MotoGp Giappone 2011: a Motegi Stoner grazia Pedrosa ma vola verso il Titolo!

Quindicesima prova a Motegi, vince Pedrosa solo perchè Stoner ha un problema ai freni a inizio gara

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    Pedrosa Misano 2011 a

    Il quindicesimo cruciale episodio di questa eternamente spettacolare Saga MotoGp 2011, andato in scena dal francamente brutto Twin Ring di Motegi – ennesimo ridicolo e disarmonico toboga-kartodromo in calendario, tutto stops e ripartenze, dal ritmo spezzettato e schizofrenico, senza alcuna fluidità – ha visto uno scatenato Stoner come unico vero protagonista fare e disfare tutto a suo piacimento, rimediando il modo magistrale ad un pauroso problema ai freni che lo aveva fatto andare lunghissimo quando era chiaramente in testa, per poi prodursi in un recupero prodigioso che dall’ottavo posto lo ha portato dritto sul Podio, dando in tal modo la mazzata decisiva alle residue ambizioni iridate di Lorenzo, che non ha saputo approfittare della disavventura del rivale arrivando solo secondo (quindi guadagnando la miseria di soli 4 punti) dietro al graziato Pedrosa che, pur impeccabile, qui non avrebbe MAI vinto senza il guaio ai freni del team mate australiano.

    La gara è stata tutto un mirabolante susseguirsi di colpi di scena a ripetizione – poi si dice che la MotoGp sia noiosa, di questi tempi! – con Dovi, Simoncelli e Crutchlow clamorosamente penalizzati con un ride-thru causa jump start (il Forlivese addirittura mentre era in testa, stante il drammatico lungo di Stoner avvenuto appena un giro prima) ed una sequela di cadute inaugurate dall’incredibile, marchiano errore di Rossi caduto come un sacco di patate addirittura alla terza curva della gara, volendosi infilare da dietro a forza tra Lorenzo e Spies causando pure l’uscita e caduta di quest’ultimo, poi riuscito brillantemente a riprendere arrivando infine prodigioso sesto, e proseguita appena dopo con la rovinosa caduta di Barbera – che ha dato sfortunatamente il suo contributo alla strage di clavicole che quest’anno ha falcidiato metà schieramento – e poi quelle dell’esordiente Cudlin, Elias e dello sfortunatissimo Bautista quando ormai era sicuro quarto, ovvero di gran lunga il suo possibile miglior risultato di sempre in MotoGp.

    Che gara, ragazzi!

    L’HRC era decisissima ad aggiudicarsi, all’ultima possibile opportunità, finalmente una Vittoria in Casa propria nell’Era MotoGp 800 ormai agli sgoccioli – essendo clamorosamente a secco di Vittorie in questa Classe qui nella sua tana addirittura dal 2004, quando vinse Tamada (grazie anche alle Bridgestone di casa qui) su una Honda Camel privata – schierando a tale scopo un’impressionante squadrone di ben 6 RC212V Ufficiali HRC su 8 in totale, ed è appunto riuscita infine nel suo intento, seppur col rider che non ti aspetti, ovvero il comunque bravo Pedrosa, fortunosamente graziato dall’incolpevole uscita di Stoner, avvenuta mentre stava come al solito avviandosi a vincere trionfalmente la corsa per distacco.

    Il senso di questo discusso, cruciale e spettacolare GP sta appunto tutto QUI: nell’ennesima prova del GENIO di Stoner, che con mirabile Maestria ed olimpica calma ha prima governato e poi rimediato ad una spaventosa disavventura tecnica che avrebbe fatto schiantare nelle barriere qualsiasi altro pilota in pista oggi, per non parlare della formidabile cavalcata successiva verso quel Podio – il suo quattordicesimo stagionale, ovvero in TUTTE le corse che abbia finito, salvo quella di Jerez che pure avrebbe VINTO, dove fu criminalmente atterrato da un certo sacco di patate rosa-arancione-fluò – che lo ha quasi matematicamente laureato Campione del Mondo MotoGp 2011, col trionfo annunciato più probabilmente a Sepang (esattamente come Lorenzo l’anno scorso, in un ideale ed altamente simbolico passaggio di consegne) che non nella sua Phillip Island, sede australiana del prossimo e terz’ultimo appuntamento iridato.

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    Lorenzo infatti non è minimamente riuscito ad approfittare della sfortuna del rivale di sempre, fallendo clamorosamente l’appuntamento con quella Vittoria che pure gli abbisognava disperatamente per mantenere vivo almeno un barlume di speranza per la riconferma di quel Titolo Iridato che invece ormai è da tempo saldamente nelle mani dell’Asso australiano.

