MotoGP Gran Bretagna 2011: Stoner perfetto, Lorenzo sbaglia tutto, Rossi mai così in basso

Sesta puntata della MotoGP a Silverstone che registra il quarto successo di Stoner che balza in testa alla classfica approfittando della caduta di Lorenzo sotto la pioggia

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    Casey Stoner Silverstone 2011

    La sesta puntata di questa sorprendente Saga MotoGP 2011, andata in scena qui dall’inondato circuito di Silverstone fradicio di pioggia, ha visto uno Stoner implacabile e semplicemente perfetto dominare in lungo ed in largo il campo, mentre alle sue spalle Lorenzo ha compiuto il suo PRIMO vero errore da un anno e mezzo a questa parte, scivolando mentre cercava troppo in fretta di raggiungere Dovizioso – poi finito meritatamente secondo con una gara volitiva e veloce – e il disastrato Simoncelli inevitabilmente lo ha imitato finendo come al solito a gambe all’aria con uno spettacolare aquaplaning, il podio essendo completato, una volta caduto anche Spies, da un eroico Edwards operato alla clavicola appena una settimana prima!

    Dietro i primi tre, si è distinto Hayden finito quarto – esattamente come l’anno scorso, ma sull’asciutto, dimostrando di amare questa pista in ogni condizione – seppure ad una eternità (ovvero 26 secondi) dal vincitore, dopo aver stabilito pure il giro veloce della gara, mentre più in giù nella classifica finale troviamo un sorprendente Bautista con la cenerentola Suzuki qui al miglior risultato dell’anno, a precedere un (dis)graziato Rossi – che sarebbe arrivato ovviamente NONO senza tutte le cadute davanti a lui – partito addirittura tredicesimo (ma solo perche in griglia era assente Crutchlow anche lui con la clavicola a pezzi, infatti era addirittura quattordicesimo nelle prove di sabato), ovvero dall’ultima fila, configurando l’episodio forse più vergognoso di tutta la sua lunga carriera.

    Silverstone, ovvero la pista magica: Stoner, mago della pioggia per eccellenza, la doma con insuperabile maestria, ma strega Lorenzo che commette un errore tanto inaspettato quanto imperdonabile.

    La pioggia rovescia i giochi, esalta il genio di Stoner, confonde Lorenzo che commette il suo primo vero goof monumentale da circa 25 GP a questa parte, e affonda Rossi che per assurdo colmo l’aspettava ansiosamente, facendogli fare forse la peggiore figuraccia di tutta la sua carriera.

    Se questo non è spettacolo, ragazzi…………..:)

    Questo episodio inglese dunque si presenta come vero, seppur certamente non definitivo turning point di questo Campionato già così ricco di colpi di scena, ma in senso opposto a quanto mi sembrava più probabile: a sbagliare NON è stato Casey, apparso anche qui veloce e sicurissimo – e cogliendola sua QUARTA formidabile Vittoria in appena sei gare – bensì il fin’ora infallibile Jorge, che per la troppa fretta di raggiungere un Dovizioso mai così in palla quest’anno finisce per scombinare tutti i suoi stessi piani, ovvero attendere LUI l’errore dell’avversario martellando nel contempo risultati comunque pesanti in termini di punteggio.

    Tuttavia, era da circa un anno e mezzo che Lorenzo non sbagliava una gara e questa defaillance occasionale, specie se aiutata dalla pioggia – e soprattutto dall’asfalto variegato di Silverstone che passa da tratti nuvissimi e drenanti ad altri più vecchi e molto più allagati in caso di nubifragi – può certamente starci. Certo è che essa arrivi nel momento peggiore, ovvero quando il Campione Majorchino, in sella ad un mezzo inferiore, per tentare di tenere il passo dello scatenato Stoner sopra cotanta Honda debba necessariamente puntare su una regolarità assoluta.

    Ormai, il vantaggio che lo spagnolo aveva in cascina (ovvero uno stop di vantaggio sull’australiano) se n’è andato, dunque le cose in prospettiva iridata si mettono male in casa Yamaha a meno di qualche importante step evolutivo che possa in qualche modio riequilibrare la situazione.

    Ovviamente, il Campionato è ancora lunghissimo, avendo ad oggi percorso appena un terzo del cammino totale, dunque è ancora troppo presto per sentenze definitive.

    Tanto può ancora succedere di qui alla fine, con ben 12 GP (anche se c’è sempre l’incognita di Motegi da risolvere) ancora da disputare.

