MotoGp Catalunya 2012: Lorenzo batte Pedrosa, su Stoner l’ombra HRC

Quinta puntata della MotoGp al Montmelò di Barcellona, con Vittoria di Lorenzo su Pedrosa ed uno strepitoso Dovi che batte al fotofinish uno stranamente lento Stoner

da , il

    Jorge Lorenzo  Catalunya 2012

    La quinta insolita puntata di questa sorprendente ed enigmatica Saga MotoGp 2012, andata in onda qui dal magnifico circuito del Montmelò di Barcellona, ha visto un Lorenzo ancora virtualmente perfetto battere agevolmente nel finale la sua vittima prediletta Pedrosa, pur battistrada per gran parte di gara, mentre dietro alla coppia di testa uno Stoner stranamente lento non ha nemmeno potuto difendersi efficacemente ed acchiappare il terzo posto andato di un’inezia in un drammatico finale di gara ad un Dovizioso velocissimo ed in grande spolvero che centra il suo primo Podio stagionale per il Team Tech3.

    Dietro a Stoner troviamo poi Cruchlow – che per la terza volta consecutiva perde il confronto col più forte team mate – e Bautista sesto a precedere agevolmente l’ex pilota, tornato come avevo facilmente previsto ai suoi valori abituali, ovvero un settimo posto ottenuto sicuramente grazie anche alle ormai perpetue disavventure di Spies che ha rovinato per l’ennesima volta con le sua mani una possibile gara da Podio finendo clamorosamente fuori strada appena alla seconda tornata mentre tentava di superare Lorenzo per la seconda posizione dietro al fuggitivo Pedrosa.

    Dunque, ancora una grande, perfetta corsa di Lorenzo, ma qui i conti non tornano.

    Prima di oggi, quante volte avete visto Stoner, da quando è in HRC – ma la domanda varrebbe anche nei suoi anni in Ducati – battuto dal compagno di squadra? Pochissime, poi in una pista a lui ultrafavorevole come questa, diciamo pure MAI.

    In questo bel tracciato del Montmelò Stoner aveva riportato storicamente SEI Podi consecutivi, e l’anno scorso ci aveva vinto in maniera perentoria, come del resto nel trionfale 2007.

    Prima di oggi, quante volte avete visto lo Stoner targato HRC battuto da una moto privata? Ve lo dico io: MAI.

    Qui Casey ha interrotto in maniera incredibile, direi imperdonabile una mirabile e storica sequenza di Podi che durava da ben 19 gare. Dunque, per lui in carriera non ci sarà MAI più la possibilità di raggiungere Agostini (22) e Biaggi (21).

    Dunque, del tutto casualmente, dopo due Vittorie consecutive su piste a lui tradizionalmente sfavorevoli come Jerez e Estoril, più la terza sfuggitagli solo per problemi fisici a Losail, ecco che improvvisamente, appena DOPO aver dichiarato la sua intenzione di abbandonare a fine anno la HRC ed il Circus Iridato, a questi due sfolgoranti successi in circuiti sfavorevoli seguono due risultati deludenti (ovviamente per Casey!), ovvero un terzo posto ed un quarto, proprio in circuiti dove l’anno scorso aveva invece stravinto.

    Che caso, eh?

    A questo punto, a me restano pochi dubbi che la feroce vendetta della folle e notoriamente sadomasochista dirigenza HRC – assolutamente NON nuova a casi del genere, basta pensare ai feroci (e del tutto incomprensibili a chi non conosca bene codesti signori dalla mentalità incredibilmente contorta) ed assurdi boicottaggi interni nei confronti di Biaggi nel 2005 e di Hayden l’anno dopo – si stia abbattendo adesso sul malcapitato Stoner, reo di aver osato piantare in asso prima del tempo questa squadra di piccoli giapponesi impazziti con l’hobby dell’hara-kiri.

