MotoGp Francia 2012: Lorenzo domina LeMans, la Honda e le gomme frenano Stoner

Quarta puntata della MotoGp in scena alla bagnata Le Mans dominata da lorenzo a causa dei problemi di setting e gomme delle Honda di Stoner - giunto terzo addirittura dietro a Rossi - e Pedrosa quarto

da , il

    Jorge Lorenzo Le Mans 2012  a

    Il quarto bagnatissimo episodio di questa sempre più incredibile Saga MotoGp 2012, andato in scena qui dall’orrendo kartodromo francese di LeMans – caratterizzato da un asfalto semplicemente osceno e scovolosissimo (già da asciutto ma specie in caso di pioggia), in assoluto la più Grande Vergogna del calendario iridato – ha visto il sorprendente Lorenzo dominare in sicurezza la gara dal primo giro fino al’ultimo, mentre le Honda e quindi ovviamente Stoner (ma anche Pedrosa, solo quarto al traguardo) hanno accusato non solo un setting totalmente sbagliato ma soprattutto grossi problemi di gomme, rendendoli dunque ben poco competitivi in questa strana e per molti versi irripetibile giornata di pioggia.

    Di queste condizioni particolarissime ha approfittato – come qui del resto era successo anche l’anno scorso, sull’asciutto ma sempre per cause fortuite e del tutto casuali – l’ex pilota per centrare finalmente una gara decente, la sola accettabile da parte sua in due fallimentari stagioni alla Ducati, anche se facendo tesoro di una situazione assolutamente irripetibile in futuro, come ad esempio le sfortunate cadute dei due riders Tech 3, per la prima volta non arrivati nei primi 5 ma di nuovo con Dovizioso davanti a Crutchlow come all’Estoril.

    Grande, grandissima gara di Lorenzo, ma il pur fortissimo Campione Majorchino stavolta deve ringraziare per le peculiari circostanze di questa anomala gara francese.

    Teoricamente, le condizioni di bagnato erano ideali per Casey, come’è noto nettamente il miglior manico al Mondo sotto la pioggia.

    Purtroppo però, in casa HRC qualcosa evidentemente non ha girato per il verso giusto in corsa, dopo prove bagnate-asciutte tutto sommato positive, con Pedrosa a cogliere la sua prima pole della stagione davanti al team mate.

    In gara invece il setting delle Honda Ufficiale era tutt’altro che perfetto, ed il comportamento delle gomme rain – prima troppo lente a scaldarsi, valide nella fase centrale quando Casey ha recuperato su Jorge, infine surriscaldatesi troppo quando la pista andava asciugandosi – montate sulle RC213V ha fatto il resto, costringendo Stoner a rallentare vistosamente nel terzo finale di gara per non cadere a terra e Pedrosa ad una gara anonima che ha enormemente beneficiato delle cadute delle Yamaha Tech3.

    L’asso australiano – memore di quanto capitatogli all’inizio della scorsa stagione, quando ha dovuto rincorrere Lorenzo fino a Silverstone (dove il majorchino a sua volta cadde sul bagnato) a causa del suo incolpevole zero a Jerez, atterrato come fu dall’individuo tutto ambizione e zero talento – si è pertanto comportato saggiamente in ottica campionato, facendo benissimo a rallentare e lasciar passare Rossi pur di assicurarsi un tutto sommato soddisfacente (viste le peculiarissime ed avverse condizioni in cui è maturato) terzo posto che non gli fa perdere troppi punti da Lorenzo.

    Quest’ultimo, ripeto, è stato virtualmente perfetto per tutta la corsa ma deve sicuramente ringraziare le disavventure in casa Honda per una gara così tranquilla, esattamente come è stato grandemente beneficiato a Losail dal grave problema al braccio che limitò pesantemente il rendimento di Stoner.

    Insomma, ora i due sono a pari Vittorie ma entrambi i successi di Lorenzo appaiono più come dovuti al problemi (in Qatar fisici, qui tecnici) dell’avversario che meritati in pieno.

    In ogni caso, il terzo posto sotto la pioggia porta bene a Casey, in quanto anche nel trionfale 2007 riportò la stessa posizione sotto il diluvio francese.

