MotoGp Catalunya 2010: Lorenzo il Magnifico sbanca il Montmelò, ma gli avversari incalzano!

Settima puntata del Mondiale MotoGp al Montmelò di Barcellona per il Gp della Catalunya, dominato da Lorenzo anche grazie alle disavventure dei sui inseguitori, con Dovizioso che cade inopinatamente quando era secondo, Pedrosa che infine giunge secondo al suo posto, e Stoner che sbaglia al sesto giro finendo comunque buon terzo

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    Il settimo interessante e solo apparentemente scontato episodio di questa comunque stimolante Saga MotGp 2010, andato in onda qui dal bel circuito del Montmelò di Barcellona, uno dei migliori e più veloci ormai rimasti in Europa nel calendario del Mondiale Velocità – vera perla tra i tanti ridicoli kartodromi che ormai da tantissimi anni lo affliggono – ed oggi reso letteralmente torrido da una temperatura caldissima, ha visto l’esaltante galoppata di un Lorenzo devastante, semplicemente inarrestabile ed inappuntabile, perfetto e velocissimo come sempre quest’anno nella sua azione risoluta e straordinariamente efficace, dominando la corsa dal primo giro fino all’ultimo con una facilità desarmante e centrando la sua terza vittoria consecutiva, nonchè quinta stagionale.

    Quello che invece non era affatto scontato accadesse, è invece quello effettivamente avvenuto alle sue spalle, ovvero gli evidenti segni di risveglio dei suoi avversari, con un Pedrosa assolutamente superbo che ha rimediato al clamoroso errore commesso proprio alla prima curva con una gara velocissima tutta in recupero che lo ha portato infine ad un nuovo secondo posto, una volta che l’altrettanto sorprendente Dovizioso scivolasse inopinatamente a dieci giri dalla fine dopo una corsa splendida, spesa costantemente alle calcagna del battistrada, mentre anche Stoner – finito comunque di nuovo sul podio – si produceva in uno sforzo gigantesco per tenere il passo dei due fuggitivi, vanificato poi da un brutto largo già alla sesta tornata che purtroppo ha significato la precoce fine ogni sua legittima pretesa sulla Vittoria finale.

    La lepre Lorenzo, ormai Campione del Mondo, è in fuga, ma i cani dietro di lui stanno prendendo velocità: attento, Jorge!

    Infatti, sebbene il Campione Majorchino abbia ancora una volta recitato il suo copione alla perfezione, senza nemmeno una sbavatura, oggi la recita annunciata facile e scontata come al solito avrebbe potuto essere ben diversa, SE gli altri attori protagonisti avessero goduto di maggior fortuna.

    Ovviamente, di questo lo spagnolo NON ha proprio alcuna colpa, se non quella di essere stato come sempre fin troppo perfetto………..:)

    Alla fine dei giochi, però, quello che in effetti conta è il fatto che Jorge abbia colto la sua terza vittoria consecutiva di cinque in totale su appena sette gare, con l’en plein dei podi e due secondi posti come peggiori risultati, lasciando per strada appena dieci punti sul massimo teoricamente conquistabile, avendone in carniere infatti adesso 165 su 175.

    Impressionante!

    Parlando sempre di statistiche, ma in prospettiva storica, con questo successo catalano la Yamaha guida ora la classifica delle Case col maggior numero di Vittorie nell’Era MotoGp a 4 tempi con un totale di 57, mentre personalmente Lorenzo con questo ennesimo trionfo stagionale ha completato una striscia vincente di tre successi consecutivi (impresa peraltro riuscitagli anche in 250), in questo caso partendo sempre dalla pole quale ad un rider della Casa dei Tre Diapason non capitava dagli ormai lontanissimi tempi di Eddie Lawson nel 1986.

    Parlando appunto degli altri protagonisti della giornata, secondo me oggi sono stati appunto evidenti i loro progressi nella caccia al fuggitivo Lorenzo, pur fermo restando il fatto che il Titolo sia ormai per loro certamente PERSO, ed ormai assolutamente al sicuro nella teca del Campione Majorchino.

    In effetti tutti questi, Pedrosa in primis, già con un errore grave alla primissima curva, dovuto alla foga eccessiva, poi Stoner, vittima di un altrettanto clamoroso largo al sesto giro, ed infine Dovizioso, fedele ombra del battistrada per tante tornate, ma poi scivolato tutto sommato banalmente a dieci tornate dalla fine, sono stati ritardati – o purtroppo eliminati, nel caso di Andrea – da errori tutto sommato evitabili e non provocati, senza i quali oggi forse la corsa avrebbe anche potuto finire diversamente.

