM TECH 3

    Fra i tanti che hanno sbagliato il momento del rientro, Johann Zarco è quello che lo ha fatto in maniera più marcata. E’ stato l’ultimo a decidere di tornare al box, per aggrapparsi ad una prima posizione momentanea quanto platealmente effimera. Brutto errore, suo e del team.

    1 – ALEIX ESPARGARO

    Non c’è niente da dire: ha fatto cadere Iannone uscendo dal box. La colpa va condivisa col team che lo ha fatto ripartire al momento sbagliato, però un’occhiata indietro la poteva anche dare. Penalità sacrosanta. Aleix Espargaro si è scusato dopo la gara. Ma intanto il danno è fatto, dicevano Aldo, Giovanni e Giacomo in uno dei loro film.

    0 – APRILIA TEAM GRESINI

    Sempre per la faccenda Aleix Espargaro-Iannone. Sbagliare il momento in cui far ripartire il pilota in pit lane può provocare conseguenze molto gravi. I piloti in moto non sono certo protetti come quelli delle auto. Spiace per un team italiano, ma la penalità alla Aprilia Team Gresini è stata giusta. Queste cose possono fare male alle persone, fisicamente.