    LaPresse

    A loro volta, Stoner e Rossi devono molto probabilmente ringraziare le disavventure e relative cadute dei due riders Tech3 che altrimenti avrebbero concluso la gara ben più avanti.

    I due Yamahisti non avevano mai fatto peggio del quinto posto, ma stavolta si sono dovuti accontentare del settimo (Andrea) e ottavo (Cal), dietro anche Bradl giunto quinto davanti ad Hayden, oggi sesto e secondo della pattuglia Ducati.

    Anche nel team satellite Yamaha il setting da bagnato non era del tutto centrato, ma entrambi i piloti hanno forzato più del necessario, spronati anche dalla accesissima rivalità interna.

    Dovizioso sicuramente avrebbe fatto una grande gara sull’asciutto esattamente come l’anno scorso (quando fu ottimo secondo dietro a Stoner) e deve forse più che il team mate maledire la pioggia che gli ha scombinato i pieni della vigilia.

    Delle loro disavventure ha beneficiato sicuramente anche Pedrosa che è arrivato quarto, ma senza le cadute dei due riders di Iwata sarebbe finito molto probabilmente sesto!

    A questo punto, detto bastevolmente di questa gara del tutto anomala, non posso non parlare del fatto più importante di tutti, quello avvenuto ben prima della gara, ovvero l’annunciato ritiro a soli 25 anni dell’asso australiano.

    Stoner, come al solito onesto, aperto e sincero ha ancora una volta dato al Mondo un saggio del suo carattere anche in occasione di questo drammatico annuncio che magari era nell’aria da settimane ma che nessuno – aparte i diretti interlucutori dell’australiano, ovvero la sua famiglia, Suppo e la HRC – poteva prevedere così imminente.

    Casey in questa drammatica conferenza stampa ha voluto togliersi diversi sassolini – direi macigni, nel caso presente – circa la sconsolante situazione attuale della MotoGp, il suo ancora più miserando futuro prossimo e le effettive ragioni che lo hanno portato a decidere di smettere con le corse a così giovane età.

    Senza giri di parole, e come era ampiamente prevedibile, Stoner ha accusato decisamente la Dorna – dunque Don Carmelo, i suoi maneggi mafiosi e le sue politiche eternamente fallimentari, i cui disastrosi risultati sono ormai sotto gli occhi di tutti – di essere la principale causa del suo abbandono.

    Il caso dell’australiano non può non richiamare alla mente quello di Bjorn Borg, anche lui ritiratosi dalle competizioni tennistiche alla fine dell’81, dunque a soli 25 anni, proprio come Casey.

    Anche nel suo caso, Bjorn fu praticamente costretto al ritiro dalle politiche assurde dell’ATP e dell’allora suo capo (che qui non nomino volutamente, perchè tale verme non lo merita) che lo volevano costringere a disputare un numero minimo di tornei maggiori, mentre Bjorn voleva limitarli a suo piacimento.

    Pur avendo fatto tanto per il tennis, non gli fu concesso, dunque per tale ridicolo motivo il tennis Mondiale perdette la sua figura di maggior prestigio ed il suo Maggior Talento di Tutti I Tempi, quello che aveva trainato il settore a benificio di tutti per tanti anni.

    Un altro interessante parallelismo tra i due è il fatto che entrambi iniziarono a vincere da giovanissimi.

    Bjorn è stato il più precoce talento tennistico che la Storia ricordi: per 4 anni di fila Numero Uno Mondiale under 18, esordì vincendo in Coppa Davis a soli 15 anni e pertanto la sua effettiva età agonistica indubbiamente eccedeva di molto quella anagrafica.

    Ugualmente, Casey emigrò dalla lontana Australia in Europa a soli 13 anni per cercare di sfondare nelle corse, dopo già diversi anni di competizioni in Patria.

    Come quella dello svedese, così anche la sua famiglia non era certo ricca ed aveva fatto notevoli sacrifici per poter assecondare i desideri agonistici del figlio, che come Bjorn fin da un’età precocissima visse sempre con la valigia in mano, sballottato da una parte all’altra del Mondo per poter gareggiare. Entrambi non ebbero pertanto una adolescenza normale, ma certo più solitaria e lontana da casa.

    In entrambi i casi, questo aspetto della loro prima giovinezza ha certamente pesato nel loro precoce ritiro.