    Jorge ha mancato anche quest’ultima chance, anche se NON per sua colpa, ed è ormai perfettamente consapevole che un’altra occasione come questa NON si ripresenterà mai più in questo finale di stagione vorticoso ed amaro per lui, fiero e sempre fortissimo gladiatore, ma a questo punto del tutto impotente a contrastare efficacemente la manifesta superiorità tecnica delle HRC, che nelle rare volte che non vincono con Stoner lo fanno comunque con Pedrosa (che, incidentalmente, stavolta ha davvero aiutato il team mate, magari del tutto involontariamente………:) un pilota in assoluto chiaramente inferiore a lui.

    Il tre volte Iridato Campione Majorchino è un rider ed un combattente semplicemente formidabile, ma non può fare miracoli: ormai ha dato il Mondiale per perso, e lo ha ribadito implicitamente anche a fine gara, complimentandosi con i suoi avversari in maniera anche troppo calorosa, confermando comunque la sua splendida maturità di pilota ed anche di uomo e dimostrando che si possa perdere con serenità e stile davanti alla manifesta superiorità tecnica dei mezzi dei suoi avversari. Il secondo posto assoluto comunque sarà suo, ed è comunque impresa di cui andare ben fieri.

    Bravo Jorge, e grazie comunque per averci provato fino all’ultimo.

    Sempre nel finale di gara Stoner ha poi spiegato il singolare problema ai freni, innescato da una buca che gli ha strappato letteralmente i semimanubri dalle mani causando un pauroso sbacchettamento (a quasi 300 all’ora) della moto ed un pericolosissimo default – fortunatamente solo temporaneo – alla pompa idraulica (o forse ad alcuni pistoncini) dei dischi anteriori, che non hanno minimamente risposto alla staccata successiva.

    Casey ha dovuto quindi giocoforza mollare la leva e poi disperatamente cercare di azionarla di nuovo: alla seconda fortissima strizzata (stavolta efficace) l’avantreno è affondato così in fretta che l’australiano per poco non è stato catapultato contro il cupolino ed anche oltre, fuori dal mezzo, uscendo comunque inevitabilmente di pista ed avendo il suo bravo d’affare per cercare prima di non cadere e poi evitare la barriera, mancata di un soffio.

    Il tutto gli è riuscito magistralmente, magicamente direi, rientrando il pista nel più breve tempo possibile, mettendo in mostra la sua inarrivabile Classe anche in questa pericolosissima situazione di assoluta emergenza.

    Qualora vi servisse un’altra, ennesima ed ulteriore prova che Casey si meriti pienamente questo suo lungamente rincorso Secondo Titolo Mondiale MotoGp, eccovi serviti a dovere.

    Questo ragazzo è chiaramente, innegabilmente il Migliore di Tutti (ricordo solo che è arrivato alla DECIMA pole – di ben 1,8 secondi più veloce di quella del 2010, anche grazie al rifacimento del 75% del manto della pista, causa i danni del terremoto – stagionale, un risultato inaudito dal 2002 a questa parte, ovvero dall’inizio dell’Era MotoGp) e lo ha ribadito tanto più oggi, pur arrivando “solo” terzo grazie ad un recupero straordinario nei due terzi rimanenti di gara, ammazzando in maniera definitiva le residue speranze di Lorenzo, che pure per un attimo si deve essere illuso di poter fare il colpaccio per risanare parzialmente la sua disperata situazione in classifica..

    Stoner si è detto molto deluso del risultato finale, ed ha ragione da vendere perchè, per quanto fatto vedere in tutto il week end, poi in gara prima del problema tecnico, ed anche (e direi soprattutto) dopo, nessuno più di lui si sarebbe meritato la Vittoria.

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    Senza questa sfortuna nera, avrebbe semplicemente STRAVINTO dando otto secondi almeno a Pedrosa, come ad Aragon.

    Qualcuno forse ne dubita?