    In ogni caso, SE alle quattro Vittorie (su appena sei prove) aggiungessimo il mancato – e per me, assolutamente CERTO – successo di Casey a Jerez, vittima di un triste individuo che non merita neppure di essere nominato tanto risulti ormai totalmente insignificante per tutto il resto – adesso il Mondiale non avrebbe già praticamente più storia, anche se occorre dire che con Pedrosa in campo le cose per Stoner sarebbero certamente molto più complicate.

    Eliminato Dani, in questa prima fase del Campionato salta sicuramente agli occhi l’enorme utilità di Dovizioso in seno all’HRC, che pure quest’anno lo aveva tenuto di malavoglia, solo per adempiere ad inoppugnabili obblighi contrattuali.

    In realtà, Andrea è stato (ed è) preziosissimo per togliere punti a Lorenzo, come a Le Mans, o addirittura per mettergli addosso pressione ed indurlo finalmente all’errore, come appunto qui a Silverstone.

    Ovvero, adesso in HRC si è verificata una situazione ideale, con una indiscussa prima guida ed un team mate che lo aiuti effettivamente senza ambizioni iridate, e soprattutto senza un’altro numero uno (quale era in realtà Pedrosa) che in pratica scombini i piani in famiglia con una lotta interna e fratricida.

    Due galli in un pollaio sono sempre una iattura tremenda, qualcosa da evitare accuratamente in un top team (ovvero con pretese mondiali), dunque la sfortunata uscita di scena temporanea del piccolo catalano – che salterà certamente anche Assen, temporaneamente sostituito nel Team Repsol da Aoyama, mentre quest’ultimo sarà rimpiazzato nel Team Grasini San Carlo dal collaudatore Akiyoshi – almeno è servita a chiarire una situazione che si preannunciava terribilmente ingarbugliata in Casa Honda.

    Intanto, questo è già il secondo uno-due di Casey ed Andrea, dopo l’analogo risultato ottenuto a Le Mans.

    Quello che ho sempre detto, ovvero che tutto in fondo sia nelle mani di Stoner, nel bene e nel male, è vero adesso ancor più di prima: SE continuerà con questo ritmo, il Titolo MotoGp 2011 non potrà sfuggirgli.

    Tuttavia, il sempre fortissimo – occasionale errore a parte, che assolutamente non penso si possa ripetere di qui a fine stagione – Lorenzo è sempre in agguato, e non aspetta che un goof dell’avversario per rimettersi alla testa della classifica.

    Io ho ancora piena fiducia nelle possibilità iridate di Jorge, ma è evidente come a questo punto abbia più che mai bisogno dell’aiuto concreto della Yamaha, anche se ormai pare di capire come la Casa di Iwata sia più che altro proiettata (cosi come la Ducati) in ottica 2012, seppur in netto ritardo rispetto alle altre case che hanno già ripetutamente provato le future 1000.

    Mala tempora occurrunt infatti per la Casa dei Tre Diapason: nel campo Yamaha Ufficiale, appena dopo il brillante risultato del GP scorso che ha visto i suoi riders entrambi sul podio in Catalunya, in Inghilterra si è registrato un autentico disastro, con non solo Lorenzo, ma pure Spies fuori per caduta.

    Evidentemente l’Inghilterra spesso non porta bene a Jorge, perchè, a parte il trionfo dell’anno scorso, ad esempio a Donington 2009 cadde sempre sull’asfalto umido, giocandosi molto probabilmente il Mondiale e lasciando poi via libera alla invero fortunosa Vittoria di Dovi (l’unica fin’ora di tutta la sua carriera in MotoGp) che invece incidentalmente adora il Regno Unito, avendo negli ultimi tre GP inglesi riportato un primo e due secondi posti.

    Texas Terror aveva conquistato un brillantissimo podio proprio qui a Silverstone nel 2010, ma stavolta la pioggia ed il micidiale cocktail di asfalti diversi di questo tracciato ha finito per tradire anche lui.

    L’onore di Iwata è stato tuttavia salvato dalla straordinaria impresa di Edwards, che appena nove giorni dopo il suo infortunio alla clavicola destra (fratturata in sette punti) registra il suo miglior risultato dell’anno con un Podio che definire eroico è dir poco.

    La sua terza posizione in queste terribili condizioni fisiche ed ambientali vale ben più di una Vittoria, e sono certo che il Texano abbia corso a denti stretti anche per lo sfortunato team mate Crutchlow che PURE si è infortunato alla clavicola (mai visto un anno così prono a far strage di codeste ossa) nelle prove del sabato.

    L’epico Texas Tornado ha preceduto un Hayden volonteroso e tenace che replicando il medesimo positivo piazzamento del 2010 (ma allora sull’asciutto) ha fatto l’impossibile per ovviare alle deficienze della sua macchina, stabilendo comunque il giro veloce della gara e rifilando la bellezza di quasi QUARANTA secondi al derelitto team mate.