    LaPresse

    Già vari mesi fa Casey aveva detto a chiare lettere di non essere per nulla interessato a competere in futuro in un Campionato senza più veri prototipi, ovvero propro quello scenario desolante a cui mira Don carmelo, che sogna qualcosa di terribilmente appiattito, vale a dire delle MotoGp umiliate e costrette alle stesse prestazioni delle CRT da una assurda centralina unica e da un ancor piu folle limite dei giri a 15 mila.

    Insomma, Stoner non se l’è sentita di assistere alla morte ormai certa della MotoGp ed alla sua oscena trasformazione in qualcosa di uguale alla Moto2, ovvero un inutile e patetico trofeo monomarca, la negazione stessa del VERO spirito delle corse.

    Le altre ragioni addotte dall’asso australiano sono solo corollari della principale, e vanno ricercati principalmente nella falsità di tutto l’ambiente, che crea falsi miti e ne distrugge di autentici.

    Certamente, per un tipo aperto e sincero, quasi naive come Casey, tutto l’ambiente della MotoGp non è mai piaciuto fin dall’inizio, perchè popolato da personaggi palesemente falsi ed ambigui – Don Carmelo Ezpeleta ed il suo eterno protetto Rossi fra tutti – ovvero gente cinica, maneggiona, opportunista, insomma diametralmente opposta al candore giovanile che ha sempre caratterizzato Stoner.

    Io stesso, che pure ho riconosciuto in lui fin dall’inizio il Carisma, la Classe ed il Talento del Vero Genio salutandolo come il Nuovo Saarinen appena dopo la TERZA gara del 2007, devo fare ammenda nei riguardi di Casey perchè, nel caso della vicenda del suo personale ed unilaterale ritiro per 3 GP nel 2009 dovuto alla ormai ben nota intolleranza al lattosio, pur credendo alla gravità – ed in primo luogo alla esistenza stessa del problema, messa invece in dubbio da tanti – dell’affezione, all’epoca scrissi che fosse comunque suo dovere correre lo stesso, pur così menomato, per tenere alto lo stendardo sia della Ducati che suo personale nell’agone Mondiale.

    Invece, in quei giorni non avevo capito che proprio l’estrema onestà intellettuale di Casey gli aveva impedito per principio di scendere in campo non essendo in grado di dare il cento per cento di sè stesso.

    Ovvero, il gareggiare in quelle condizioni menomate gli era parso un tradimento verso la sua Squadra e verso sè stesso.

    Anche la disgustata reazione generale dell’ambiente del Mondiale Velocità a quella sua decisione dunque ha avuto il suo peso nel contribuire a renderlo agli occhi di Stoner un mondo ipocrita, cinico ed opportunista, insomma nemico assoluto della Verità e dell’autentico comportamento responsabile.

    Fu violentemente accusato di scarso professionismo, anche dallo sponsor principale della Ducati, ma al contrario il suo fu un gesto sofferto di grande responsabilità.

    Non potendo al momento più garantire il suo abituale, altissimo standard di prestazioni, preferì cedere temporaneamente ad altri la guida della sua moto, per tornare solo quando le sue effettive condizioni fisiche gli consentissero di nuovo un alto livello di prestazioni e – non ultima, pensateci bene! – di sicurezza (per sè e per gli altri) in gara.

    Quindi, in quel caso, lui aveva ragione ed io torto, per questo voglio chiedergli pubblicamente scusa.

    Posso dire senza tema di smentita che con lui se ne andrà a fine stagione non solo un Talento Immenso – che trova un degno pari per Classe Pura nel panorama Iridato degli ultimi 40 anni (ovvero dalla scomparsa nel 73 del Grande Jarno Saarinen, quel mitico The Flying Finn a cui NON A CASO l’ho accostato in tempi non sospetti) solo nel Cinque Volte iridato Massimiliano Biaggi – ma anche un ragazzo terribilmente onesto, aperto e sincero, ovvero un’autentica mosca bianca in un mondo assolutamente MARCIO che ha fatto della intenzionale e dolosa scorrettezza, dei maneggi sottobanco, della cialtroneria gratuita, della disonestà intellettuale e morale (indovinate un pò di CHI parlo?) i suoi simboli più popolari, il tutto con la connivenza e la protezione sommamente ingiuste e truffaldine della Dorna.