    Quindi, possiamo ben dire come questa volta a Jorge sia andata assai bene, quasi di lusso malgrado la sua corsa virtualmente perfetta, ma che i suoi sempre più agguerriti inseguitori abbiano ormai ridotto di molto il gap, e gli siano ormai quasi addosso.

    Alla fine il podio è risultato del tutto casualmente, salvo il primo posto quasi mai in discussione, del tutto identico a quello di Assen di appena sette giorni fa, con ancora una volta Pedrosa che sul traguardo ha colto il massimo possibile per lui attualmente, ovvero il secondo posto, anche se ovviamente aiutatissimo dall’uscita di Dovizioso, che altrimenti non sarebbe ben probabilmente mai riuscito a raggiungere.

    Vista però la sua brillantissima vittoria in solitaria colta proprio qui nel 2008, battendo nettamente Rossi e Stoner, cosa sarebbe riuscito a fare oggi Dani, se gli fosse riuscita una delle sue solite partenze a razzo, proprio quale gli stava quasi riuscendo oggi?

    Quasi certamente, avremmo assistito ad una replica della corsa di Jerez 2010, con il piccolo catalano in fuga per tutta la gara, MA stavolta che potesse finire con lo stesso finale – cioè con Pedrosa alla fine raggiunto e superato dal connazionale proprio nel finale – non era affatto scontato.

    Purtroppo per lui, come già detto Dani ha abdicato alla Vittoria già alla primissima curva, quando per la eccessiva foga (unita alla gomma ancora fredda) non è riuscito a frenare e dunque a curvare, finendo largo e perdendo tantissimo tempo.

    Tutta la restante parte della gara dell’alfiere HRC è stata semplicemente velocissima, anche se per finire secondo, tagliando il traguardo 4,7 secondi dopo Lorenzo, ha avuto bisogno degli errori di chi lo precedeva, ovvero prima il brutto largo di Stoner, poi l’ancor più grave goof del team mate, finito ingloriosamente a gambe all’aria dopo una corsa comunque semplicemente straordinaria.

    In ogni caso, con questa brillante seconda piazza d’onore consecutiva, Pedrosa si conferma di gran lunga il più consistente e temibile rivale di Lorenzo in pista come in classifica, distandone ora 52 punti.

    Un distacco, quindi, equivalente a più di due interi GP, ovvero qualcosa di praticamente incolmabile, non tanto in assoluto, MA per l’attuale equilibrio, o per meglio dire, assoluto sbilanciamento, delle forze in campo.

    Il cammino mondiale certamente è ancora lunghissimo, con ben 11 prove ancora da disputare e relativi 275 punti ancora teoricamente assegnabili, ma con questo fortissimo Jorge ben assettato sulla moto migliore sulla piazza, occorrerebbe che gli capitasse davvero un grosso guaio perchè questo già enorme vantaggio – sia in assoluto, ma specialmente dopo appena sette appuntamenti iridati – non gli fosse abbondantemente sufficiente per la Vittoria Finale.

    Anzi, il trend attuale è per un ovvio e costante incremento del bottino dell’alfiere Yamaha, con probabile Record Assoluto di Vittorie anche col rientro di Rossi, a Brno o più probabilmente dopo.

    Il secondo protagonista dell’odierno vano inseguimento a Lorenzo, ormai lontanissimo nel punteggio ma apparso oggi ben più battibile che in passato è stato certamente Stoner, ovvero colui che per Classe e indubbie capacità risulti tutt’ora il solo che secondo me possa davvero contendere qualche successo isolato a Jorge, certo non ai fini della Vittoria Finale, ma almeno per impedirgli il prestigioso hat trick del Record Assoluto di Vittorie nella Classe Regina.

    Anche oggi Casey è andato vicino a riuscirci, BEN più di quanto possa dire un frettoloso esame della gara: infatti, l’australiano aveva sicuramente il passo giusto per stare con Dovi ed il battistrada fino alla fine, per poi giocarsela con loro alla pari nelle ultime tornate.

    L’alfiere Ducati sembra progressivamente, gara dopo gara, ritrovare fiducia sia in se stesso che nella sua moto, ed in particolare su quell’anteriore della Desmosedici un tempo granitico, ma negli ultimi tempi fonte di problemi inenarrabili.