    Ormai, in HRC tutti vedono Stoner come fumo negli occhi, come un traditore che abbandona quasi subito la nave che lo ha salvato – portandogli pure in dote il suo secondo Titolo Iridato – da tre grigi anni in cui l’asso australiano era di fatto del tutto incompreso ed abbandonato in un team italiano che non aveva mai speso neppure un pidocchioso euro per un sviluppo anche minimo delle proprie scadenti ed idiosincratiche moto, sempre rifatte quasi di sana pianta ogni anno ma poi MAI sviluppate.

    Tanto, c’era sempre questo piccolo genio australiano a vincere lo stesso, mettendoci unicamente del suo – ovvero la sua incredibile Classe – in barba a tutti gli innumerevoli problemi.

    Pedrosa Catalunya 2012  a
    LaPresse

    L’unico vero amico che gli sia rimasto in quella gabbia di pazzi furiosi chiamata HRC risponde al nome di Suppo, ma il torinese lì dentro non ha praticamente nessun potere, tanto meno quello di impedire il massacro mediatico che io vedo incombere sul malcapitato Stoner.

    Questo, proprio alla vigilia di un GP importantissimo, in cui per la prima volta le Honda ufficiali dovranno fare a meno della sola gomma Bridgestone che mitigava un pò i gravissimi problemi di chattering delle RC213V, ufficiali e non.

    Perchè mai la HRC dovrebbe remare contro un suo stesso pilota? Molti di voi se lo staranno chiedendo di certo.

    Chi non sa di questi incredibili ed assurdi, eppure tangibilmente reali comportamenti della HRC, è da poco che segue le corse, questo è sicuro.

    Già: perchè? La stessa domanda ce la siamo posta invano anche nel 2005 e nel 2006.

    Perchè la HRC boicottò palesemente e ferocemente, con un accanimento assolutamente inaudito la propria prima guida Biaggi nel 2005, appena dopo il terzo GP della stagione?

    Perchè fece di tutto per ostacolare appena l’anno dopo il proprio rider Hayden che pure era saldamente in testa al Mondiale, per favorire invece il protetto Repsol ma avventato esordiente Pedrosa, col fondatissimo rischio di consegnare (come fu in effetti, solo il disastro di Valencia li salvò in extremis, grazie ad un’altra vendetta, quella della Michelin, messa freddamente in atto proprio al momento giusto contro un colossale ingrato che pure aveva usufruito per anni delle truffaldine ed esclusive gommine del sabato sera) il Mondiale a Rossi?

    Perchè mai, andando indietro nel tempo, la patologicamente orgogliosa Honda non permise assolutamente mai al povero Mike The Bike Hailwood di dotare nel Mondiale la sua pericolosissima RC181 di un telaio appena decente (Mike ne aveva fatti realizzare di buonissimi a sue spese!), con bel risultato di vederlo sempre incolpevolmente sconfitto da Agostini in 500 – ovvero proprio la Classe a cui la dirigenza giapponese teneva di più! – nel fatidico biennio 66 e 67, in cui il Genio di Oxford regalò comunque Quattro Titoli alla Honda?

    Per avere una qualsiasi risposta occorrerebbe entrare nei patologici cervelli della dirigenza HRC, che ha fatto della stupida ed assurda vendetta autolesionistica il proprio credo esistenziale da sempre, in puro stile nichilistico giapponese.

    Non otterremmo alcunchè di logico e di sensato, ovviamente.

    NULLA di simile potrebbe mai scaturire da quelle menti malate e guaste.

    Fra l’altro, la HRC stessa, ormai palesemente in rotta con la Dorna, potrebbe anche ritirarsi a breve dal Mondiale Velocità (come minacciato chiaramente pochi giorni fa da Nakamoto), non accettando assolutamente l’assurda prospettiva della Centralina Unica – neppure in cambio dell’abolizione della regola del Rookie, che in fondo ben poco importa alla Honda, potendo benissimo dare a Marquez una moto del tutto Ufficiale pur in un team satellite come del resto fece a suo tempo con Rossi, poi con Gibernau e più recentemente con Simoncelli – divenuta ormai l’ossessione fissa ed irrinunciabile di Don Carmelo.

    Questo comportamento autolesionistico della dirigenza Honda potrebbe benissimo iscriversi in questo quadro ormai palesemente autodistruttivo.