    LaPresse

    ORA che lo sfascio generale – economico e tecnico prima ancora che morale – della MotoGp è sotto gli occhi di tutti, frutto delle politiche eternamente dissennate e mafiose della Dorna, i nodi sono finalmente venuti al pettine e le persone (oltre che le Case e gli Sponsors) oneste come Casey si chiamano fuori da questo fatiscente baraccone che sta inevitabilmente correndo verso la propria rovina, cosa del resto da me profetizzata fin dal 2005.

    Magari, dopo qualche tempo di inattività un simile mostruoso pilota potrebbe annoiarsi a morte e dunque anche tornare alle gare, ma in tal caso credetemi, NON in MotoGp.

    In WSBK, allora?

    Io lo spero.

    A proposito, il paragone con l’altro ritiro precoce ed eccellente nel Motociclismo, ovvero quello enigmatico di Spencer, è del tutto improponibile.

    Fast Freddie si ritirò per decenza, essendo ormai del tutto incapace di correre, anche se il vero motivo a tutt’oggi resta sostanzialmente ignoto. Il suo fu insomma un ritiro forzato.

    Stoner invece si ritira in piena forma e col numero 1 in carena, cosa riuscita a pochissimi nel MotoMondiale in Tutti i Tempi: uno che mi sovviene alla mente è il nostro Nove Volte Iridato Carlo Ubbiali, ritiratosi volontariamente ed imbattuto nel 1960 (a 30 anni) dopo aver vinto per la terza volta il Titolo 250 – allora la Vera Classe Regina, l’Alloro nettamente più combattuto ed ambito fra tutti – a causa della improvvisa morte del fratello che gli faceva da manager.

    Incidentalmente, anche lui ebbe modo di pentirsi di questa decisione, ma non tornò mai alle gare.

    Essendo un mio abituale compagno di Rievocazioni Storiche, lo saluto qui affettuosamente.

    Se pensate che la MotoGp sia ormai finita e che la sua vera erede in chiave Mondiale sia la WSBK, avete ragione, ma – vedi un pò il caso – le due categorie appartengono allo stesso gruppo di investimento, cioè Bridgepoint, dunque per gli occulti Padroni del Vapore tutto sommato cambierà ben poco.

    Ovvero, i piloti, le Marche e gli sponsor veramente importanti abbandoneranno il Mondiale Velocità ormai completamente vuoto di contenuti e di spettacolo – tanto più dopo l’abbandono di Stoner, ovvero di gran lunga il suo miglior esponente – e si riverseranno nella spettacolarissima WSBK, una Classe ben più vicina ai gusti del pubblico in generale ed ai VERI motociclisti in particolare.

    Aspettare (ben poco, ormai) per credere.

    La classifica Piloti vede adesso di nuovo in vetta Lorenzo a quota 90 punti (dei 100 fin’ora teoricamente ottenibili al massimo) mentre Stoner lo segue da vicino ad 82. Entrambi vantano due Vittorie a testa ma ciò che fa per ora la differenza sono la coppia di secondi posti dello spagnolo contro le due terze piazze dell’asso australiano.

    Il duo di testa, unico ormai ad avere SEMPRE centrato almeno il Podio, ha già staccato l’eterno rivale Pedrosa, solitario terzo a 65.

    A notevole distanza dal catalano, a sua volta la coppia Yamaha Tech3 procede sempre compatta vedendo ora Crutchlow a quota 45 precedere di pochissimo Dovizioso a 44: i due adesso sono pari nei confronti diretti.

    Dietro a questo gruppo che costituisce l’Elite Iridata troviamo adesso Rossi che ha enormemente beneficiato delle irripetibili condizioni tecniche ed ambientali di questa LeMans, davanti con 42 punti ai due Hondisti satellite, ovvero Bautista e Bradl entrambi a livello 35, a sua volta avanti ad Hayden con 33 e all’altro ducatista Barbera a 26.

    Spies è sempre inesorabilmente undicesimo (questo numero palindromo, il suo proprio di gara ma per lui evidentemente infausto, continua a perseguitarlo) a 18.