    Un altro che può a ragione recriminare per l’avverso andamento della gara è ovviamente Dovizioso – che qui l’anno scorso aveva disputato forse la miglior gara della carriera in MotoGp a parte la fortunosa Vittoria di Donington 2009 – specie dopo prove fantastiche al sabato ed il positivo avvio di gara, purtroppo viziato da un evidente quanto inutile jump start, che ha indotto in errore anche quell’emerito patacca di Simoncelli (a sua volta immediatamente imitato da Crutchlow che si trovava dietro di lui), evidentemente così ossessionato dal Dovi (da cui quest’anno le aveva sonoramente prese per dodici volte di fila in altrettanti GP) da tenergli gli occhi incollati addosso, tanto da imitarlo pedissequamente e stupidamente pure nell’errore, che pure Andrea non aveva letteralmente MAI commesso in vita sua.

    Invece, questo goof monumentale lo ha commesso proprio QUI, dove poteva lottare non solo per il Podio, ma addirittura per la Vittoria, in una gara per di più assolutamente cruciale per il suo futuro sportivo, al momento di scrivere queste note ancora in bilico tra Yamaha Tech3 (al posto di Edwards, azzardo – dettato dal risentimento verso la Honda, che in effetti non lo ha mai considerato, preferendogli infine quell’emerito spaccamoto-spaccaossa del Sick, che pure ha la metà dei suoi punti in classifica – che a mio avviso non porta proprio da nessuna parte), Honda LCR (al posto di Elias, ovvero la scelta più sicura ed ovvia, con possibilità HRC) E – ma non ditelo a nessuno, è una assoluta escusività del sottoscritto – Suzuki Ufficiale, forse la chance (qualora esistesse davvero, come sembra) in assoluto migliore di tutte, PUR con le gravi e tutt’ora irrisolte incognite del caso sui reali budget e soprattutto effettiva volontà della Casa di Hamamatsu di impegnarsi seriamente schierando la fantomatica, misteriosa, nuovissima e MAI collaudata GSV-R1000 fin da subito nel 2012.

    Andrea è un pilota straordinariamente forte, intelligente e positivo (a parte il goof odierno, complicato ulteriormente dalla sua azzardata ed esclusiva scelta di gomme interamente soft, che alla fine gli ha fatto perdere il duello finale col Sick, che altrimenti avrebbe vinto come al solito: purtroppo la copertura posteriore lo ha inesorabilmente mollato a ben cinque giri dalla fine!), per di più formidabile collaudatore – infatti è in gran parte MERITO SUO, e NON di Pedrosa, se la HRC212V, affinata pazientemente negli anni, va come va – come minimo il quarto rider assoluto nella Classe, ed ancora terzo in campionato.

    OGGI senza il jump start avrebbe sicuramente lottato per la Vittoria (approfittando della disavventura di Stoner, e questo vale ovviamente anche per Sick), infatti basta osservare come il suo gap finale dal vincitore Pedrosa equivalga ESATTAMENTE al tempo da lui perso per il ride-thru!

    SE non merita LUI una moto Ufficiale, CHI la merita?

    Simoncelli?

    Ma non fatemi ridere, please……..:)

    Dovi strabatte Sick 196 a 119 sulla stessa identica moto!

    Un altro deluso della corsa di oggi è stato sicuramente Spies, che dopo essere stato incolpevolmente buttato fuori pista dalla solita manovra criminale dell’individuo appena alla terza curva della gara, ha dimostrato di avere il passo dei primi producendosi a sua volta in una rimonta assolutramente splendida, che lo ha portato dall’ultimissimo al sesto posto finale.

    Un gran peccato, perchè senza il patatrac iniziale, causato dall’individuo, Texas Terror oggi avrebbe lottato sicuramente per il Podio.

    Ugualmente, l’altro statunitense Hayden ha buttato via la possibilità di una gara migliore – e magari un possibile quarto posto – a causa di due inopinate uscite di pista, che infine lo hanno relegato alla settima posizione.

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    Altro abbacchiatissimo della giornata giapponese è risultato Bautista, che a sua volta ha letteralmente gettato al vento un ultrasicuro quarto posto, ovvero il suo miglior risultato di sempre in questa Classe, con una caduta inutile e semplicemente assurda, che forse fara riflettere i dirigenti Suzuki sulla possibilità di tenerlo ancora in squadra per il 2012.

    Forse però il più scornacchiato di tutti resta probabilmente, come al solito, l’orrore cromatico rosa-arancione-fluò, che si è prodotto in uno dei peggiori numeri della sua carriera, ormai evidentemente in rapidissimo quanto irreversibile declino.

    Le colpe della caduta sono naturalmente SOLO SUE, e chi affermi il contrario sicuramente non ha MAI disputato una gara, e neppure MAI girato in pista nella sua vita.