    Dietro Hayden è poi giunto il sorprendente Bautista che ha portato la cenerentola Suzuki alla miglior prestazione dell’anno.

    A proposito, tira una gran brutta aria in casa Suzuki Rizla e si vocifera insistentemente che il Team in piena crisi di fondi potrebbe disputare la stagione 2012 con la vecchia 800 (sempre ovviamente con una sola moto) in attesa di una fantomatica 1000 – di cui attualmente non esiste neppure il progetto – con cui affrontare la stagione 2013 con un team normale a due piloti.

    Paul Denning ha recentemente dichiarato che forse in Luglio, magari in tempo per Laguna, si saprà qualcosa di più sul futuro della casa di Hamamatsu in MotoGp, ma che “in ultima analisi, ogni decisione spetti alla Suzuki”

    Come considerazione generale, mi sembra veramente assurdo che questa casa possa aver buttato senza batter ciglio infiniti fiumi di denaro per un avventura totalmente fallimentare in MotoGp – a parte i fugaci bei tempi in cui “Hopper” Hopkins, che fra l’altro dovrebbe disputare a breve un GP come wild card, la faceva miracolosamente volare – mentre ha sempre colpevolmente trascurato e snobbato la WSBK, ovvero la Classe che gli ha regalato di gran lunga le soddisfazioni maggiori in questi ultimi anni: a parte l’Iride Piloti sfiorato da Biaggi nel 2007, suo anno d’esordio in questa categoria, ad esempio Haslam ha perso l’anno scorso il Titolo Piloti non solo per la fortissima concorrenza di Max stesso e dell’Aprilia, duplicemente Iridati nel 2010, ma anche per il fatto che la Casa abbia letteralmente chiuso i rubinetti proprio nel momento più critico della stagione, lasciando l’affranto Batta senza più ricambi, da cui il decisivo disastro di Gara2 di Imola.

    Circa Rossi, giunto fortunosamente sesto (solo perche TRE piloti davanti a lui sono caduti, altrimenti sarebbe stato appena nono) addirittura seppellito da oltre SESSANTAQUATTRO eterni secondi (1.04.590) dal vincitore – ovvero per lui qualcosa di assolutamente inaudito – parlare di lui è sempre più uno sparare sulla croce Rossa.

    Ormai il disastro totale ed irrimediabile di Casa Ducati, colpevole di aver fatto un errore piramidale prendendo codesto costosissimo brocco – di sicuro la più Grande Bufala Mediatica del ventunesimo secolo – a fine carriera ed ormai in piena caduta libera di Talento e motivazioni, è sotto gli occhi di tutti , in tutta la sua cruda realtà.

    E meno male che Vale (e con lui tutta la sua degna banda) si augurava proprio la pioggia per ridurre un pò il gap…………:)

    Da qui, il criptico annuncio di una misteriosa “rivoluzione totale” della moto, forse con l’abbandono definitivo del motore totalmente portante per tornare ad un più ragionevole (e per la Casa tradizionale) telaio propriamente detto?

    Ovvero, si dice che la Ducati possa addirittura schierare ad Assen la GP12 fatta e finita, solo col motore 800 al posto del 1000………..:)

    Per la serie, come peggiorare ulteriormente una situazione già gravissima?

    Da questa debacle monumentale e vergognosa UNA COSA salta definitivamente agli occhi: le varie Desmosedici, e soprattutto le 800 cc GP7, GP8 eccetera sono sempre stati dei fenomenali e mostruosi catorci ingudabili, cui solo il Genio ed il Manico insuperati di Stoner, pilota velocissimo e puramente ISTINTIVO – che odia a morte l’elettronica e tenta continuamente di farne a meno – in questo paragonabile nella Storia solo ad Hailwood e Saarinen – riusciva a supplire in qualche miracoloso modo, vincendoci comunque moltissimo malgrado problemi inenarrabili e guadagnandosi sopra di essa il Titolo di Pilota più vincente dell’Era MotoGp 800, un’impresa totalmente impossibile e sovrumana (dico, sopra questo angosciante, scarlatto catafalco a due ruote che ha impietosamente bruciato ogni altro pilota) che solo ora alla luce dell’immane disastro storico di Rossi riusciamo a valutare appieno, in tutto il suo chiarissimo significato.

    Del resto, la lezione per tutti anche oggi è stata esemplare.

    Avete visto spesso in MotoGp un pilota vincere di 15 secondi su un team mate dotato della stessa moto, e cominciare a doppiare i ritardatari (in una pista lunghissima, badate, la più estesa di tutto il calendario iridato!) già a partire dal terzultimo giro?