    Nessuno pensi anche solo per un minuto che Casey si sia neppur minimamente rilassato dopo il suo ormai famoso annuncio di Le Mans.

    ANZI.

    Sapendo di competere nella sua ultima stagione in MotoGp, la sua volontà di vincere semmai si è da allora esaltata ancora di più.

    Su questo non ho assolutamente dubbi di sorta: lasciando anche perdere, dunque non contando il pasticcio bagnato di Le Mans – dove la performance delle gomme rain è stata determinante in negativo per la HRC in toto – mi basta averlo visto correre in prova qui a Barcellona.

    Badilate di gas e stessa inarrivabile Classe di sempre.

    Casey Stoner Catalunya 2012
    LaPresse

    Comunque, per avere la certezza dei miei gravi sospetti basterà aspettare ben poco, ovvero l’imminente gara di Silverstone.

    Questa è una pista ancora estremamente favorevole a Casey, col sereno o con la pioggia, sotto la quale ha trionfato del resto appena lo scorso anno, nell’episodio di svolta del Campionato che vide invece Lorenzo cadere al vano inseguimento di Dovizioso, perdendo il suo prezioso vantaggio in classifica.

    SE dovessimo assistere – come io temo – in UK ad un’altra inspiegabilmente grigia prova di Casey, avremo la certezza assoluta delle assurde e vergognose manovre HRC contro il proprio stesso pilota.

    Insomma, tutto gira a vantaggio di un Lorenzo già di per sè perfetto, con ben 115 punti all’attivo su un totale di 125 teoricamente in palio fin’ora.

    Sembra cioè di rivivere il suo magico 2010. Anche in quella sua magica stagione, infatti, Jorge dopo la quinta gara vantava lo stesso numeri di punti, frutto delle stesse tre Vittorie e due secondi posti.

    Come ho scritto altrove, il Majorchino è stato però di fatto graziato sia a Losail ( da guai fisici di Stoner) che a Le Mans (da problemi di setting e di gomme rain delle Honda) nonchè probabilmente qui dalla HRC, tuttavia il gladiatore Jorge è la seconda forza in campo dopo Casey ed in mancanza dell’australiano certo non può perdere contro Pedrosa, ovvero storicamente la sua vittima preferita.

    Dunque certamente onore a Jorge, ma resta da sottilineare ancora una volta come fin’ora abbia avuto fin troppa fortuna, considerando che in condizioni normali non può sperare di battere che solo sporadicamente Stoner.

    Detto abbastanza dei primi attori Jorge, Dani e Casey, non resta che focalizzare brevemente le prestazioni degli altri.

    Grande gara nel complesso del Team Tech3, che con uno strepitoso Dovi per un pelo (appena un decimo di secondo alla fine tra i due) strappa il Podio all’asso australiano pur in grande rimonta all’ultimo giro, mentre Crutchlow finito quinto non è riuscito ad attaccare a fondo la sua Honda.

    Alle spalle dell”inglese troviamo Bautista, autore di una buona gara e pertanto finito davanti all’ex pilota che a sua volta ha avuto ragione di Bradl appena ottavo, del team mate Hayden e dello sfortunatissimo Spies finito solo decimo a causa del clamoroso svarione iniziale dovuto a troppa precipitazione.

    Chissà perchè, l’inizio della repentina decadenza di Spies è coincisa esattamente con la sua improvvisa, fervente passione per il ciclismo.

    La stampa statunitense non perde occasione per rimarcare questa che pare proprio NON essere solo una coincidenza………:)

    Della gara catalana in sè resta poco da dire, se non che la Honda – qualora volessere davvero restare in questa MotoGp in ormai irrimediabile disfacimento – fa davvero male a voler puntare ancora su un cavallo bolso e perdente come Pedrosa – come invece confermato oggi da Suppo – per l’immediato futuro, ora che Lorenzo si è tolto dal mercato piloti annunciando il proprio rinnovo con la Yamaha Ufficiale per il biennio 2013-14.