    Oggi, ripeto, senza l’inopinato largo al sesto giro, Casey se la sarebbe giocata perfettamente alla pari con Andrea e Jorge per la vittoria finale.

    Anche così, comunque, il suo secondo podio consecutivo non può che contribuire al parziale restauro del suo morale (anche se egli si è detto ancora deluso del risultato odierno) ed incidentalmente della sua situazione nella graduatoria parziale, che lo sta vedendo pian piano uscire dalle zone basse per posizionarsi, sia pure troppo lentamente, verso posizioni più decorose.

    Come ho già detto, verra presto il giorno in cui tutto finalmente quadrerà, sia nella testa dell’asso australiano, che nella sua scarlatta cavalcatura, sempre tuttavia nettamente inferiore non solo alla inarrivabile M1, ma anche alla attuale ultracompetitiva RC212V, che ormai come prestazioni la sta quasi raggiungendo, come del resto dimostrato puntualmente anche oggi dalle prestazioni della coppia HRC e pure, incidentalmente, di DePuniet, oggi brillantissimo quarto, avendo finalmente fatto seguire una grande prestazione in gara alle solite prodezze in prova sul giro secco.

    Insomma, secondo me la prima vittoria stagionale di Stoner è più che mai nell’aria, e la vedremo, se non già al Sachsenring, comunque probabilmente entro la breve pausa estiva, ovvero a Laguna Seca.

    Il terzo grande inseguitore di Lorenzo oggi, e sicuramente il più meritevole, almeno fino alla caduta che lo ha purtroppo messo precocemente fuori gioco, prima di potersela giocare nel finale col Campione majorchino in un probabile, appassionante dogfight, è stato indubbiamente un grandissimo Dovizioso, capace di stare agevolmente incollatissimo alla ruota posteriore di Lorenzo per buona parte della gara, e perfino di precederlo brevemente al quarto giro.

    Non per nulla, oggi il Forlivese si è detto comunque contento per l’andamento della gara, pur purtroppo finita lasciandolo a bocca asciutta di punti – e questo suo stop, in effetti, potrebbe avere delle pesantissime conseguenze per la sua fin qui impeccabile rincorsa al secondo posto finale – molto probabilmente perchè Andrea si è reso finalmente conto di avere nel polso destro E pure sotto al sedere (ovvero una Honda assolutamente competitiva, ed arrivata quasi alla pari con l’M1) le armi giuste per combattere ad armi pari, e fin’anco a sconfiggerlo, il fin qui inarrivabile Jorge.

    Quindi, nonostante l’apparente disastro odierno, Dovi non deve assolutamente scoraggiarsi nè tanto meno mollare la presa, anche se questo inaspettato DNF, arrivato inopinatamente proprio quando stava pregustando almeno un nuovo secondo posto, se non addirittura la Vittoria, sconvolge un bel pò la sua fin qui impeccabile classifica parziale, frutto di quattro podi su sette gare e una invidiabile regolarità, sconosciuta pure al suo più illustre team mate.

    La corsa per il secondo posto finale è sempre apertissima e tutt’ora alla sua portata, in quella che promette di rivelarsi la sola vera serrata lotta realmente ammirabile in questa attualmente sempre più sminuita – per tantissimi motivi come sappiamo – e derelitta MotoGp, ormai in piena crisi nera, tanto tecnica (con l’imminente e provvidenziale ritorno alla cilindrata originaria di 1000 cc) quanto soprattutto economica e finanziaria.

    Circa gli odierni comprimari, oggi messi un pò in ombra da quattro magnifici duellanti di cui sopra, e detto della bellissima gara di un finalmente efficace DePuniet, che se possibile, ha ulteriormente dimostrato la magnifica competitività attuale della RC212V pure nella sua versione Clienti (adesso finalmente aggiornata, nell’esemplare del francese come pure quella di Simoncelli oggi fuori per caduta, nel telaio e nelle sospensioni), oggi la palma della citazione speciale va senza dubbio alla risorta Squadra Rizla Suzuki in toto, oggi finalmente sugli scudi ed in luce dopo mesi – anzi, anni – di risultati miserandi e di quasi perfetta oscurità, facendo giganteschi passi in avanti…………andando indietro, cale a dire tornando alle soluzioni tecniche e telaistiche della passata stagione.

