MotoGP Estoril. Team Gresini al microfono

Il Team Gresini si prepara ad affrontare l'appuntamento del Mondiale di Motogp 2007 che si disputerà domenica prossima in Portogallo: ecco come si preparano i piloti

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    Il Portogallo si avvicina e il team Gresini Racing si prepara per affrontare la competizione di domenica prossima e ottenere un risultato utile per il campionato, a cinque gare dalla chiusura del sipario.

    Grande fiducia nel gruppo e tanta motivazione da parte dei piloti sono i due ingredienti essenziali per la buona riuscita della gara: Marco, dopo il quarto posto di Misano nonostante l’infortunio, è decisamente lanciato alla ricerca di nuovi stimoli e di un buon risultato, Toni Elias, invece, spera di replicare il successo ottenuto lo scorso anno proprio su questo circuito, su cui vinse la sua prima gara in MotoGP davanti a Valentino Rossi e Jenny Roberts Jr.

    Marco Melandri: “Sono molto motivato. La moto e le gomme sono arrivate ad un buon livello, a questo punto ci manca qualche bel risultato. Ho voglia di tornare sul podio, come ho fatto a Laguna, questo sarebbe un riconoscimento importante per la mia squadra, che ha sempre lavorato bene e mi ha dato tanto. La sfida della corsa del Portogallo sarà impegnativa per noi: Estoril è una pista difficile con tante curve lente da prima e due lunghi rettilinei, uno che si affronta in quinta, l’altro da sesta, dove noi fatichiamo un po’. Per le caratteristiche della nostra moto, sono più favorevoli piste maggiormente guidate, ma io sono pronto per questa gara e per il rush finale che ci vedrà volare verso oriente per i GP del Giappone, Australia e Malesia prima di tornare in Europa per la gara conclusiva a Valencia”.

    Toni Elias: “Sono contento di tornare su una pista che mi ha regalato delle bellissime emozioni. La vittoria dello scorso anno è stata forse la più bella della mia vita, ma adesso voglio guardare avanti e provare a far bene. Sono riuscito a migliorare le mie prestazioni gara dopo gara: 11° a Brno dopo 3 gare di assenza e 7° a Misano. Non sono risultati che mi appaghino, ma al momento devo fare i conti con oggettivi limiti fisici. Il tracciato mi piace, in particolare la chicane in salita che è un po’ il tratto distintivo di questa pista, una “esse” molto lenta ma tecnica, probabilmente la curva più lenta di tutto il mondiale. Il rettifilo, lungo quasi un chilometro, è invece veloce, segue una forte staccata nella curva 1 mentre l’ultima curva – abbastanza veloce – è decisiva per fare un buon giro“.