    Dietro i riders su MotoGp (il dodicesimo prototipo di Abraham è ancora a quota zero!) ovviamente troviamo il codazzo di quelli CRT guidato da ben quattro piloti ART, ovvero Espargarò a 12 punti seguito da DePuniet e Pasini con 6 ed Ellison con 5.

    LaPresse

    La graduatoria parziale Costruttori vede ora per la prima volta al comando la Yamaha con 90 lunghezze seguita a ruota dalla ex leader Honda ad 86.

    Terza ma staccatissima è la Ducati con 47, mentre la prima marca CRT è la ART, sempre quarta ed ora a livello 16.

    La classifica di Team vede la HRC guidare sempre nettamente il gruppo a livello 147 mentre la Yamaha Ufficiale (notevolmente handicappata da Spies) è seconda a 103. Terza è la Yamaha Tech3 a livello 89 – ovvero molto vicina alla squadra ufficiale – mentre la Ducati ugualmente in edizione Works segue quarta ma adesso proiettata in avanti a 75, sempre seguita dai teams Honda satelliti, la San Carlo Gresini (che come sapete schiera pure una CRT) a 39 e la LCR a 35.

    La Pramac Racing – con un solo pilota in campo – risulta sesta con 26.

    Adesso, il carrozzone del Mondiale Velocità si sposta di poco nella vicina Spagna per il tradizionale appuntamento del GP di Catalunya in scena questo stesso fine settimana al Montmelò di Barcellona, una delle più belle piste del Calendario, perla rarissima in un mucchio di osceni kartodromi da 4 soldi.

    Ovviamente, si tratta del GP di casa per i due eroi locali Lorenzo (che in Motogp ci ha vinto due volte ed è sempre – ovvero cinque volte – andato a Podio) e Pedrosa (un successo nel 2008), però Stoner ha clamorosamente vinto l’ultima sfida qui l’anno scorso con la Honda dopo avervi trionfato anche nel 2007 con la Ducati.

    Dunque, sostanzialmente assisteremo ad un’altra sfida tra i due Campioni del Mondo degli ultimi anni, con Stoner secondo me avvantaggiato SE la Honda saprà affidargli un mezzo degno di lui, cosa appunto NON avvenuta a LeMans. Anche Pedrosa sarà ovviamente della partita per il fattore campo, ma con meno possibilità rispetto ai due Grandi Duellanti.

    Assolutamente disco rosso per ogni altro, anche in caso di nuova pioggia.

    L’anno scorso alle spalle dell’asso australiano si piazzarono i due riders Yamaha Ufficiali, con Lorenzo davanti a Spies, mentre quarto fu Dovizioso ben avanti all’orrore cromatico rosa-arancione-fluò dell’ex pilota.

    Alle sue spalle un intimidito (dal disastro che aveva combinato in Francia, naturalmente) Simoncelli finì sesto davanti a Crutchlow, con Pedrosa ovviamente assente per il grave infortunio causatogli dal corianese appunto a LeMans.

    Quest’anno, i due riders Tech3 in Catalogna hanno la possibilità di riscattarsi in pieno dalla sfortunata puntata del Bugatti, aggiungendo altri speziati ingredienti al un cocktail sempre interessantissimo.

    Anche gli altri riders iberici in campo, come Bautista e Barberà, potranno tentare di distinguersi, così come Hayden che ha sempre amato questa pista medio veloce.

    Qui l’ex pilota è ovviamente chiamato ad una prova convincente dopo il casuale e del tutto fortuito exploit francese (legato al meteo, alle cadute ed ai problemi tecnici altrui) ma ho i miei bravi dubbi che sappia ripetersi……….:)

    Segnalo il gradito ritorno in gara di Edwards, dopo una lunga assenza per infortunio alla spalla.

    Dunque, per tutti questi grandi motivi di interesse, NON prendete assolutamente impegni per il prossimo fine settimana, per godere ancora dello spettacolo dell’ULTIMO ANNO della vera MotoGp prima del suo Sfascio Finale, ed appuntamento certissimo ed imprescindibile in Terra di Spagna – e precisamente di Catalogna – per la nuova eccitante puntata di questa adrenalinica, imprevedibile e drammatica Saga MotoGp 2012!

    DONOVAN