    Bravissimo l’idolo locale Bautista arrivato brillantemente quinto – di gran lunga il suo miglior risultato fin’ora in MotoGp – con la rediviva azzurrona GSV-R, sia pure di un soffio (0,2 secondi!) sul rimontante e troppo tardi risvegliato Spies, come al solito maestro assoluto nella guida con le gomme ormai finite, che nell’estremo finale si è letteralmente bevuto un comunque positivo Capirossi, attardato proprio all’ultimo dalla gomma posteriore ormai distrutta.

    Il risultato complessivo della compagine di Hamamatsu, nettamente il migliore della stagione, promette finalmente qualche buona speranza per il futuro dei fin qui completamente disillusi e scoraggiati (specie Loris, ovviamente) riders Suzuki.

    Solo ottavo oggi Hayden, davvero completamente fuori fase, fin dalle prime battute, e di nuovo assolutamente incapace di reggere il confronto col suo illustre e redivivo team mate.

    Dando un rapido sguardo alla classifica parziale, detto di Lorenzo ormai lontanissimo a 165 punti, dietro di lui troviamo ovviamente ancora la coppia HRC, con Pedrosa a quota 113 stavolta ben davanti a Dovizioso fermo al terzo posto con 91.

    Dietro gli alfieri Honda, troviamo al quarto posto appaiati Hayden e DePuniet entrambi a 69 punti, tallonati da vicino dal rimontante Stoner con 67, ora davanti allo statico Rossi sempre ovviamente a quota 61 punti.

    Alle spalle dell’urbinate, all’ottavo posto con 59 si è adesso portato un altro pilota in positivo recupero, ovvero Spies, come Casey handicappato da ben due DNF.

    Ora, il decrepito carrozzone del Mondiale Velocità si sposta sempre alla massima velocità ma ancora nella vecchia Europa, per l’appuntamento tedesco in programma già tra due settimane, ovvero nel terzo week end di Luglio, nel lentissimo e repellente kartodromo del Sachsenring, assieme a Le Mans forse la più oscena pista di tutto il Calendario Iridato.

    Senza neppure bisogno di dirlo, questa è ovviamente un traccato di nuovo massimamente favorevole alla fantastica e versatilissima M1 Ufficiale di Lorenzo, ma molto adatto anche alla veloce e maneggevole RC212V odierna, forse mai così competitiva da anni a questa parte ed ormai quasi allo stesso livello della rivale di Iwata.

    Infatti, l’anno scorso vinse Rossi di un soffio su Lorenzo, con Pedrosa terzo, mentre nel 2008 trionfò invece Stoner, qui al culmine di una fenomenale striscia di tre vittorie consecutive in quella stagione, pur su una moto supremamente inadatta per le sue intrinseche caratteristiche a questo indegno tracciato, corto, lentissimo e senza un vero rettilineo.

    Come forse ricorderete, l’anno ancora prima, nel 2007, qui vinse Pedrosa molto fortunatamente, approfittando del famosissimo, storico disastro Bridgestone che massacrò tutti coloro che correvano con queste coperture – tra cui ovviamente Stoner, peraltro già ormai ben primo in Classifica e destinato a trionfare quell’anno con 10 Vittorie all’attivo su 17 – e del concomitante ritiro di Rossi.

    Dunque, esattamente come in Catalunya, anche qui negli ultimi tre appuntamenti tedeschi hanno vinto alternativamente Rossi, Stoner e Pedrosa e, proprio come al Montmelò, sembrerebbe proprio arrivato il turno di un certo Lorenzo a conquistare il Sachsenring………..:)

    E’ appunto quello che vedremo tra appena due settimane – mentre questo stesso week end avremo l’attesissimo ed assolutamente imperdibile appuntamento della WSBK a Brno – con una nuova appassionante sfida tra questi tre mirabili duellanti, assente forzato ancora l’urbinate – che se volesse davvero forzare qui un rientro assolutamente prematuro e nefasto, come si vocifera in questi giorni, commetterebbe un vero e proprio SUICIDIO, perchè anche una semplice scivolata, come giustamente dice anche il Dottor Costa, ne troncherebbe PER SEMPRE la carriera: se vuole proprio commettere hara-kiri, faccia pure………..:) – e quindi non prendete assolutamente impegni per domenica 18 Luglio, ed appuntamento certo ed irrinunciabile di mezza estate in Terra Germanica per la nuova eccitante puntata di questa insolita ma comunque interessante avventura Mondiale MotoGp 2010!.

    DONOVAN