    L’individuo infatti, proveniendo da dietro, si voluto infilare a forza tra Lorenzo e Spies con una manovra di una balordaggine infinita – che riflette pienamente la sua ormai manifesta confusione mentale – degna del peggior dilettante di questo mondo.

    Jorge infatti non poteva assolutamente vederlo perchè gli era ovviamente davanti, dunque ha semplicemente impostato la curva secondo la sua traiettoria ideale, come era appunto suo pieno diritto.

    Dunque il Majorchino, in una corsa per lui cruciale per l’estrema difesa della sua Corona Iridata, è stato terribilmente fortunato a non finire incolpevolmente a gambe all’aria – come accadde invece all’altra innocente vittima (tale Casey Stoner, che altrimento avrebbe vinto pure in Spagna facendo l’en plein dei Podi) abbattuta a Jerez dall’individuo – a causa di questa manovra criminale, in compenso a pagarla cara è stato il suo team mate Spies, che sicuramente maledicendo ferocemente in slang texano sia l’individuo che i suoi dubbi natali non ha potuto far altro che riprendere la corsa da buon ultimo, dopo essere caduto e rimontato in sella.

    SE ce ne fosse stato ancora bisogno, questo episodio illustra senza tema di smentita il totale appannamento – meglio dire, black outmentale di questo che appare sempre più solo uno smarrito ex pilota, ormai completamente abulico ed alieno da quanto lo circondi, ovvero certe cose terrene quali le corse iridate motociclistiche: e dire che, con un minimo di pazienza e lucidità – partimonio anche dell’ultimo degli esordienti – stavolta con l’ecatombe di cadute e di altri errori marchiani visti durante la gara è stato un pò come se il famoso ASTEROIDE assassino si fosse davvero fatto vivo, per spiaccicare diversi avversari e spianargli la strada verso qualcosa di più onorevole che il solito meschino piazzamento abituale nelle lontanissime retrovie.

    Caduto per paura, Pernat?

    NO, semplicemente per pura, assoluta balordaggine (questa nuova Asinata Galattica dell’individuo può infatti essere accostata solo al vergognoso episodio di Jerez 2011) aggravata da una confusione mentale ormai palese e sommamente imbarazzante per il suo stesso Team, che ormai lo detesta apertamente e pensa soltanto a come potersi sbarazzare al più presto di questo peso morto nel modo più discreto possibile.

    Anche la storia della malattia della moglie di Burgess – fidatevi di chi frequenta davvero l’ambiente – è totalmente falsa: semplicemente, il tecnico in questione si è da tempo mortalmente stufato di tutta questa incresciosa faccenda e, come direbbe qualcuno completamente ignorante della lingua inglese (nonchè, incidentalmente, pure di cose motociclistiche) “gliela ha data su” abbandonando l’individuo nel suo brodo.

    Come assoluta novità in moltissimi anni, STAVOLTA dopo uno svarione colossale od una manovra criminale a danno di qualcun’altro, l’individuo NON è riuscito a riprendere come se nulla fosse, pertanto siamo qua sbigottiti ed attoniti a registrare l’incredibile avvenimento del mancato intervento dell’altrimenti eternamente immancabile, onnipresente ed immarcescibile Cospicua Unica Lodevole Operosa buonasorte che ha notoriamente sempre beneficiato (in modo via via sempre più sfacciato e vergognoso) La Più Grande Bufala Mediatica del Ventunesimo Secolo.

    Incredibile.

    Che avesse poi ragione l’individuo, a non voler assolutamente venire in Giappone? Sicuramente si sarebbe risparmiata l’ennesima miserevole figuraccia di fronte al Mondo intero………….:)

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    Venendo a cose più serie, mi è comunque piaciuta la gara di Ito – pur solo tredicesimo – ed ultimo, ma anche perchè tanti che avrebbe potuto precedere non sono neppure arrivati in fondo, mentre Abraham addirittura non si è presentato al via per i postumi del suo trauma cranico – in gara a suo stesso dire non solo per arrivare al traguardo, ma per dare con la sua presenza un incoraggiamento al suo popolo tanto martoriato in questo sfortunatissimo anno.

    Lui stesso, assieme alla sua famiglia, pochi mesi fa ha letteralmente rischiato la vita nel disastroso terremoto-tsunami che ha devastato in suo Paese.

    La sua Honda RC212V negli splendidi colori tradizionali HRC era di gran lunga la più bella moto in pista, e l’ha saputa pilotare con grazia ed abilità, senza assolutamente fare sconcertanti e miserabili figuracce come capitato ad altri pur più titolati di lui.