    Dani è un pilota sì veloce ma troppo discontinuo, psicologicamente fragile e per giunta troppo scarso sul bagnato per poter sperare di battere regolarmente in tutta una lunga stagione un mostro di completezza e concentrazione come Jorge, pur pilotando la moto migliore.

    Stoner sì che può farlo, essendo notoriamente Il Migliore di Tutti, non certo il piccolo catalano.

    Anche oggi del resto ne abbiamo avuto l’ennesima riprova. Pedrosa è in MotoGp con HRC da ormai da sette stagioni compresa questa, e non ha mai ottenuto nulla, salvo successi discontinui (per lo più in piste casalinghe) e del tutto parziali. Ha avuto anche sfortuna, d’accordo, ma questo secondo me semmai costituisce un ulteriore motivo per liberarsene al più presto.

    Un pilota quasi sempre non vincente e per giunta sfortunato? Alla larga!

    Molto meglio per la Honda puntare subito decisamente sui giovani talenti, ovvero su Marquez e Bradl.

    Peggio di Pedrosa – ovvero zero Titoli in sei lunghi anni – di certo non possono fare, garantito.

    Dovizioso Catalunya 2012
    LaPresse

    Un’altra cosa che ci ha rivelato questa atipica gara di Barcellona è l’eccellente stato di forma di Dovizioso, che superato l’apprendistato iniziale con la Yamaha ha battuto per ben tre volte di fila Crutchlow imponendo la sua superiore Classe al team mate, ristabilendo la giusta gerarchia all’interno della Squadra Satellite Yamaha e ponendo perentoriamente la sua candidatura per la seconda M1 Ufficiale al fianco di Lorenzo nel 2013.

    Crutchlow certamente è veloce, ma troppo irruento e non ha neanche un decimo della saggezza nè dell’esperienza di Andrea, nonchè neppure la metà del suo grande Talento di pilota e collaudatore.

    La classifica Piloti a questo punto vede Lorenzo approfittare della situazione ed aumentare il proprio vantaggio portandosi a 115 punti, mentre Stoner ne conta ora 95. Terzo è ovviamente Pedrosa che si porta ora a 85.

    Siamo solo al quinto appuntamento su 18, quindi neppure ad un terzo del cammino iridato, dunque il vantaggio attuale di Lorenzo vuol dire ben poco, come si è visto molto bene pure l’anno scorso.

    Quarto è sempre più nettamente Dovizioso, che a quota 60 stacca leggermente il team mate Crutchlow che lo insegue a 56. Sesto è Rossi a 51, tallonato dalla coppia di giovani riders Honda, ovvero Bautista a 45 e da Bradl a 43, mentre il suo deludente team mate Hayden è poco più indietro a 40 punti.

    La terza Ducati in classifica è quella di Barbera che a quota 31 precede nettamente il povero Spies ancora undicesimo (numero palindromo e nefasto che continua a perseguitarlo) a 24. Dietro al derelitto texano compare la prima CRT, ovvero la ART di Espargarò a livello 14, seguita dalle gemelle di DePuniet con 7 lunghezze e di Pasini a quota 6, classificato a pari merito con Pirro motorizzato FTR Honda.

    La graduatoria parziale Costruttori vede in testa ora la Yamaha che a livello 115 lunghezze supera la Honda a 106. Terza è la Ducati a 56, mentre al quarto posto troviamo la prima CRT, ovvero la ART con 19.

    Invece, nella classifica di Team la HRC a quota 180 punti precede nettamente la Yamaha Ufficiale a 139 e quella satellite Tech3 a livello 116. Quarta è la Ducati Ufficiale a 91 lunghezze, mentre alle sue spalle già molto staccati seguono i due teams satelliti Honda, ovvero il San Carlo Gresini (che fa correre anche una CRT) a 51 e quello LCR a 43. Ultimo team tra le MotoGp (con una sola moto schierata, come la LCR) è il Ducati Pramac a 31.

    Crutchlow Estoril 12 a
    LaPresse

    Adesso, la carovana del Mondiale MotoGp si sposta sempre nella Vecchia Europa portandosi in UK a Silverstone, una storica pista medio veloce come quella appena vista di Barcellona.