    Alle spalle dello scornacchiatissimo Rossi è arrivata la terza Ducati al traguardo, ovvero quella di Abraham, sempre più a suo agio sulla sua modesta GP10 privata e appena rinfrescata senza tentare di cambiarla radicalmente come fa qualcuno, con risultati peraltro penosi………

    Dietro la Desmosedici Cardion mi ha fatto piacere rivedere l’Hondista Elias, riemerso alla luce dopo un periodo di anonimato.

    Per le tre illustri cadute, dei 15 partenti solo 12 sono arrivati al traguardo.

    Come gia accennato sopra, la classifica parziale vede ora chiaramente in testa Stoner che portandosi a 116 punti passa di colpo da -7 a + 18 su Lorenzo, fermo a 98.

    Terzo è sempre Dovizioso alla rispettabile quota 83, ben davanti a Rossi che si porta in quarta posizione a 68.

    Pedrosa, a secco ormai da tre GP, è sempre fermo a 61 ed ora quinto, appena davanti ad Hayden con 60.

    Settimo è Aoyama con 43, con un buon vantaggio sul duo texano, ovvero Edwards a 37 e Spies a 36, mentre Abraham è decimo a 33.

    Dopo la tappa Inglese, adesso il carrozzone del Mondiale Velocità attraversa appena la Manica per ritrovarsi in Olanda per il Dutch TT – la più antica corsa del mondo dopo lo IOM TT che del resto ha cercato in tutti i modi di emulare, a cominciare dal nome per continuare con la collocazione di sabato – ormai irrimediabilmente menomato dal suo odierno teatro, ovvero la pista di Assen, continuamente accorciata, modificata e massacrata fino a trasformarla nel ridicolo kartodromo da 4 soldi attuale, che non assomiglia neppure vegamente al tracciato originale, lungo più del triplo, nato stradale e poi lentamente trasformato in circuito chiuso.

    L’anno scorso trionfò Lorenzo – era la sua quarta Vittoria su sei gare, con due secondi posti quali peggiori risultati, ottenendo ben 140 dei 150 punti teoricamente fin lì conquistabili, ed io lo salutai quale sicuro Campione Mondiale 2010 – su Pedrosa e Stoner, con Spies a bruciare Dovi per la quarta piazza.

    Attualmente, il favorito d’obbligo non può che risultare un Casey ora assolutamente in stato di grazia: sia che piova, sia sull’asciutto, il pacchetto pilota-moto che può vantare è semplicemente imbattibile, ma l’asso australiano – purtroppo assente Pedrosa, che ama questa pista – dovrà come al solito guardarsi dal sempre pericolosissimo Jorge, certamente ansioso di rifarsi.

    Teoricamente, proprio questa pista ormai indecentemente lenta, corta e senza più assolutamente la pervenza di un rettilineo risulta una delle più favorevoli del calendario alla sua pur declinante M1, quindi Lorenzo potrebbe anche sorprendere tutti con una gara delle sue, forte del suo manico formidabile pur in condizioni di chiara inferiorità tecnica.

    Non scordiamoci poi come Jorge adori questa pista (ha recentemente ribadito di preferirla in assoluto fra tutte), dove storicamente ha vinto in TUTTE tre le Classi in cui ha corso nella carriera!

    Anche Spies, che qui vinse spettacolarmente in WSBK nel 2009, potrebbe sicuramente dire la sua in Olanda.

    Ovviamente Dovi pur non preferendo in maniera particolare questo tracciato sarà certo determinato a confermare o addirittura migliorare il suo terzo posto in campionato, magari aiutando efficacemente il suo team mate togliendo ancora una volta punti a Lorenzo…………

    A proposito, le moto di Jorge e Ben ad Assen avranno la gloriosa e tradizionale colorazione Bianca e Rossa per celebrare i primi 50 fantastici anni di impegno agonistico della Casa dei Tre Diapason.

    Per me, collezionista di moto da corsa e quindi anche di Yamaha da GP, è una bellissima notizia………

    Sara presente anche la Vecchia Carogna, ovvero il Grande Phil Read, che ha vinto cinque dei suoi 8 Titoli Mondiali (7 nel Mondiale Velocità, 1 F1/TT che storicamente corrisponde all’Iride WSBK, fu inoltre il primo nella Storia a vincere Titoli in 125, 250 e 500: anche qui Valentino è arrivato solo secondo) con le moto di Iwata.

    Per tutti questi grandi motivi di interesse, non escluse le sempre possibili incognite legate al meteo, non prendete assolutamente impegni per Sabato prossimo, ed appuntamento assolutamente certo ed imprescindibile in Terra d’Olanda per il nuovo spettacolare episodio di questa imprevedibile, spettacolare ed adrenalinica Saga Motogp 2011!

    DONOVAN