MotoGP: fuga di tecnici da Yamaha verso Honda

In Honda non hanno ancora digerito lo smacco del 2004, quando Valentino Rossi è andato via per passare alla rivale Yamaha

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    In Honda non hanno ancora digerito lo smacco del 2004, quando Valentino Rossi è andato via per passare alla rivale Yamaha. E anche se alcune voci parlavano di una “vendetta” sulla casa dei tre diapason da compiersi mediante l’ingaggio dello spagnolo Jorge Lorenzo, per ora la HRC si accontenta di portare via alla Yamaha i suoi tecnici.

    Fino a qualche anno fa Honda, Yamaha e Kawasaki consideravano poco onorevole “rubarsi” piloti e tecnici, ma ora il giro di affari dietro la MotoGP è tale che anche la filosofia aziendale giapponese si è accorta che “pecunia non olet” e tutte le considerazioni di “fair play” sono state accantonate: negli ultimi tempi la competizione in pista e fuori si svolge senza esclusione di colpi.

    A dare il via alla battaglia è stata la Yamaha, ingaggiando nel 2004 Valentino Rossi: un duro colpo per la Honda, che è passata dall’essere la scuderia leader del Motomondiale al ruolo di comparsa, dietro a Yamaha e Ducati. Forse Dani Pedrosa e Andrea Dovizioso non sono Rossi, Lorenzo e Stoner, ma anche la moto negli anni ha perso terreno rispetto alle sue rivali.

    Ma la Honda sembra voler invertire questa tendenza partendo dalla ricostruzione del team tecnico per il 2010: dalla Yamaha sono in arrivo due ingegneri responsabili dello sviluppo dell’elettronica della Yamaha M1, Andrea Zugna e Cristian Battaglia, e l’ex-telemetrista di Jorge Lorenzo, Carlo Luzzi, che si occuperà di Andrea Dovizioso.

    Sempre nell’ottica di rinnovamento e potenziamento dei mezzi, a breve la Honda dovrebbe passare alla Marelli che già equipaggia Yamaha e Ducati.

    Ma basteranno questi “acquisti” a rendere le Honda, oltre che più performanti, anche più competitive? O alla fine quello che conta è l’uomo che siede in sella alla moto, studiandola, migliorandola e sfruttando in pista tutto il suo potenziale?