    Esattamente come al Montmelò, anche a Silverstone Stoner parte teoricamente favorito, sia sull’asciutto che sul bagnato: proprio sotto il diluvio Casey vi trionfò (cogliendo la sua quarta Vittoria su appena sei corse) del resto l’anno scorso, nel GP chiave del Campionato che vide arrivare il primo zero di Lorenzo per caduta, a pareggiare quello incolpevole di Stoner, travolto a Jerez dal sacco di patate rosa-arancione-fluò.

    ll glorioso Full Course di Silverstone costituisce attualmente il tracciato più lungo del Mondiale Velocità: rinnovata ma antica, questa famosa pista britannica fu originariamente tracciata in un dismesso aeroporto RAF della seconda Guerra Mondiale, similmente a quella di Modena in Italia, ugualmente ricavata da un’aerosuperficie al pari anche della svedese Anderstorp, storici circuiti – estremamente sicuri per la loro epoca proprio per la assoluta mancanza di qualsiasi ostacolo naturale, dovuta alla loro primitiva origine aeronautica – purtroppo oggi scomparsi.

    QUI appunto vedremo SE realmente Stoner sarà ancora libero di vincere o no, cosa di cui è sicuramente in grado, come del resto lo sarebbe stato al Montmelò. Con l’asso australiano nel pieno delle sue possibilità – ovvero NON frenato pugnalato alla spalle da chicchessia – a Silverstone la lotta sarà aperta SOLO per il secondo posto. Ma doveva essere così anche qui in Catalogna………….

    Parlando del GP inglese, non posso a questo punto non parlare di Dovizioso, da tre anni il VERO Re d’Inghilterra in MotoGp.

    Qui infatti Andrea dal 2009 a questa vigilia vi ha raccolto ben 65 punti (con una Vittoria nel 2009 a Donington e due secondi posti consecutivi a Silverstone) dei 75 teoricamente disponibili, quando Stoner ad esempio nelle ultime tre edizioni ne ha accumulati appena 35 a causa principalmente del celeberrimo disastro tattico Ducati del 2009.

    L’anno scorso infatti accanto al vincitore Stoner abbiamo trovato sul Podio il bravo Manico Forlivese ed Edwards quale sorprendente terzo in una gara bagnata ed atipica, ad eliminazione.

    Dunque teoricamente Stoner dovrebbe stravincere indipendentemente dal meteo, contrastato a fondo solo dal solito fortissimo Lorenzo e con Dovizioso a contendere (molto probabilmente, a strappare) a Pedrosa il terzo posto.

    Da tenere d’occhio ovviamente il locale di turno, ovvero Crutchlow, e le Ducati Ufficiali SOLO in caso di pioggia, specie quella di Hayden che l’anno scorso stabilì il giro veloce e fu infine quarto (Pedrosa e Crutchlow invece non corsero, entrambi fermi con fratture alla clavicola) davanti a Bautista ed al derelitto team mate che partiva dall’ultima fila dopo le prove più vergognose della sua carriera.

    Una cosa da tener presente – oltre ovviamente al meteo, fattore certamente importantissimo, estremamente capriccioso e variabile come sempre qui in UK – sarà l’asfalto estremamente variegato di Silverstone, un mix enigmatico e pericoloso di asfalti vecchi e nuovi con potere drenante ben diverso nei vari punti.

    Lo spettacolo in una pista finalmente larga, varia e medio-veloce (ovvero molto simile per doti al Montmelò che abbiamo appena lasciato) come questa sarà comunque assicurato sia con l’asciutto che in caso di pioggia, ve lo assicuro.

    Bautista Catalunya 2012
    LaPresse

    Dunque, non prendete assolutamente impegni per il prossimo fine settimana, ed appuntamento certo ed imperdibile in Terra Britannica per godere ancora una volta dell’eccitante Spettacolo Motociclistico – forse per l’ultimo anno, visto il cammino suicida in cui la Dorna la sta tragicamente conducendo – di questa sempre sorprendente, adrenalinica e drammatica Saga MotoGp 2012!

    DONOVAN