    Quanti a 44 anni di età saprebbero fare altrettanto?

    Bravo Shinichi, vecchio samurai in tuta di pelle, vero eroe romantico delle due ruote!

    Dando un rapido sguardo alla classifica parziale Piloti, vediamo Stoner sempre lontanissimo in testa con 300 punti, mentre Lorenzo insegue affannato a 260, ovvero a 40 lunghezze dall’Asso australiano, con soli tre appuntamenti alla fine dei giochi.

    Terzo è tutt’ora Dovizioso a quota 196, appena un punto davanti al rimontante Pedrosa a livello 195. Quinto è Spies con 156 lunghezze, ormai lontano da Rossi fermo a 139. Hayden è sempre settimo a 123, ormai insidiato dal vicinissimo Simoncelli a 119. Edwards è nono a 98 punti, davanti ad Aoyama con 94

    Come detto prima, ormai il campionato è ormai deciso da mesi, e seppur Stoner non potrà – ma solo per ragioni puramente matematiche – festeggiare il suo secondo meritatissimo Titolo Iridato già in patria a Phillip Island, lo farà sicuramente a Sepang, in un ideale e simbolico passaggio di consegne con Lorenzo (che pure se lo aggiudicò l’anno scorso proprio in Malesia) prima della trionfale passerella finale di Valencia.

    Più interessante sara, come ho detto da gran tempo, vedere se saprà battere il suo record personale di 10 Vittorie stagionali stabilito nel Trionfale 2007, TRE volte (Piloti, Costruttori e di Team) Iridato.

    Comunque a Casey, con le attuali 40 lunghezze di vantaggio, ne bastano solo ulteriori 36 – ovvero, per superare questa cifra, basta almeno un quarto posto in ogni gara: infatti, anche se arrivasse soltanto sempre quarto ne otterrebbe 39 – per vincere il suo Secondo Mondiale, ma ovviamente la mia previsione è che ne conquisti più del doppio, ovvero 75………..:)

    La prossima tappa “pacifica” di questo trittico australasiatico (che si completerà appunto in Malesia) è infatti rappresentata dallo splendido circuito vecchio stile della ventosa Phillip Island, incontrastato feudo di Stoner che ci ha perentoriamente trionfato nelle ultime QUATTRO edizioni, sempre con una certa moto scarlatta ora orrendamente ridipinta in rosa-arancione-fluò ed improvvisamente trasformatasi – nelle capaci mani di un certo qualcuno, infallibilmente aiutato dall’invincibile team a suo tempo fraudolentemente rubato alla HRC – in un’asmatica carriola sfiatata incapace perfino di curvare.

    Ovviamente, è tutta colpa della moto………..:)

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    Dunque, Casey sicuro vincitore, in testa dal primo metro fino al traguardo, con Pedrosa secondo, visto che ormai il realistico Lorenzo – probabile terzo – non crede più alla possibilità, neppur remota, di rimediare alla sua situazione ormai disperata.

    Probabilmente anche Spies, che ama questa pista (senza averla mai vista ci vinse nel 2009 all’esordio assoluto in WSBK, seppur in Gara2), qui potrebbe seriamente impensierire il team mate, ormai ex Campione e con la testa altrove.

    Del resto, senza l’emerita pataccata iniziale dell’ormai ottenebrato individuo, Texas Terror avrebbe potuto benissimo precederlo anche qui a Motegi!

    Anche Hayden qui è sempre andato bene e potrebbe dire la sua.

    Solo dietro tutti gli altri, anche se spero di essere smentito dal Dovi, in ombra ormai da due gare dopo un campionato semplicemente splendido nelle prime 13, con un bottino di punti ed una regolarità assolutamente fantastici.

    Dunque, dalla granitica volontà di Stoner di tornare al successo con la clamorosa quinta vittoria consecutiva nella sua pista di casa, all’ultimo disperato tentativo di Lorenzo di difendere la sua traballante Corona Iridata, lanciatissimo Pedrosa permettendo, fino ai fieri propositi di riscatto di Spies e Dovizioso, i gustosi ingredienti per un imperdibile spettacolo australe (dove è appena cominciata la primavera) di metà ottobre, ci sono veramente tutti.

    Quindi, appuntamento assolutamente irrinunciabile e certissimo tra meno di due settimane in Terra Australiana per la terz’ultima emozionante tappa di questa incredibile, drammatica e sempre più adrenalinica Saga MotoGp 2011!

    DONOVAN

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